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Trama

Una serie di eventi trasformerà radicalmente la vita dei residenti di un edificio romano, rivelando le loro difficoltà nell'essere genitori, fratelli o vicini di casa in un mondo dove il risentimento e la paura sembrano aver avuto la meglio sul vivere insieme. Mentre gli uomini sono prigionieri della loro caparbietà, le donne cercano - ognuna a modo loro - di risanare le fratture e di trasmettere quell'amore creduto scomparso per sempre.

Approfondimento

TRE PIANI: UN CONDOMINIO DI SOLITUDINI

Lucio (Riccardo Scamarcio), Sara (Elena Lietti) e la loro bambina di sette anni, Francesca, abitano al primo piano. Nell'appartamento di fronte ci sono Giovanna (Anna Bonaiuto) e Renato (Paolo Graziosi), che spesso fanno da babysitter alla piccola Francesca. una sera, Renato, a cui è stata affidata la custodia di Francesca, scompare con la bambina per diverse ore. Quando finalmente li trovano, Lucio teme che a sua figlia sia successo qualcosa di terribile. La sua paura si trasforma presto in vera ossessione.

Al secondo piano vive Monica (Alba Rohrwacher), alle prese con la sua prima esperienza di maternità. Suo marito, Giorgio (Adriano Giannini), è un ingegnere e fa lunghi viaggi all'estero per lavoro. Monica combatte in silenzio contro la solitudine e la paura di diventare un giorno come sua madre, ricoverata per problemi montali. Giorgio capisce che non può più allontanarsi dalla moglie e dalla figlia. Ma forse è troppo tardi.

Dora (Margherita Buy) è un giudice, come suo marito Vittorio (Nanni Moretti). Vivono all'ultimo piano con il figlio ventenne Andrea (Alessandro Sperduti). Una notte il giovane, ubriaco, ha un incidente e uccide una donna. Sconvolto, chiede ai genitori di aiutarlo a evitare il carcere. Vittorio pensa che suo figlio debba essere condannato per quello che ha fatto. La tensione tra padre e figlio esplode al punto di creare una frattura insanabile tra i due. Vittorio costringe Dora a una scelta dolorosa: o lui o il figlio.

Curiosità

LA PAROLA AL REGISTA

"Il film, Tre piani, come il libro di Eshkol Nevo da cui è tratto, racconta la storia di tre famiglie che vivono nello stesso edificio. Affronta temi universali come la colpa, le conseguenze delle nostre scelte, la giustizia e la responsabilità che deriva dall'essere genitori.  I personaggi, fragili e spaventati, sono mossi da paure e ossessioni, e spesso finiscono per commettere gesti estremi. Eppure, le loro motivazioni emotive e sentimentali sono sempre comprensibili. Dal momento che nel libro le storie si fermano al culmine della crisi, nel film era importante farle arrivare fino alla fine, studiare le conseguenze delle scelte fatte dai personaggi, vedere l'impatto che le loro azioni hanno sulla loro vita e su quella dei loro parenti.

Ogni storia è stata sviluppata come se fosse un film separato e poi intrecciata con le altre. L'alternanza di un personaggio all'altro non consente alcuna sospensione e ogni scena diventa necessaria. La profondità dei temi toccati dal libro mi ha suggerito di adottare uno stile semplice e senza orpelli, che non consente distrazioni o divagazioni.

In un momento in cui si parla molto di ciò che lasceremo ai nostri figli in termini ecologici, parliamo poco di ciò che lasceremo loro in termini etici e morali. Ogni gesto che facciamo, anche nell'intimità delle nostre case, ha conseguenze che influenzeranno le generazioni future. Ognuno di noi deve essere consapevole e responsabile: le nostre azioni sono ciò che lasciamo in eredità a chi viene dopo di noi.

Tre piani racconta la nostra tendenza a condurre vite isolate, ad allontanarci da una comunità che non solo non vediamo più ma di cui pensiamo di poter afre a meno. Eppure, ciò che accade a questi personaggi ci mostra quanto siamo tutti interessati alla sforzo comune da compiere per sentirsi parte di una comunità. Il film è un invito ad aprirci al mondo esterno che riempie le nostre strade, fuori dalle nostre case. Sta a noi non rimanere più chiusi nei nostri tre piani".

Note

Dall'omonimo romanzo di Eshkol Nevo.

Commenti (6) vedi tutti

  • Per la prima volta in carriera, Moretti basa un suo film su una storia non sua. Una scelta coraggiosa, che però non ripaga: Tre Piani è un'opera fiacca, pigra, inerte, diretta svogliatamente da un regista qui incapace di scavare nei meandri di una storia che disperde il proprio potenziale tra sonore cadute di stile e digressioni fuori contesto.

    commento di rickdeckard
  • Attaccato volgarmente e in modo eccessivo da una certa stampa, ma anche da coloro che si definiscono "Morettiani" (termine che non vuol dir nulla se non quello di impedire ad un regista di cambiare toni o linguaggio), Moretti consegna un'opera buia e severa sulla passività ed apatia della società e sulla relazione e responsabilità genitore figlio

    leggi la recensione completa di Barone Cefalu
  • In "Tre piani", la coralità presupposta dalla trama si trasforma in un suono distorto perchè vive dell'isolamento emotivo di ogni personaggio. Ma è proprio la coralità a difettare di fluidità, ingessata oltremodo nelle ossessioni irrisolte che intrecciano le esistenze di un intero condominio. Non un brutto film, ma un film che non mi ha convinto.

    commento di Peppe Comune
  • Nom capisco perchè tanto livore contro questo film... forse perchè Moretti è antipatico a molti e hanno atteso il suo primo leggero scivolone per attaccaro di brutto (come in genere si fa in politia,appunto). Non è il miglior Moretti questo è vero ma da qui a considerlo una ciofeca ce ne passa. Moderare i toni, please

    commento di millertropico
  • Tu ora vai fuori e dici: "Buonanotte, ho passato una bellissima serata", infili la porta, entri in macchina, vai a casa, ti fai una sega e finisce la storia. Vincent Vega

    leggi la recensione completa di Mike.Wazowski
  • Eh già, la legge è uguale per tutti. Specialmente per te, Nanni. Stavolta, dopo tanti bei film realizzati, ti becchi la stroncatura inappellabile. Ma come ti è saltato in mente di girare questa roba cinematograficamente delittuosa? Sei da denuncia penale, quasi da arresto immediato, non sei perdonato. Processo per direttissima! Ah ah!

    leggi la recensione completa di 79DetectiveNoir
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steno79 di steno79
6 stelle

Il cinema di Michele Apicella, di don Giulio e dell'autobiografismo velato si è concluso già da tempo e Moretti prova, per la prima volta, a realizzare un adattamento letterario, esponendosi fin da subito a reazioni perlopiù negative della stampa estera a Cannes, anche se adesso affronta il verdetto del pubblico in sala dopo una lunga attesa dovuta alla pandemia. Partendo… leggi tutto

5 recensioni sufficienti

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AlbertoBellini di AlbertoBellini
9 stelle

Premettendo che considero Moretti uno dei massimi autori del nostro Paese, Tre piani mi è parso, oltreché penetrante e magistralmente orchestrato, complesso e stratificato: il racconto ad episodi intrecciati, tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo, si instaura coerentemente nello sguardo morettiano, orientato all’esplorazione di criticità relative tanto al… leggi tutto

4 recensioni positive

2021
2021

Recensione

AlbertoBellini di AlbertoBellini
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Premettendo che considero Moretti uno dei massimi autori del nostro Paese, Tre piani mi è parso, oltreché penetrante e magistralmente orchestrato, complesso e stratificato: il racconto ad episodi intrecciati, tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo, si instaura coerentemente nello sguardo morettiano, orientato all’esplorazione di criticità relative tanto al…

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galaverna di galaverna
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Non è certo il miglior Moretti (che, quasi a conferma di un coinvolgimento minore rispetto ad altri film, mantiene per sè un ruolo defilato e quasi di contorno, senza nulla togliere al pathos di un padre integerrimo che non riesce ad accettare il fallimento del suo ruolo genitoriale), ma non è neanche un film superficiale come da alcune critiche è in parte emerso…

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diomede917 di diomede917
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CIAK MI GIRANO LE CRITICHE DI DIOMEDE917:TRE PIANI   È spiazzante il nuovo e attesissimo film di Nanni Moretti, film che il regista ha strenuamente difeso e protetto dalle tendenze che il Covid ha imposto al prodotto cinematografico e che atteso l’apertura dei cinema e del Festival di Cannes pur di collocarlo nella sua dimensione più natuarale. È spiazzante…

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Alcune volte è meglio fermarsi prima, grazie ad un possibile colpo di genio che poteva contribuire a mantenere in piedi un palazzo traballante, piuttosto che proseguire contribuendo al crollo dell'edificio come fa Moretti, decidendo di andare purtroppo oltre la registrazione della segreteria telefonica; conclusione in sospeso ma estremamente poetica, quanto perfettamente in linea con lo…

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La mia non vuol essere una recensione, anche perché onestamente non credo di essere in grado di recensire, parola scomoda che svela una volontà di giudizio, l'ultimo film di Nanni Moretti. Non credo di potermi elevare al di sopra, o prendere qualsiasi posizione rispetto a Tre Piani; ma anche poter prenderne la giusta distanza. Dirò semplicemente che Tre Piani è…

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  Dopo qualche anno di assenza dal grande schermo e dopo i rimandi dovuti al Covid, Nanni Moretti (Habemus Papam) sbarca di nuovo sui grandi schermi col suo atteso Tre piani. Tre piani è stato presentato in Concorso allo scorso, ultimo Festival di Cannes, ove ha ricevuto una lunga standing ovation, così come mostratoci orgogliosamente…

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barabbovich di barabbovich
5 stelle

I tre piani del titolo sono quelli di un condominio della Roma bene (zona Piazza Mazzini, superfluo dirlo). Al primo piano abitano Lucio (Scamarcio) e Sara (Lietti), così indaffarati da spingersi a chiedere spesso di tenere la loro bambina per qualche ora a Giovanna (Bonaiuto) e Renato (Graziosi), loro anziani dirimpettai. Ma quando la piccola si perde in un bosco con Renato, Lucio si…

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EightAndHalf di EightAndHalf
6 stelle

Tre piani vorrebbe apparire come un film senile che dà una conclusione a delle cose, varie cose, tutti dilemmi irrisolti diversi che trovano una loro pace. Il dilemma di una madre (Margherita Buy) costretta a scegliere fra il severo marito giudice (Nanni Moretti) o il figlio omicida e alcolizzato (Alessandro Sperduti) perché i due non possono vedersi; il dilemma di un padre…

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Uscito nelle sale italiane il 20 settembre 2021

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74° FESTIVAL DI CANNES – IN CONCORSO   Un ragazzo ubriaco che travolge in auto una passante per schiantarsi contro la vetrata di una casa segna l'incipit del primo adattamento girato da Nanni Moretti, presentato dopo lunga attesa pandemica al 74simo Festival di Cannes.     Tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, racconta le vicende…

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