Arrested Development - Ti presento i miei

2003 Commedia Netflix Terminata
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5 stagioni - 85 episodi
In streaming
  • Netflix
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12 voti
8.1 8.1
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Ideata da Mitchell Hurwitz e prodotta da Ron Howard e Brian Grazer, Arrested Development è una serie comedy statunitense del 2003 che racconta in maniera irriverente la storia di una famiglia facoltosa, i Bluth. Ironia pungente, battute fulminanti e situazioni paradossali sono l’anima di una serie in cui ogni personaggio è eccentrico oltre ogni limite.

Arrested Development - Di cosa parla

“Ecco a voi la storia di una facoltosa famiglia che perse tutto e dell’unico figlio che avesse ancora la possibilità di tenerla unita… Arrested Development!”.

Così la voce narrante di Ron Howard (nel doppiaggio in lingua originale) apre ogni episodio. Non c’è termine più appropriato per definire i Bluth, la famiglia appena citata, se non assurda. In Arrested Development la caratterizzazione è estrema e ogni personaggio ha qualcosa di bizzarro. L’unico normale, o apparentemente tale, è Michael Bluth (Jason Bateman), giovane manager rimasto vedovo prematuramente.

Michael considera i suoi familiari egoisti e superficiali e proprio per questo è poco presente nell’attività di famiglia, la Bluth Company, una società di sviluppo immobiliare. L’episodio pilota si apre presentando ad uno ad uno i vari protagonisti intenti in festeggiamenti per la successione della titolarità dell’azienda.

George Bluth (Jeffrey Tambor), patriarca nonché titolare della compagnia, è in realtà un truffatore che per anni ha sottratto fondi trascinando la compagnia in una situazione disastrosa. Subito prima che le forze dell’ordine interrompano i festeggiamenti sceglie sua moglie Lucille (Jessica Walter) come successore, probabilmente consapevole dell’imminente arresto.

Lucille, da sempre abituata al lusso e al potere, non accetta di cambiare il suo dispendioso stile di vita nemmeno quando il marito è in prigione e si trova piena di debiti, ma è consapevole di non poter guidare la società e chiede aiuto a Michael, l’unico dei figli con la testa sulle spalle.

Nonostante il disappunto per non essere stato scelto dal padre e in generale i vari dissapori con i membri della famiglia, Michael non esita a mettere da parte tutto il suo risentimento per cercare di salvare la situazione.

Inizia così il racconto di una famiglia decisamente anticonvenzionale le cui vicende surreali e dai toni esilaranti, narrate per tutto il tempo da Ron Howard, nascondono un prodotto molto più complesso, capace di prendere in giro tutti gli stereotipi della società americana senza mai risultare offensivo. Si va dal razzismo al patriottismo, al capitalismo e all’omofobia. Nessuna categoria si salva dal pungente ed acuto humor critico di Arrested Development. Tutto è sempre esagerato, rielaborato all’ennesima potenza. È tutto estremizzato, ma mai eccessivo.

L’anima della serie, d’altronde, sono proprio i personaggi e la loro caratterizzazione decisamente sopra le righe. Non esistono vie di mezzo.

Nei primi momenti viene mostrata la parte predominante del loro carattere e per tutta la serie, se possibile, ne verrà accentuato sempre più il lato negativo. Non c’è personaggio che non abbia difetti e qualcosa di folle in sé.

Ad esempio Lindsay (Portia De Rossi), la sorella gemella di Michael, donna incantevole e superficiale, è spendacciona come la madre ed incurante degli altrui problemi. È sposata con Tobias Fünke, ex psicologo, con una bizzarra fobia (autodiagnosticata) per cui non può rimanere nudo, neppure da solo sotto la doccia (assolutamente surreali le situazioni che ne scaturiscono). I due hanno una figlia adolescente, Maeby (Alia Shawkat), che non sopporta l’infantilità dei suoi genitori ma allo stesso tempo desidera le loro attenzioni. È ribelle ed avventurosa e stringe immediatamente un forte legame con suo cugino George-Michael (Michael Cera), tredicenne ingenuo ed onesto oltre ogni limite che viene costantemente trascinato in situazioni abbastanza problematiche. Il giovane, avendo una cotta per la cugina, non riesce mai a rifiutarsi, ma allo stesso tempo soffre per non poter raccontare il segreto imbarazzante al padre, Michael, con cui ha un ottimo rapporto.

Completano il quadro di quest’improbabile famiglia i fratelli di Michael.

George Oscar Bluth II (Will Arnett) detto G.O.B. (la pronuncia è ironicamente giob) è un prestigiatore squattrinato, che nonostante l’età (è il fratello maggiore) è il più irresponsabile della famiglia. Il più piccolo dei fratelli, per quanto possibile, è peggio. Si tratta di Byron “Buster” Bluth (Tony Hale), da sempre coccolato e protetto dalla madre Lucille, che lo ha portato ad essere un trentenne infantile ed insicuro tanto che con il tempo sviluppa, suo malgrado, un interesse per la vicina di casa, Lucille Austero (Liza Minnelli), che tutti chiamano Lucille 2.

La famiglia Bluth è un ricettacolo di perfidia e doppio gioco, un po’ come una soap opera, ma a tutti gli effetti ne è parodia dissacrante. Nel finale di tutti gli episodi, per esempio, è immancabile il classico “prossimamente” (next time) che invece di anticipare eventi futuri, in una raffica di 2 minuti mostra eventi bizzarri legati alla trama dell’episodio appena concluso. Nella versione italiana “next time” è stato impropriamente doppiato con “nel prossimo episodio” e molti spettatori potrebbero venire ingannati da questa traduzione.

Sono diversi i campi in cui, Arrested Development, ha anticipato molte altre produzioni. Ancora prima di The Office o di Parks and Recreation e Modern Family, ad esempio, viene utilizzata la tecnica del falso documentario. Non mancano inoltre personaggi ricorrenti per cui sarebbe riduttivo utilizzare il termine di guest star. Oltre alla già citata Liza Minnelli trova posto Henry Winkler, avvocato di famiglia, nonché maniaco sessuale, il quale propone in più occasioni consigli assurdi. È memorabile il suo suggerimento secondo cui marito e moglie non possano essere condannati per lo stesso reato. George Senior e Lucille, ovviamente, basano le proprie malefatte su questo. Da citare anche la partecipazione di Amy Poehler, all’epoca sposata con Will Arnett e addirittura lo stesso Ron Howard, nella quarta stagione, interpretando se stesso.

Arrested Development gode della partecipazione dei suoi attori, assolutamente centrati nei personaggi, alcuni di loro lanciati nel firmamento di Hollywood proprio in seguito a questa produzione (es. Jason Bateman e Michael Cera). Una classica commedia basata su equivoci, dialoghi fulminanti, giochi di parole e battute ricorrenti che premiano la costanza e l’attenzione degli spettatori, ma sono altresì immediate per lo spettatore occasionale.

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Il cast

Jason Bateman interpreta Michael Bluth. Attore, regista, produttore cinematografico e produttore televisivo, debutta giovanissimo, ad appena 12 anni, nella serie La casa nella prateria. In seguito diviene famoso grazie alle sue partecipazioni in altre serie, come Il mio Amico Ricky e La famiglia Hogan, prima di… Vedi tutto

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Commenti (1) vedi tutti

  • Lì per lì potrà stranizzare l'uso continuo della voce fuori campo, ma alla lunga si rimane divertiti dalle continue situazioni deliranti in cui viene coinvolta questa folle famiglia.

    commento di silviodifede
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Guida agli episodi

  1. Prima stagione

    22 episodi Vedi tutto
  2. Seconda stagione

    18 episodi Vedi tutto
  3. Terza stagione

    13 episodi Vedi tutto
  4. Quarta stagione

    15 episodi Vedi tutto
  5. Quinta stagione

    17 episodi Vedi tutto

In streaming

Disponibile in streaming su Netflix.

Produzione e ricezione

Nonostante i molti premi ricevuti (lista completa consultabile su IMDB) e un grande apprezzamento da parte dei suoi fan, fin dagli esordi Arrested Development ha avuto ascolti mediamente bassi, cosa che ne ha decretato la chiusura nel 2006. Sul finire del 2011 sono stati annunciati i piani per il ritorno di Arrested Development attraverso una miniserie televisiva, poi trasformata in una vera e propria stagione, distribuita in streaming da Netflix dal 26 maggio 2013.

A dimostrazione della bontà del progetto la serie vanta uno tra i punteggi più alti tra le serie sulla piattaforma IMDB soprattutto considerato in rapporto al numero dei voti: 9/10 su una base di 209.650 voti.

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Le stagioni

Stagione 1

La prima stagione, composta di 22 episodi da 20 minuti ciascuno, è stata trasmessa in prima visione negli Stati Uniti sul canale Fox dal 2 novembre 2003 al 6 giugno 2004.

In Italia la stagione è stata trasmessa in prima visione sul canale Fox dal 12 maggio 2014, ed in chiaro da Italia 1 dal 4 luglio al 12 settembre 2005.

È attualmente disponibile sulla piattaforma NETFLIX

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Vedi tutti i 22 episodi

Stagione 2

La seconda stagione, composta di 18 episodi da 20 minuti ciascuno, è stata trasmessa in prima visione negli Stati Uniti sul canale Fox dal 7 novembre 2004 al 17 aprile 2005.
In Italia la stagione è stata trasmessa in prima visione sul canale Fox nel corso del 2005, ed in chiaro da Italia 1 dal 6 giugno al 20 agosto 2006.

È attualmente disponibile sulla piattaforma NETFLIX

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Stagione 3

La terza stagione, composta di 13 episodi da 20 minuti ciascuno, è stata trasmessa in prima visione negli Stati Uniti sul canale Fox dal 19 settembre 2005 al 10 febbraio 2006.
In Italia la stagione è stata trasmessa in prima visione sul canale IRIS dal 12 al 28 agosto 2009.

È attualmente disponibile sulla piattaforma NETFLIX

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Stagione 4

La quarta stagione, composta di 15 episodi della durata variabile (tra i 30 e i 40 minuti), è stata pubblicata sulla piattaforma Netflix il 26 maggio 2013.
In Italia la stagione è stata pubblicata sulla piattaforma Netflix il 22 ottobre 2015.

Vedi tutti i 15 episodi

Stagione 5

La quinta stagione è composta di 16 episodi da 25 minuti ciascuno. La prima parte è stata pubblicata su Netflix il 29 maggio 2018 mentre la seconda parte il 19 marzo 2019, in tutti i paesi dov'è disponibile il servizio di streaming, Italia compresa.

Vedi tutti i 17 episodi
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