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In Serie (82-bis) - "the Resort" (2022, stag. 1) - Cristin Milioti, i detective selvaggi e la mota del tempo.
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• Ah!, il tempo! (Questa strana cosa che non si muove, preferendo farlo attraverso di noi: arriva, passa, ci ammazza e se ne va.)

Occorrerebbe una scorciatoia, un passaggio segreto, un buco di tarlo (worm-hole) per ingannarlo e neutralizzarlo. E invece no. Non funziona così.

Ma oltre alla meccanica della fisica quantistica (in attesa che s'inveri nell'Hard SF) c'è la fantasia, ed ecco che in "the Resort" vi sarà prima un... tooth-worm... e poi un vero e proprio (claustrofobico, terrificante, orrorifico) canale del parto in messicana roccia calcareo-dolomitica dello Yucatán d'attraversare percorrendolo carponi ed "infine" sgravando/collassando/fiorendo in una piscina di liquido amniotico a-temporale...

Questa che state leggendo è un’eccezione. Sono letteralmente anni che non scrivo post, preferendo loro lo strumento delle playlist (che al contrario vengono indicizzate dai motori di ricerca e quindi non sono un oggetto che nasce e muore dentro a FilmTV), e quando “the Resort” avrà una sua scheda dedicata nel database allora pubblicherò anche una recensione sulla serie creata da Andy Siara (e questo suo lavoro è senz’altro etichettabile come un upgrade di “Palm Springs” innestato con dispositivi, stilemi e tropi del cinema di Benson & Moorhead eccetera) con l’appoggio del Sam Esmail di “Mr. Robot”, dimodoché le avventure “vissute”, aka messe in scena, da Cristin Milioti, William Jackson Harper, Nina Bloomgarden, Skyler Gisondo, Luis Gerardo Méndez, Nick Offerman, Ben Sinclair, Gabriela Cartol, Dylan Baker, Becky Ann Baker, Debby Ryan ed ultimo NON ultimo Luis Guzman (la cui meritatissima statua ancora oggi meritatamente troneggia nel piazzale del campus del college di “Community”) avranno avuto tre “medium” diversi, meritandoli (a prescindere dal valore dei miei scritti, s’intende) tutti e di più, perché qui si tratta di un piccolo capolavoro.

• Il giorno in cui trascendemmo il tempo la foresta veniva suonata dal vento...

"E se vi dicessi che ho scritto il libro come un monito (un avvertimento) e non come un'esortazione (un invito)?"

Sinossi (mia rielaborazione da Wikipedia - che a sua volta è basata su due articoli di Variety e NPR - & IMDb). 2022, Messico. Emma e Noah sono una coppia in vacanza in un resort della Riviera Maya, tra Cancún e Tulum, in occasione del loro decimo anniversario. Noah è contento della loro vita insieme, mentre Emma non è che non lo sia, ma sente che la loro unione non sta evolvendo nella giusta direzione. Vengono quindi trascinati in un mistero irrisolto che vede coinvolte due persone, Sam e Violet, scomparse in quello stesso luogo quindici anni prima, nel 2007, e che mette alla prova lo status quo del loro matrimonio. E questo nel primo episodio.

“The pursuit to recapture your past is a waste of time. The past lives in the past and is therefore non-existent in the present. Time travel has not been invented.” - Illàn Iberra, "El Espejo", 1978

"I made many idiotic and pretentious statements in my youth." - Illàn Iberra, "La Desilusion del Tiempo", 1993

Il tutto sulle note di "Strange Overtones" di David Byrne & Brian Eno (2008).

• "The Resort": un'avventura. (Partecipante principale: lo spettatore. E "Rayuela" sia.)

“Non puoi capire: tu sei nato ricco.” (Non è "marxista" - omologatoh!1!1! - come "the White Lotus" di Mike White, ma anche "the Resort" lascia qualche traccia avvelenata.)

Impersonando con profonda grazia e carattere un ruolo molto complesso, Cristin Milioti, classe 1985, un'ideale sorella "minore" di Sally Hawkins (1976; Happy Go Lucky, Blue Jasmine, the Shape of Water), Alison Brie (1982; Community, Mad Men, GLOW, Horse Girl, Roar) e Aubrey Plaza (1984; Parks and Recreation, Legion, Ingrid Goes West, Black Bear, Megalopolis), è la ragione principale per seguire "the Resort", ma non è l'unica, perchè la serie creata per Peacock con la collaborazione di Sam Esmail (che dopo "Mr. Robot" si è dedicato, ad esempio, alla "semplice" regìa della 1ª stag. di  "HomeComing", in attesa di "Leave the World Behind" e "Metropolis") da Andy Siara (apocrifandos'in tal Illàn Iberra), già sceneggiatore di "Palm Springs" (e che qui per l'occasione come già detto ne riprende i temi, sviluppandoli un po'... "oltre"), l'esordio alla regìa di Max Barbakow che aveva come protagonista proprio la stessa Cristin Milioti ["the Sopranos", Year of the Carnivore, "How I Met Your Mother", the Wolf of Wall Street, "Fargo" (nel quale, durante la seconda stagione, è una magnifica, dolente, allegra, resistente e viva Betsy Solverson, la moglie di Lou: ed ora sappiamo come e perché Molly, protagonista della prima stagione, è diventata la gran persona che è), "Black Mirror: USS Callister", "Made for Love"], merita d'esser goduta in quanto tale, nella sua totalità: oltre che per l'atmosfera (eterogenea, affascinante, divertente, intrigante), anche grazie ad attori quali Skyler Gisondo (Santa Clarita Diet, BookSmart, Licorice Pizza), Nick Hofferman (anch'egli in "Parks and Recreation" e nella la 2ª stag. di "Fargo", e poi in "DEVS"), William Fitzgerald Harper (Paterson, Midsommar), Nina Bloomgarden (qui al suo primo ruolo importante), Luis Gerardo Méndez ("Charlie's Angels", "Narcos: Mexico", "Belascoarán, P.I."; qui bolanaño detective selvaggio), Ben Sinclair ("High Maintenance"; qui anche - oltre che attore in un ruolo all'inizio "minore" e via via, mano a mano e passo dopo passo sempre più fondamentale, sino all'evaporazione/trascendenza - regista dei primi 4 ep. sugli 8 totali), Luis Guzmán (Black Rain, Carlito's Way, Boogie Nights, Snake Eyes, Magnolia, Punch-Drunk Love, Fast Food Nation), Dylan Baker (Happyness), Becky Ann Baker (A Simple Plan), Gabriela Cartol (la Camarista) e Debby Ryan (Horse Girl: e così chiudiamo un cerchio).

"The Filth of Time."

"The Resort", diretta - lungo 8 ep. da circa 30' l'uno - oltre che da Ben Sinclair (ep. 1-4) anche da Rania Attieh & Daniel Garcia (ep. 5-6) e Ariel Kleiman (ep. 7-8), scitta oltre che dal creatore Andy Siara (ep. 1-2) anche da - e li cito integralmente in ordine cronologico, un ep. a testa, perché meritano tale trattamento - Vivian Barnes, Manuel Alcalá, Mara Vargas Jackson, Dagny Atencio Looper, Joey Siara, Allison Miller & Derek Pastuszek (e son belli pure i titoli: da "the Disappointment of Time" a "the Disillusionment of Time" , passando per "A Noxious Toothworm", "Tempus Exhaurire", "A History of Forgetting", "El Espejo", "Hünch fò Llub S??th" e "la Pubertad del Matrimonio", fotografata da Santiago Benet Mari e Santiago Gonzalez, montata da Taichi Erskine, Henk Van Eeghen ed Erick Fefferman ed eccellentemente musicata (tra le canzoni preesistenti obbligo citare la "Forget It" di Sixto Rodriguez da "Cold Fact") da Andrew Carroll ("Lodge 49") è stata girata in esterni a Porto Rico e in studio nella Repubblica Dominicana (e dall'altra parte di Hispaniola c'è Haiti, occorre sempre ricordarlo), ma giunge sino al malickiano portale/tunnel interstellare che Douglas Trumbull predispose con/per Stanley Kubrick.

«E Cesárea disse qualcosa sui giorni a venire...».

Il "cliffhanger" finale non è così tale (è uno spunto, non un imperativo) da rendere necessaria una seconda stagione: la seconda stagione è "necessaria" (la serie in realtà potrebbe concludersi già così, e sarebbe perfetta) di per sé: perché è talmente bella da volerne ancora, punto. Foss'anche ambientata nel 2666.

• "The Resort": detective selvaggi e l'oscena lordura del tempo.

Occorre sopravvivere alla parte di sé che l'altrui morte ci ha sottratto.

* * * * ¼ - 8.5     

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