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Hates - House at the End of the Street

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Regia di Mark Tonderai

Con Jennifer Lawrence, Elisabeth Shue, Max Thieriot, Gil Bellows, Nolan Gerard Funk, Jonathan Malen, James Thomas, Allie MacDonald... Vedi cast completo

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Trama

L'adolescente Elissa (Jennifer Lawrence) e la madre Sarah (Elizabeth Shue) si sono appena trasferite in una nuova città quando con raccapriccio scoprono che l'abitazione vicino alla loro è stata di recente teatro di un orribile doppio omicidio. Lo stupore iniziale lascia però spazio alla curiosità ed Elissa comincia a interessarsi alla vicenda finendone coinvolta in prima persona dopo aver stretto amicizia con un ragazzo (Max Thieriot), unico sopravvissuto della notte fatale in cui si è consumato il crimine.

Approfondimento

HATES - HOUSE AT THE END OF THE STREET: UN THRILLER HITCHCOCKIANO

Una sinistra casa in rovina, un ragazzo con un terrificante segreto alle spalle e una adolescente alla ricerca della verità sono i classici elementi del filone horror/thriller ma per Hates - House at the End of the Street un team di realizzatori ambiziosi e creativi si è proposto di andare oltre il genere facendo ricorso a soluzioni visive innovative, a personaggi realistici, non stereotipati e facilmente identificabili e a misteriosi segreti che, seppur nascosti, sono in bella vista per essere scoperti. Sebbene la storia di Hates - House at the End of the Street si svolga in Pennsylvania, le riprese, durate 28 giorni, hanno avuto luogo a Ottawa, in Ontario, una città facilmente adattabile a qualsiasi set.
Lavorando su una sceneggiatura di David Loucka che ricorda i thriller hitchcockiani, il regista Mark Tonderai ha riadattato una storia originale di Jonathan Mostow (Il mondo dei replicanti, Terminator 3. Le macchine ribelli) per rivolgersi soprattutto a un pubblico giovane.

DUALITÀ DEI PERSONAGGI E DEI TEMI

I personaggi di Hates - House at the End of the Street sono ossessionati da una storia che ha avuto luogo diversi anni prima: una coppia è stata assassinata dalla loro figlia mentalmente instabile, scomparsa in seguito all'omicidio, ed Elissa e la madre vanno a vivere nella casa accanto a quella in cui si è consumato il delitto. Tra Ryan, unico sopravvisuto a quella tragedia familiare che vive ancora nell'abitazione, ed Elissa scocca il classico colpo di fulmine ma la loro relazione è messa a dura prova dal male di fondo che alberga all'interno della cittadina. Nonostante sia bello e tenebroso, Ryan è un personaggio molto vulnerabile ed Elissa non può far a meno di rimanerne affascinata. La dualità dei personaggi e dei temi è la costante che Tonderai usa per sviare il pubblico da conclusioni affrettate: il rapporto tra genitori e figli, il dolore e la redenzione, il primo amore e le seconde possibilità sono infatti la colonna portante di una trama che ha richiesto oltre due anni di realizzazione per non cadere nei luoghi comuni del già visto. Prima di cominciare le riprese, inoltre, Tonderai ha sviluppato ciò che egli definisce la "bibbia" di Hates - House at the End of the Street, ovvero un documento di oltre 100 pagine in cui ha delineato le sue idee sui personaggi, sui toni da usare, sull'illuminazione di ogni scena e sui temi a cui dar maggior rilievo. Il tomo è stato poi meticolosamente distribuito agli attori e alla troupe per aver la certezza che tutti si lavorasse nella stessa direzione e non nascessero incomprensioni.

PERSONAGGI E INTERPRETI

Per Hates - House at the End of the Street i produttori hanno avuto grande fortuna nello scegliere come protagonista Jennifer Lawrence. L'attrice è stata infatti reclutata come protagonista subito dopo la sua interpretazione in Un gelido inverno - Winter's Bone, pellicola che le valse la nomination all'Oscar e prima che il suo nome fosse associato a quello del blockbuster Hunger Games. Ciò che allora poteva apparire come un rischio - la Lawrence era in pratica poco più di una sconosciuta - si è rivelato invece essere uno dei punti di forza del film sia per l'interpretazione della giovane attrice sia per il richiamo commerciale su cui si è potuto contare al momento dell'uscita in sala. Per la Lawrence, il ruolo di Elissa invece è la stata la prima occasione della carriera per confrontarsi con una storia in cui paura, suspense e amore si intrecciano in maniera sofisticata. Con le sue complicate scene di azione, Hates - House at the End of the Street le ha richiesto grande resistenza fisica ma le ha permesso anche di recuperare la passione per la musica da tempo abbandonato (Elissa è una musicista in erba e prima di diventare attrice anche la Lawrence ha studiato musica e canto).
Per la parte di Sarah, la madre di Elissa, i produttori hanno chiamato Elisabeth Shue, anche lei attrice nominata all'Oscar (per Via da Las Vegas). Contrariamente a quanto si può pensare, Elissa e Sarah sono legate da un anomalo rapporto: nonostante sia la madre, Sarah è meno matura della figlia e ha sempre fatto delle scelte discutibili. Elissa si è sempre presa cura di lei ma le sfide che si presentano dopo il trasferimento permettono a Sarah di crescere ed essere la madre che Elissa non ha mai conosciuto.

Max Thieriot interpreta invece Ryan, il ragazzo di cui Elissa si innamora. Tormentato da un'infanzia traumatica, Ryan si è trasformato in una persona fuori dal comune, vive come un eremita e sa che la gente fraintende e disprezza ogni suo atteggiamento. La capacità di Elissa di vedere oltre le apparenze sortisce in lui un cambiamento fisico ed emotivo che lo porta ad aprirsi al mondo e ad esporsi.
Gil Bellows, attore conosciuto soprattutto per aver fatto parte della serie televisiva cult Ally McBeal, riveste i panni di Bill Weaver, uno sceriffo con cui Ryan ha avuto problemi in passato e che vive una storia d'amore con Sarah, mentre l'esordiente Eva Link ha un piccolo ma cruciale ruolo.

Note

Rubacchiando qua e là, lo script tenta di suscitare interesse strutturando una serie di colpi di scena a scatole cinesi, rivelati dai flashback, che inducono paradossalmente allo sbadiglio. Anche a causa del pessimo servizio reso dalla regia incolore di Tonderai, che, incerto su come creare tensione con il classico rimpiattino nella cantina buia, fa una sola cosa buona: si aggrappa saldamente a Jennifer Lawrence, tonica eroina in canottiera d’ordinanza, piantando la macchina da presa su lentiggini, spalle nude, energia mascolina. Almeno lei, passa a pieni voti l’esame da scream queen.

Commenti (4) vedi tutti

  • Ma la Shue non può trovare niente di meglio ? Voto 4.

    commento di ezzo24
  • Le incongruenze sono talmente numerose che è difficile elencarle, ma se si sorvola su di esse e si considera lo sforzo di creare una sceneggiatura fuori dagli stereotipi del genere (in parte riuscita), la professionalità nel girare le scene di azione, nel generare tensione nello spettatore, allora il film risulta accettabile,seppur carente

    commento di Maciknight
  • Un Thriller niente male. Voto 7

    commento di MiniPuppy
  • Voto al Film :  3

    commento di ripley77
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Recensioni

La recensione più votata è negativa

supadany di supadany
3 stelle

Essere completisti può rivelarsi un problema. Nel caso di Hates, solo il desiderio di verificare dalla a alla z il percorso di Jennifer Lawrence può spingere al recupero di un titolo che per il resto - nel frattempo è stato demolito da più parti - si conferma di una debolezza estrema, tanto da risultare proprio irritante, per… leggi tutto

8 recensioni negative

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

Marianoscrittore di Marianoscrittore
6 stelle

Il film non è sicuramente un capolavoro , anzi , la prima parte getta lo spettatore nella noia più totale. La cosa che però personalmente mi ha colpito , secondo un giudizio soggettivo è sia la storia del fratello di Carrie Annie sia l' intersecarsi del tema thriller con quello psicologico che si rivela nella scena finale. Analizzando il film da un punto di vista tecnico si rileva : un… leggi tutto

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