Espandi menu
cerca

Trama

Latina: paludi, bonifiche, centrali nucleari dismesse, umidità. Massimo Sisti è il titolare di uno studio dentistico che porta il suo nome. Professionale, gentile, pacato, ha conquistato tutto ciò che poteva desiderare: una villa immersa nella quiete e una famiglia che ama e che lo accompagna nello scorrere dei giorni, dei mesi, degli anni. La moglie Alessandra e le figlie Laura e Ilenia (la prima adolescente, la seconda non ancora) sono la sua ragione di vita, la sua felicità, la ricompensa a un’esistenza improntata all’abnegazione e alla correttezza. È in questa primavera imperturbabile e calma che irrompe l’imprevedibile: un giorno come un altro Massimo scende in cantina e l’assurdo si impossessa della sua vita.

Curiosità

INTERVISTA AI REGISTI

I vostri film sono solitamente ambientati in periferia, una terra di nessuno ai margini della città. Cosa vi affascina di questi spazi trascurati e fatiscenti?

La nostra è un’attrazione verso la poesia dei luoghi sbagliati. Amiamo gli errori compiuti involontariamente. C’è molto sentimento in questa ricorrenza. Siamo indulgenti di natura verso ciò che non è riuscito: gli spazi gestiti male, gli abomini architettonici, tutto ciò che vorrebbe essere ciò che in realtà non è. C’è anche un discorso fotografico chiaramente legato ai luoghi fantasma, ai territori di nessuno, ma non è prioritario. Il nostro principale punto di interesse verso i luoghi di confine è strettamente antropologico: abbiamo a cuore i tentativi falliti.

America Latina è ambientato a Latina, a sud di Roma, una città creata negli anni Trenta in quella che era una zona di palude infestata dalla malaria. È difficile pensare a una location meno glamour per un film. Cosa vi ha attratto in particolare di Latina?

Latina è una città che conosciamo bene. Più specificamente i dintorni di Latina, dove abitano i nostri genitori. Abbiamo coltivato a lungo l’idea di girare qualcosa in questi borghi, ma non pieghiamo mai la storia alle nostre volontà. Quando l’anima del racconto era ormai nelle nostre teste ci sembrava chiaro che il territorio dovesse essere quello umido, ignorato e di esclusivo transito come i dintorni di Latina.

Questo è il vostro secondo film con protagonista Elio Germano. Mentre Favolacce era una storia corale, America Latina ruota quasi esclusivamente intorno al suo personaggio. Proprio come in Favolacce, avete nuovamente scelto Germano per un ruolo lontano da quelli interpretati in precedenza. Quali sono quelle sue qualità che vi attirano così tanto?

Elio Germano è un attore meraviglioso. È inutile elencarne le qualità, sono visibili a tutti. Quello che ci unisce è un rapporto umano molto stretto, il più profondo avuto finora con un’altra persona che “facesse cinema”. Un legame che si basa sulla fiducia e sulla sicurezza di non essere mai giudicati. La voglia di piacere è la morte di ogni storia e di ogni prova attoriale. Elio Germano è emotivamente nudo sul set, e noi con lui. Da timidi non ce lo siamo mai detti, ma vogliamo bene alle nostre storture, una a una. Senza esserne compiaciuti, accettiamo quello che siamo e siamo disposti a mostrarlo senza sentirci sbagliati.

Avete descritto America Latina come “una storia d’amore, e come tutte le storie d’amore quindi un thriller”. Vi va di spiegare questa affermazione?

Ogni volta che nominiamo la parola amore tiriamo in gioco paure, fantasmi, disperazioni, inganni e auto-inganni. È nel provare a rendere luminosi questi sentimenti bui che risiede il verbo amare. Ma come ogni altro aspetto della vita è il punto di vista a fare la differenza. Puoi dormire con la persona che ami abbracciata a te e durante la notte lei fa un incubo terribile. La mattina dopo non te lo dice. Qualcosa si è messo in moto. Sei dentro un thriller.

Dei vostri film, America Latina è quello maggiormente influenzato dall'estetica di genere, dai thriller e dai noir. Cosa vi piace di questi linguaggi cinematografici?

Ciò che amiamo del genere è l’obbligo al rigore e alla precisione più assoluta e, contemporaneamente, la seduzione di tradire le regole che il genere impone. Possiamo raccontare un thriller psicologico dal punto di vista di un innocuo dentista di mezza età? Stupendo. Noi amiamo i noir con gli investigatori sotto la pioggia, il polar francese, ma non riusciremmo proprio a raccontare un eroe alla Melville. Perché siamo persone ordinarie. E per noi sono solo le persone ordinarie che vanno messe di fronte allo straordinario.

Sembrate estremamente interessati ai meccanismi della narrazione, al modo in cui le storie vengono raccontate, spesso da punti di vista diversi e con strati diversi. America Latina porta il concetto di narratore inaffidabile anche oltre i vostri precedenti lavori. Si tratta di una strategia intenzionale per turbare il vostro pubblico?

Come dicevamo prima, il fulcro di ogni cosa è il punto di vista. Dove, come, perché e per quanto si guarda. La vita di tutti noi è fraintendibile ma facciamo ogni cosa pur di dimostrare a noi stessi di possederne il controllo. Eppure non si può controllare il punto di vista degli altri. È spaventoso. Ecco perché le testimonianze multiple e contraddittorie sono alla base dei nostri racconti: rispecchiano la nostra paura di rimettere in discussione ciò che abbiamo costruito, le nostre convinzioni, i nostri punti fermi.

I vostri film sono molto distopici, mostrano una società non semplicemente sfilacciata ai margini ma anche in libera caduta morale. La vita nell'Italia contemporanea, da voi descritta, non è sicuramente bella. I vostri film sono anche intrisi di un umorismo molto particolare che sembra una sorta di critica sociale. State cercando di trasmettere un messaggio? E, se sì, qual è?

Assolutamente no. Non abbiamo nessun messaggio. I film si fanno per cercare, non per dichiarare. Chiaramente abbiamo un pensiero molto formato su ciò che non funziona nel nostro Paese, ma non ci interessa la sociologia né al cinema né nella vita. Ci interessa inoltre raccontare storie non locali. L’Italia in questo film ha un ruolo puramente fisico, non incide minimamente nella narrazione. Fin dal titolo prendiamo le distanze con qualsiasi forma di aderenza tra storia e geografia: siamo ovunque. Nei 90 minuti del film quest’ovunque è di tutti.

Per molti versi, America Latina è una storia di soffocamento e claustrofobia. Il vostro linguaggio visivo colpisce. Potete parlarci delle scelte cinematografiche fatte?

Il lavoro con i reparti di fotografia, scenografia e costumi è stato improntato in funzione di una chiave precisa: non è lo spettatore a guardare una mosca intrappolata in un bicchiere bensì è lo spettatore stesso la mosca intrappolata in quel bicchiere. Per tentare di raggiungere questo obiettivo drammaturgico abbiamo adoperato lenti con una scarsa profondità di campo, dipinto le pareti della casa con tinte molto omogenee e forti affinché ci ricordassero sempre la loro presenza, e usato camera-angles disarmonici. Abbiamo combinato l’uso della macchina a mano con linguaggi più statici per non dare punti di riferimento stilistici. Nel disordine non può esistere uno stile, quindi anche noi abbiamo precisamente rinunciato a qualsiasi vezzo formale.

Commenti (2) vedi tutti

  • "America Latina" è un film sul senso dell'inspiegabile, sull'inquieta elaborazione del lutto causato da tutti i fantasmi che lo abitano. Ma le soluzioni visive e narrative non convincono del tutto come possibili "favolacce" del coevo immaginario. Rimanendo tra l'indubbio coraggio di osare e l'ostentato esercizio di stile. Più intrigante che bello.

    commento di Peppe Comune
  • Questo è il cinema italiano da supportare, perché è CINEMA allo stato puro.

    leggi la recensione completa di Fauves
Scrivi un tuo commento breve su questo film

Scrivi un commento breve (max 350 battute)

Attenzione se vuoi puoi scrivere una recensione vera e propria.

Vedi anche
Recensioni

La recensione più votata è positiva

obyone di obyone
7 stelle

    Venezia 78. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. "Hai vinto l'America" sentivo dire dai vecchi fino a qualche anno fa. Ora non più. Ora non così spesso. Quei tempi sono conclusi e persino l'America arranca, oramai orfana di quello status di albero della cuccagna che padri e nonni ancora le riconoscono. Lo era anche "Lamerica" di Gianni Amelio un paese… leggi tutto

4 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle negative

EightAndHalf di EightAndHalf
4 stelle

Disagio e inquietudine regnano nella nuova favolaccia dei fratelli D’Innocenzo. Disagio e inquietudine sono quelle con cui si apre la vicenda di un padre di famiglia che trova una bambina legata e imbavagliata nel suo scantinato e non sa perché si trovi lì. Il mondo attorno a lui si fa oscuro e minaccioso, in grado di dare sempre più carburante alla sua paranoia. Il… leggi tutto

2 recensioni negative

2022
2022

Recensione

diomede917 di diomede917
8 stelle

CIAK MI GIRANO LE CRITICHE DI DIOMEDE917: AMERICA LATINA   Saranno anche inquietanti, saranno anche antipatici, saranno anche spocchiosi ma di certo ai Fratelli D’Innocenzo non manca personalità e coraggio. Perché questo America Latina spiazza, è il film che non ti aspetti dopo i due precedenti. Ma forse è proprio il loro percorso autorale, il loro…

leggi tutto
Recensione
Utile per 1 utenti

Recensione

barabbovich di barabbovich
4 stelle

In una lussuosissima villa nel nulla dell'agro pontino vive Massimo (Germano), dentista gentile e straricco al quale, finito il lavoro, piace passare un po' di tempo a bere con un suo vecchio amico. Il Valium è la sua seconda bevanda preferita. La sua vita, insieme alla moglie e alle due figlie, scorre serenamente fino al giorno in cui, in cantina, trova una bambina imbavagliata e legata…

leggi tutto
Recensione
Utile per 2 utenti

Recensione

obyone di obyone
7 stelle

    Venezia 78. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. "Hai vinto l'America" sentivo dire dai vecchi fino a qualche anno fa. Ora non più. Ora non così spesso. Quei tempi sono conclusi e persino l'America arranca, oramai orfana di quello status di albero della cuccagna che padri e nonni ancora le riconoscono. Lo era anche "Lamerica" di Gianni Amelio un paese…

leggi tutto

Recensione

Fauves di Fauves
10 stelle

Dopo La terra dell'abbastanza e Favolacce, i f.lli D'innocenzo firmano un'altra opera di grande spessore. Questa volta si tratta di un'opera di genere, che cerca, riuscendoci, di omaggiare i grandi capolavori thriller-horror del passato. A partire dalla citazione a The Shining nella scelta dei titoli di testa (orizzontali anziché verticali, con un font semplicissimo e…

leggi tutto
Recensione
Utile per 3 utenti
Uscito nelle sale italiane il 10 gennaio 2022
locandina
Foto
2021
2021

Venezia 78

obyone di obyone

Posata una lapide marmorea sulla prima tribolata settimana al Lido dal lunedì della seconda sembra che la Mostra si sia svuotata. Riescono a prenotare persino i bradipi di colore blu e probabilmente quelli verdi…

leggi tutto

Recensione

alan smithee di alan smithee
7 stelle

FESTIVAL DI VENEZIA 78 - CONCORSO  La casa, intesa sia materialmente come immobile, sia figurativamente come focolare domestico, è in qualche modo il tempio dell'anima che la vive e ne fa la propria dimora, il proprio rifugio, la propria soddisfazione. Massimo Sisti è un noto dentista quarantenne che ha trovato la sua oasi familiare in una villa costruita con gusto…

leggi tutto
Recensione
Utile per 6 utenti

Recensione

EightAndHalf di EightAndHalf
4 stelle

Disagio e inquietudine regnano nella nuova favolaccia dei fratelli D’Innocenzo. Disagio e inquietudine sono quelle con cui si apre la vicenda di un padre di famiglia che trova una bambina legata e imbavagliata nel suo scantinato e non sa perché si trovi lì. Il mondo attorno a lui si fa oscuro e minaccioso, in grado di dare sempre più carburante alla sua paranoia. Il…

leggi tutto
Recensione
Utile per 8 utenti
Venezia 2021: Giorno 9

Venezia 2021: Giorno 9

La 78ma Mostra del Cinema di Venezia offre oggi l’ultimo degli italiani in concorso, il più misterioso: America Latina dei fratelli… segue

Post

Venezia 78: I film in concorso

Redazione di Redazione

Il Presidente della Fondazione L a Biennale di Venezia Roberto Ciccutto e il Direttore Alberto Barbera hanno presentato stamattina la 78a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, che si terrà al Lido di…

leggi tutto
Elio Germano
Foto
I nostri top user
Scopri chi sono i top user

Sono persone come te:
appassionati di cinema che hanno deciso di mettere la loro passione al servizio di tutti.

Scopri chi sono i top user
Come si diventa un top user

I top user sono scelti tra i membri della community sulla base della qualità e della frequenza dei loro contributi: recensioni, notizie, liste.

Scopri come contribuire
Posso diventare un top user?

Certo! Basta che tu ti registri a FilmTv.it e che inizi a condividere la tua passione e il tuo sapere. Raccontaci il cinema che ami!

Registrati e inizia subito