Trama

Anche i rifiuti hanno un'anima e hanno diritto a una seconda chance. Questo è quello che promette la leggenda della Piramide Magica: un luogo leggendario in cui i rifiuti potrebbero avere una seconda chance e diventare Portatori, ovvero oggetti utili ancora una volta. Slim, una scatola di cartone, si è ormai arreso e non crede più che a quelli come lui venga data un'altra possibilità, fino a quando un evento inaspettato non cambierà il suo destino.

Approfondimento

TRASH: NEL MONDO DEI RIFIUTI

Diretto da Luca Della Grotta e Francesco Dafano e scritto da quest'ultimo con Andrea Nobile, Trash racconta di un mondo in cui scatole, bottiglie, latte e rifiuti vari, abbandonati per strada e ignorati da chiunque, di notte prendono vita. Slim è una scatola di cartone rovinata. Vive in un mercato, con il suo amico Bubbles – una bottiglia da bibita gassata – e altri compagni. Sopravvive nascondendosi dai "risucchiatori", macchine aspiratutto addette alla pulizia. Rassegnato al suo destino, non crede più in nulla, neanche alla leggenda della "piramide magica": un luogo mitico in cui è possibile per i rifiuti avere una seconda possibilità, rinascere, essere ancora "portatori", utili a se stessi e agli altri. La sua vita non è sempre stata così. Una volta era una bella scatola, era un "portatore". La massima aspirazione per ogni contenitore è proprio quella di contenere qualcosa. Il suo destino cambia quando una notte un imprevisto irrompe nella sua routine sotto forma di una piccola scatola, Spark. Spark si è perduto ed è diverso da tutti gli altri. Lui è un portatore, anche se ancora non lo sa. Smarrito per caso, coinvolge Slim e Bubbles in un'avventura che li porterà a cercare il luogo a cui è destinato, un negozio di giocattoli. Il loro viaggio li condurrà attraverso campi desolati, vicoli festosi, fogne oscure e fiumi perigliosi. Ma qualcun altro sta cercando Spark. Una vecchia e potentissima tower, un personal computer in disuso, Kudo, signore della discarica. Kudo vuole distruggere Spark per impossessarsi di ciò che il piccolo contiene, un robot giocattolo alimentato a energia solare di cui il computer ha bisogno per continuare ad esistere. La "gang" di Kudo bracca il gruppetto in un susseguirsi di fughe e combattimenti rocamboleschi fino a catturare Spark e portarlo alla discarica. È lì che Slim cercherà di salvare il suo piccolo amico, compiendo una scelta che darà un nuovo senso alla sua vita. Dopo un epico scontro con l'inarrestabile nemico, Slim e i suoi compagni riescono a trovare il negozio di giocattoli e... la piramide magica, emblema della rinascita di tutti i contenitori vuoti, leggeri, puliti. Ed è ai piedi di essa che il destino di tutti i contenitori si compirà, concedendo una seconda occasione ai nostri piccoli amici: un'altra vita.

Con la direzione della fotografia di Simone Moglie, le scenografie di Andrea Simonetti e le musiche di Matteo Buzzanza, Trash è stato così raccontato dai due registi in occasione della partecipazione alla Festa del Cinema di Roma 2020: "Il tema portante del racconto è la creazione del proprio destino senza mai arrendersi alla sorte avversa, per ottenere una seconda possibilità, quando si è anche disposti a rifiutarla senza rimpianti. Quello che ci ha convinto immediatamente è il punto di vista da cui un tema così complesso è trattato: i rifiuti. Nell'universo che raccontiamo sono proprio i contenitori di cartone, plastica o vetro ad essere i nostri protagonisti, i nostri eroi. Sono loro a prendere vita in questo mondo notturno, lontano da occhi umani. La loro seconda occasione è identificata con il concetto di riciclo, riutilizzo. Visto dai protagonisti quasi come una chimera, e allo stesso tempo massima aspirazione, per dei contenitori che non vogliono altro se non tornare ad essere utili, "portatori". Una storia di questo tipo non poteva che svolgersi in una grande città, con le sue luci calde e i suoi neon. Una città immensa per degli oggetti alti pochi centimetri. Un luogo dove la strada, oltre ad essere un ambiente fisico, diventa un simbolo di viaggio, rendendo la storia un’avventura on the road".

"La narrazione - hanno proseguito i due - si muove su due registri, uno volto a rendere il prodotto comprensibile e avvincente per un pubblico di bassa età; l'altro, attraverso le tematiche trattate e lo stile adottato, punta a conquistare un pubblico più maturo. Proprio lo stile è parte integrante del racconto. Si utilizza una tecnica di messa in scena mista, sfruttando ambienti reali e integrando successivamente i personaggi in CGI. Tutto viene vissuto ad altezza dei protagonisti, per immergere lo spettatore nel mondo rappresentato. Una fotografia realistica vivifica l'azione, dà risalto al mondo metropolitano e permette di esaltare i momenti epici della storia. Il racconto non è mai retorico o didascalico. Tutto viene suggerito, in maniera chiara, ma mai reso stucchevolmente palese. La personalità dei nostri piccoli eroi è complessa, così come la loro evoluzione. Gesti e azioni semplici racchiudono scelte sofferte, che coinvolgono tutti noi. Sono proprio questi piccoli esseri, con le loro avventure e disavventure a chiarirci qual è la scelta migliore da fare. Per loro stessi e per noi".

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Curiosità

Note di produzione

Sentivamo il bisogno di lavorare su un tema universale, un argomento che non temesse le barriere territoriali e che potesse essere compreso in tutto il mondo. L'abbiamo trovato perché era proprio sotto i nostri occhi, così come quelli di tutti gli altri. L'ambiente che ci circonda ci stava chiamando, chiedendo aiuto, usando come tramite la voce e l'attenzione delle nuove generazioni che chiedevano un mondo più pulito, in tutti i sensi. Anche quando frequentavamo i contesti internazionali del nostro settore, quali mercati e festival, abbiamo avuto modo di intuire fortemente che il tema del riciclo dei rifiuti era sentito senza distinzione di continente, ovunque ci girassimo c'era una call to action: ricicla, riusa, teniamo pulito l'ambiente. In quel momento abbiamo accettato la chiamata e abbiamo iniziato a fare la nostra parte.

Dal punto di vista creativo e visivo l'ispirazione su cui gli autori e i registi hanno ricamato la propria opera è molto poetico. Osservando letteralmente dei rifiuti abbandonati per strada in situazioni e posizioni che ricordavano gli esseri umani, hanno iniziato a fantasticare, esattamente come fanno i bambini. L'immagine di una lattina ed una bottiglia lasciati per strada, posizionati casualmente come se fossero una coppietta teneramente abbracciata durante un tramonto, ha innescato la fantasia.

E se di notte, quando tutti noi andiamo a dormire, i rifiuti si svegliassero? E se avessero una propria vita? Che storia c'è dietro quel contenitore che giace sulla spiaggia? Avrà sicuramente una lunga storia da raccontare, un percorso che ha qualcosa da insegnare a noi esseri umani.

Dopo essersi posti queste domande, il meccanismo creativo è stato naturale. Abbiamo deciso di dare vita ai rifiuti, li abbiamo inseriti nel mondo reale, immaginato di proporre il loro punto di vista, la loro voce, con lo scopo principale di sensibilizzare sul tema, intrattenendo e divertendo, il più vasto pubblico possibile.

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Il cast

A dirigere Trash sono Luca Della Grotta e Francesco Dafano, registi e sceneggiatori italiani. Della Grotta è un esperto di Computer Grafica e Composting. Ha iniziato a lavorare come visual artist indipendente nel 2002. Nel 2004 ha lavorato come visual artist per video musicali e spot pubblicitari. La sua passione… Vedi tutto

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Vedi anche
2020
2020
Luca Della Grotta, Francesco Dafano
Foto
Uscito nelle sale italiane il 12 ottobre 2020
locandina
Foto
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