Midsommar - Il villaggio dei dannati

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Regia di Ari Aster

Con Florence Pugh, Jack Reynor, Will Poulter, William Jackson Harper, Vilhelm Blomgren, Isabelle Grill, Lennart R. Svensson, Julia Ragnarsson... Vedi cast completo

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Trama

Una coppia giunge in Svezia per far visita a un amico che vive in un villaggio di campagna. L'idea è quella di passare con lui la tradizionale festa di mezza estate che si celebra sul posto. Quella che doveva essere una vacanza paradisiaca si trasformerà presto in una violenta e curiosa competizione per via di un culto pagano.

Approfondimento

MIDSOMMAR - IL VILLAGGIO DEI DANNATI: LA FINE DI UNA RELAZIONE IN UN MONDO ANCESTRALE

Diretto e sceneggiato da Ari Aster, Midsommar - Il villaggio dei dannati racconta la storia di Dani e Christian, una giovane coppia americana sull'orlo della rottura. Dopo che una tragedia familiare colpisce Dani, il dolore li tiene ancora insieme e i due si uniscono ai loro amici per prendere parte a un festival di mezza estate che si tiene in uno sperduto paesino svedese. Quella che inizia come una spensierata avventura in una terra bagnata d'estate dalla costante luce del sole prende una svolta sinistra quando gli abitanti del posto invitano i ragazzi a diventare parte integrante dei loro riti primitivi, sempre più snervanti e inquietanti.

Con la direzione della fotografia di Pawel Pogorzelski, le scenografie di Henrik Svensson, i costumi di Andrea Flesch e le musiche di Bobby Krlic (meglio noto come The Haxan Cloak), Midsommar - Il villaggio dei dannati è una fiaba oscura e allucinatoria che esplora diversi temi che vanno dalla fedeltà personale all'influenza sociale all'eredità culturale, trascendendo il genere horror e prefigurandosi come esperienza a se stante.  Costruendo l'intero villaggio svedese in territorio ungherese, Aster mette in scena un mondo in cui la lingua, la storia, la mitologia e le tradizioni collimano con il bisogno emotivo di Dani di ritrovare se stessa e andare avanti con la propria esistenza. Ha dichiarato il regista: "Midsommar - Il villaggio dei dannati ha preso forma ben prima di Hereditary - Le radici del male, il mio lungometraggio d'esordio. Uscivo anni fa da una relazione durata tre anni e stavo riflettendo sulle conseguenze delle rotture sentimentali quando ho cominciato a scrivere la sceneggiatura di quello che per me era un dramma familiare camuffato da horror. Sono partito da una semplice immagine: il fuoco sacrificale di un tempio e da lì ho immaginato la protagonista Dani Ardor che, alla ricerca di una catarsi, bruciava la scatola contenente tutti gli oggetti legati alla sua relazione sentimentale, come se volesse liberarsi definitivamente dal peso dei ricordi. Pensando all'idea della vacanza, mi è venuta in mente la Svezia: ho chiesto allora al mio amico Svensson di aiutarmi a capire l'ambiente e la cultura della nazione, a me sconosciuti. Nel 2013, poi, Svensson ha avuto un piccolo ictus e per riprendersi è tornato nella sua terra, studiandone folklore e tradizioni pagane e mandandomi a Los Angeles i resoconti delle sue scoperte. Anch'io non sono stato da meno e, tuffandomi nelle ricerche, ho studiato le tradizioni nordiche, svedesi, inglesi e persino tedesche".

"Le ricerche - ha proseguito Aster - non si sono limitate allo studio. Ho deciso di recarmi io stesso in Svezia, di visitare i musei tradizionali, di girare per le isolate fattorie del nord, di intervistare esperti e di addentrarmi nello studio dei costumi tribali. Ho avuto così modo di entrare in contatto con le comunità rurali svedesi, mondi che da oltre 500 anni continuano a tramandare le loro tradizioni religiose senza farsi intaccare dal tempo e dalla modernità. Man mano che le ricerche diventavano sempre più approfondite, mi addentravo in territori sempre più nefasti, come quello dei metodi di tortura vichinghi".

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Il cast

A dirigere Midsommar - Il villaggio dei dannati è Ari Aster, regista e sceneggiatore statunitense.  Con un master in Regia conseguito all'AFI Conservatory, Aster ha scritto e diretto diversi cortometraggi, che sono stati presentati in diversi festival in giro per il mondo, dal Sundance all'SXWX passando per lo… Vedi tutto

Commenti (15) vedi tutti

  • Ari Ater colpisce ancora...

    leggi la recensione completa di TerenceFletcher
  • Insolito "horror" Seconda prova cinematografica di Ari Aster, non male.

    leggi la recensione completa di Furetto60
  • Alcune scene sono veramente comiche...ho detto tutto!

    commento di rossoantico
  • Uno studente svedese invita i suoi compagni di studi americani a passare con lui la festa di mezz'estate. Si troverà in una comune molto ospitale ricca di musica, canti, droghe e inquietanti ritualità. Lento e soporifero ma tecnicamente impeccabile.

    leggi la recensione completa di alfatocoferolo
  • Molto meglio del precedente. La scena del suicidio/sacrificio è già antologica, poteva ben essere un cortometraggio tanto è incisiva e autonoma visivamente e a livello di contenuto.

    commento di scapigliato
  • il ridicolo involontario sfiorato in alcune scene viene ben controbilanciato da una fotografia e una musica di grande impatto, e tutto sommato dalla regia, a ritmo lento fin che si vuole ma non punitivo (come spesso succede). che i vecchi si tolgano la vita quando è finito il "ciclo" (vedi La Ballata di Narayama) è la cosa più interessante del film

    commento di giovenosta
  • Film brutto come pochi! Di una lentezza esasperante, quando finalmente prende il via diventa semplicemente fuori di testa. Non mi resta nulla dopo la visione d questo film e d'altro canto spero di dimenticarlo il prima possibile.

    commento di Valek
  • Continuare ad ignorare l'orso. Ha poco più di vent'anni, Dani, e la sua mezz'estate è ancor ben lontana. Ha rimpiazzato la sua famiglia d'origine (non è una questione di emancipazione, ma di cose che avvenendo accadono, e capitando succedono) abortendo per tempo la nascita di una famiglia di ripiego. Certo è che non prende più pillole per sognare.

    leggi la recensione completa di mck
  • La famiglia cellula malata di un organismo sociale abnorme e degenere:il filo rosso(sangue) che lega i due cimenti horror del giovane Aster nel dominio del perturbante.L'adorazione di misteriche entità (sovra)naturali riproduce l'infinita ciclicità della vita e della morte negli arcaici rituali di baccanali sacrificali.Il terrore è nel fuori campo.

    commento di maurizio73
  • Midsommar è un film che può piacere a 4 o forse anche 5 persone in tutto il mondo. È un film talmente particolare che probabilmente, se non apprezzate questo particolare stile, lo odierete dal primo all’ultimo minuto. Se siete invece tra quelle 4/5 persone che lo sanno apprezzare, lo amerete alla follia.

    leggi la recensione completa di Leman
  • Se si vuole trovare una strada nuova dell'horror bisogna rivolgersi a pellicole come questa,certo e' lungo,certo migliora strada facendo fino a una bella seconda parte.L'accoppiamento davanti a uno stuolo di adepte nude ha la sua incisivita',consigliato.Voto7.5

    commento di ezio
  • Film orribile. Lentissimo. L'inizio non c'entra niente con tutto il film e dura una buona mezz'ora. Alcune scene sono decisamente splatter e di horror non ci ho trovato niente. Ho sprecato due ore e mezza della mia vita

    commento di milopa
  • “Sani e pazzi potrebbero scambiarsi i ruoli… se un giorno i pazzi fossero la maggioranza, lei si ritroverebbe dentro una cella imbottita”. Il seme della follia, John Carpenter, 1994

    leggi la recensione completa di Kurtisonic
  • Ari Aster è un regista senza stile, talento, originalità, immaginazione, senza un'idea registica degna di questo nome; un manipolatore che scambia per pathos la semplice dilatazione dei tempi narrativi.

    leggi la recensione completa di maldoror
  • Partiamo dal meglio. Il punto di vista espressivo. In tal senso il film si distingue infatti per una certa visionarietà alimentata anche grazie all'ottima direzione della fotografia di Pawel Pogorzelski. Coordinata dagli originali costumi di Andrea Flesch e le sublimi scenografie di Henrik Svensson esse contribuiscono a gettare lo spettatore in un

    leggi la recensione completa di gaiart
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

supadany di supadany
7 stelle

Paese che vai, usanza che trovi. Il più delle volte, parliamo di celebrazioni culminanti con pantagrueliche abbuffate di cibo e/o ettolitri di bevande alcoliche, ma al cospetto di comunità chiuse, che perpetrano consuetudini di vecchia data, è possibile assistere a manifestazioni insospettabili, letteralmente estranee alla concezione del tempo. Tanto più quando ci… leggi tutto

12 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

alan smithee di alan smithee
5 stelle

Dani è una bella ragazza che sta vivendo il trauma devastante che fa seguito alla morte di entrambi i genitori per opera della folle sorella sofferente di incontrollabili manie persecutorie e disturbi bipolari. Mentre il suo rapporto col fidanzato sta per collassare come ogni altro aspetto della vita della giovane, la proposta di un amico di origine svedese del suo uomo di partecipare… leggi tutto

4 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle negative

gaiart di gaiart
4 stelle

I corvi volano a schiere . Le acquile volano sole 15 Luglio 2019   Partiamo dal meglio. Il punto di vista espressivo. In tal senso il film si distingue infatti per una certa visionarietà alimentata anche grazie all'ottima direzione della fotografia di Pawel Pogorzelski. Coordinata dagli originali costumi di Andrea Flesch e le sublimi scenografie di Henrik Svensson esse… leggi tutto

3 recensioni negative

2020
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TerenceFletcher di TerenceFletcher
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Secondo film di Ari Aster e ancora una volta dopo averlo visto rimango turbato emotivamente come mi era accaduto con Hereditary. Horror psicologici che si distaccano dalla categoria creando un modello "sui generis" affrontando tematiche non originalissime in maniera visionaria e disorientante. Figura centrale il personaggio di Dani interpretato ottimamente da Florence Pugh brava a caratterizzare…

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Mulligan71 di Mulligan71
8 stelle

"Midsommar" è quel genere di film che ti spezza in due, che può aprire dibattiti infiniti sulla sua bontà o sulla sua inutilità. Io stesso sono combattuto: a caldo, non so ancora bene a cosa ho assistito, se a un Cinema pretenzioso o a un mezzo capolavoro, ma so che il mio sangue, ancora, per fortuna, nelle mie vene, ribolle ed erano anni che un film horror, non…

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Furetto60 di Furetto60
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  Straziante sequenza di apertura del film, Christian con svogliatezza risponde a malincuore alle insistite telefonate della fidanzata Dani, preoccupata per la salute mentale della sorella, una bipolare depressa. Qualche minuto dopo, all’ennesima chiamata, in preda all’orrore, svela di aver saputo in quel momento,che sua sorella ha ucciso i genitori e si è suicidata,…

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alfatocoferolo di alfatocoferolo
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Alcuni contrasti rendono questa pellicola esteticamente formidabile. L'incipit claustrofobico e angosciante introduce un film ben diverso da quello che seguirà, i tempi sono più compatti, l'ambientazione interna, le angosce debordanti. Poi si cambia registro, tutto diventa luminoso, sorridente, compassato, pur mantenendo un'atmosfera misterica pregna d'inquietudine. Fotografia…

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Malpaso di Malpaso
8 stelle

Oltre a vantare uno dei prologhi cinematografici più potenti e disturbanti degli ultimi anni, Midsommar colpisce grazie alla fotografia dai colori patinati di Pogorzelski, così grottescamente eterogenea rispetto alla vena orrorifica della pellicola, messa in risalto dall'affascinante occhio registico di Ari Aster. L'autore mette in scena un horror quasi situazionale, riprende…

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2019
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GoonieAle di GoonieAle
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Sono diviso dopo la visione di questo secondo lungometraggio di Ari Aster, regista dell'osannato (non da me) Hereditary. Motivi? Molteplici. Quello che mi tocca più vicino è il tema: comunità, setta, religione. Per chi ha vissuto direttamente o indirettamente (è il mio caso) il dramma di certi "gruppi", quel sorriso finale che chiude il film è…

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mck di mck
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Gangs 87 di Gangs 87
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Ari Aster è un bravo regista. Uno su cui punterei anche se …  di strada ne ha da fare. Il carattere lo ha mostrato già nel suo primo film (Hereditary) e con questo secondo direi che ha iniziato a gettare le basi per quella che potrebbe essere una filmografia di un certo spessore, a patto che, riesca a rimanere fedele a se stesso.   Midsommar (l’inutile…

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AuroraZwart di AuroraZwart
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diomede917 di diomede917
8 stelle

Dura 140 minuti l'opera seconda di Ari Aster. Dura 140 minuti il suo incubo chiamato Midsommar. 140 minuti che disturbano, ti fanno arrabbiare, ti fanno ondeggiare tra che minchiata sto vedendo a che bellissimo cazzo di film. Ma sono 140 minuti che ti tengono incollati gli occhi allo schermo e masochisticamente farti torturare dalle immagini. C'è una sorta di parallelismo tra…

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