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Vintage Discs (or not?)
di cantautoredelnulla
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L'acquisto di un giradischi diventa l'occasione per tracciare una connessione emozionale tra l'infanzia e l'età adulta.

 
Un tempo si ascoltavano gli LP e gli EP. Prima della venuta del Compact Disc, il Long Playing era il mio mezzo di ascolto musicale preferito. Le musicassette erano pratiche perché si potevano portare in giro, ma la qualità audio era mediocre se comparata a quella di un disco in vinile. Eppure il nastro aveva una grande diffusione, capillare quanto i dischi. Basti pensare che per esempio nell'Arancia Meccanica di Stanley Kubrick che risale al 1971 Alex sceglie di usare una musicassetta per ascoltare la Sinfonia n. 9 di Beethoven, mentre si vede uno storico giradischi a fianco dello stereo.
 

Il giradischi dell'Arancia Meccanica (credit photo HiFi Prestige)

 
Sono arrivati i Compact Disc, napster, il peer to peer con torrent, lo streaming e quello che negli anni dei primi CD sembrava il medium destinato a sparire in quanto più vecchio, il vinile per l'appunto la cui invenzione risale al 1901, è probabilmente l'unico che si è rivalutato e ha ritrovato un suo spazio nel tempo successivo. Le musicassette sono sparite e i cd per molti hanno il tempo contato. 
L'anno scorso un amico mi ha mostrato la sua collezione di LP e mi ha riportato ai tempi in cui quindicenne mettevo insieme la mia paghetta settimanale di 10.000 lire per acquistare ogni 3 settimane 2 dischi, che ai tempi costavano 15.000 lire l'uno. La sua collezione ha delle perle di musica rock invidiabili, dischi di valore dei Beatles, dei Pink Floyd, dei Nirvana. Io ho conservato i miei, ma mi rendo conto che la mia collezione non abbia alcun valore economico, anche se senza dubbio ha per me un grande valore affettivo.
 

Una scena con i dischi presenti al Chelse Drug Store (photo credit Radio Città Aperta)

 
Infatti sebbene siano passati 30 anni durante i quali non ho avuto un giradischi, quei vinili li ho conservati. Mi sono così deciso, stimolato dalla preziosa raccolta del mio amico, a comprare un giradischi e mi è venuta voglia anche di comprare qualche LP. Oggi il disco in vinile viene venduto a prezzi esorbitanti, in media al doppio se non al triplo di un cd, e ci sarebbe da scommetterci che nessuno investirebbe sullo streaming per sentire il suono di un vinile, ma sentire un giradischi riprodurre un LP resta qualcosa di emozionante. Sarà perché è un inno alla lentezza, prendere il disco, appoggiarlo sul piatto e posizionare sospesa la puntina all'inizio della prima traccia e lasciarla cadere lentamente, naturalmente sui microsolchi perché si riproduca una frusciante magia.
 

 
Scrivo questo in questo blog perché in occasione dei 100 anni della Disney, la casa cinematografica attraverso la sua etichetta discografica Disney Records ha proposto dei picture disc argentati da collezione che raccolgono alcune delle musiche dei film Disney più famosi. Mentre guardavo ed ero tentato di acquistare questi dischi sono incappato nel picture disc di Coco ed è stato un colpo di fulmine.
 

 
Disney in questi anni ha prodotto moltissimi picture disc per i suoi classici e per i lungometraggi Pixar, alcuni in Italia non si trovano più, ma possono essere comprati dal sito internazionale della Disney. L'occasione di comprare Coco come primo disco per il mio giradischi non riuscivo a farmela scappare. Sono innamorato di quel film e di quella colonna sonora che ascolto normalmente grazie a un abbonamento a Spotify. Ma quando il disco è arrivato si è sprigionata una magia che non mi sarei aspettato.
 

 
Al di là della qualità della stampa, con l'immagine dei personaggi principali in copertina e di Miguel con la chitarra sul lato B, l'incantesimo parte da subito, dal rumore della puntina che si appoggia e magicamente vibra e si libra nella prima canzone del disco.
Ecco! Quello che i CD non mi hanno mai dato è stata l'emozione di vedere  quello stilo che fluttua e percorre il labirinto microsolcato per regalare una meraviglia. Il movimento rotatorio diventa ipnotico, il suono caloroso è un sospiro che suggerisce il percorso accidentato che lo ricrea e lo ricreerà, lo sguardo appoggiato su di esso la trama sonora di un viaggio emozionale che si realizza sotto la pressione delicata della puntina. E tutte queste sensazioni le avevo perse, accantonate e per certi versi disprezzate quando l'avvento del CD mi portò prepotentemente la perfezione e la pulizia sonora dell'era digitale che poneva l'evidenza scientifica a un livello superiore dell'emozione umana.
 

 
Il suono del vinile è più caldo, più sporco, non è digitale, ma reale, imperfetto e comunque qualitativamente elevato. È un'emozione ancestrale, un ritorno al passato. Mi viene in mente il grammofono de La vita è bella che sprigiona Offenbach nell'etere, o Matilde che appoggia un disco di Carlos Gardel sul giradischi ne Il postino e prepara così il terreno al tango che ballerà con Neruda sulle note malinconiche e nostalgiche di Madreselva. 
Quanti dischi e quanta musica calda e rassicurante ci ha regalato il cinema!
 

La scena del tango da Il postino

A ogni modo la Disney in questi anni non ha proposto solo le ultime colonne sonore, ma come dicevo in precedenza ha riproposto anche quelle dei vecchi film, La bella e la bestia, Biancaneve, Il re leone. Gli arrangiamenti vintage, il supporto nostalgico, il suono ritrovato si sposa con le emozioni di quelle visioni, il passato del me bambino si ricollega al me adulto ormai nella seconda parte della mezza età.
 

Forse questa idea dei picture discs celebrativi può essere una chiave di lettura alternativa per festeggiare il Centenario (e quest'anno la carica del 101esimo!) in modo più fedele al Sogno-Missione di Disney rispetto alla proposta del film Wish che è a mio parere al di sotto delle aspettative. Wish tecnicamente mischia gli sfondi 2D ai personaggi in 3D ricreando visivamente quella connessione tra passato e presente che però può essere riscoperta emotivamente anche ascoltando questi LP e trovando nella nostra mente attraverso la lente della nostra esperienza la nostra infanzia e i nostri ricordi più dolci.

 

Wish (2023): Trailer ufficiale italiano

 

 
Del resto mi rendo conto che anche oggi il giradischi, uno strumento anacronistico che mi costringe a fermarmi a preparare, a scegliere con attenzione, ad ascoltare un album intero per come è stato concepito senza saltare da una parte all'altra, ha ancora tanto da dare. E alla fine è veramente uno strumento-portale che tesse legami tra più generazioni, che può ancora coinvolgerci e raccontarsi, come un cineracconto multisensoriale che abbraccia saldamente musica, cinema ed emozioni.
 

 
E voi ce l'avete qualche LP cinematografico che vi regala ancora questo mix di emozioni?
 
 
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