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Midsommar - Il villaggio dei dannati

Regia di Ari Aster vedi scheda film

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La recensione su Midsommar - Il villaggio dei dannati

di Mulligan71
8 stelle

"Midsommar" è quel genere di film che ti spezza in due, che può aprire dibattiti infiniti sulla sua bontà o sulla sua inutilità. Io stesso sono combattuto: a caldo, non so ancora bene a cosa ho assistito, se a un Cinema pretenzioso o a un mezzo capolavoro, ma so che il mio sangue, ancora, per fortuna, nelle mie vene, ribolle ed erano anni che un film horror, non scendeva così nel profondo del mio immaginario, della mia paura. Detto questo, è giocoforza premiare quest'opera seconda di Ari Aster, ("Hereditary", 2018, mi manca ancora ma sarà mia premura vederlo al più presto), autore che con due soli film ha ridisegnato le geometrie del Cinema horror, spesso appiattito su cose trite e ritrite. "Midsommar" è un film ambizioso, molto, forse troppo, sicuramente troppo lungo nelle sue due ore e mezza, ma è un film di rara potenza, dove certi momenti, certe scene, rimangono impresse a fuoco. E' una danza pagana, un trip psichedelico, con qualcosa di Kubrick e John Carpenter, sparsi qui e là, come pezzi di corpi umani. Dopo un preambolo un po' artificioso, che non sono poi riuscito a collegare con il resto del film, e che sarebbe stato meglio snellire, quando i ragazzotti americani, fra cui la coppia che fa da detonatore alla pellicola, giungono in Svezia, da qualche parte fra i boschi, in questa comunità fra gli hippy e i druidi, fra riti pagani e kitsch, il lavoro di Aster si prende il suo tempo, si muove lentamente, con dei tentacoli lunghi e avvolgenti, una specie di polpo strafatto di peyote, che ti stringe in una tensione crescente, in una inquietudine rara, fra barocchismi, danze, sparizioni. Sicuramente l'ultima ora e mezza è notevolissima e Aster lascia le sue visioni a briglia sciolta, come una specie di Von Trier e nel candore delle vesti, fra i colori dell'estate nordica, affonda la lama del male, della perversione, della vendetta e della separazione. Un horror davvero atipico, originale, ma non per tutti. 

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