L'età giovane

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Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne

Con Idir Ben Addi, Olivier Bonnaud, Myriem Akheddiou, Victoria Bluck, Claire Bodson, Othmane Moumen Vedi cast completo

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Trama

Nel moderno Belgio, Ahmed è un giovane fanatico di origine magrebina che, appena uscito dall'infanzia, ha intenzione di uccidere la sua insegnante in nome della sua religione. Come può l'amore per la vita vincere il suo desiderio di provocare la morte di qualcuno?

Approfondimento

L'ETÀ GIOVANE: TRA FANATISMO RELIGIOSO E AMORE PER LA VITA

Diretto e sceneggiato da Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne, L'età giovane racconta la storia del giovanissimo Ahmed, un tredicenne d'origine magrebina che nel Belgio contemporaneo. Nella regione di Liegi, dove vive, Ahmed apprende gli ideali assoluti del Corano attraverso il suo imam. A causa dell'interpretazione estremista del testa sacro, nella mente di Ahmed cresce un proposito insano: uccidere la sua insegnante. Si ritroverà però presto diviso tra gli ideali di purezza del suo imam e il fascino della vita che lo circonda.

Con la direzione della fotografia di Benoît Dervaux, le scenografie di Igor Gabriel e i costumi di Maïra Ramedhan-LeviL'età giovane è così raccontato dai due registi in occasione della partecipazione in concorso al Festival di Cannes 2019: "Quando abbiamo terminato di scrivere la sceneggiatura, ci siamo resi conto che in un certo modo avevamo scritto la storia dei tentativi infruttuosi messi in atto da vari personaggi per portare il giovane fanatico Ahmed, il nostro personaggio principale, a rinunciare al suo omicidio. Chiunque essi siano (la sua insegnante Inès, la madre, il fratello, la sorella, il suo educatore, il giudice, la psicologa del Centre Fermé, l'avvocato, i proprietari della fattoria in cui si trova, la loro figlia Louise), nessuno di loro riesce a comunicare con il nocciolo duro e misterioso del ragazzo, pronto a uccidere la sua insegnante in nome delle sue convinzioni religiose".

"Quando abbiamo cominciato a scrivere la sceneggiatura, non immaginavamo di dare alla luce un personaggio così chiuso", hanno proseguito i Dardenne. "Ahmed ci è come sfuggito di mano, lasciandoci senza possibilità di costruzione drammatica per portarlo fuori dalla sua follia omicida. Anche Youssuf, l'imam della moschea fondamentalista, il seduttore che ha catturato l'energia degli ideali dell'adolescente per metterlo al servizio della purezza e dell'odio per chi non è puro, il maestro, rimane sorpreso dalla determinazione del suo discepolo. Eppure, potrebbe andare diversamente? Non potrebbe essere differente quando il fondamentalista è così giovane come Ahmed, quasi un bambino, e il suo maestro lo incoraggia a venerare un cugino martire, un uomo morto."

"Come fermare la corsa verso l'omicidio di questo giovane fanatico, che sembra quasi non percepire la benevolenza dei suoi educatori, l'amore di sua madre, i giochi e i sentimenti della giovane Louise? Come immobilizzarlo in un momento in cui, senza il buonismo e l'improbabilità del lieto fine, potrebbe aprirsi alla vita e convertirsi all'impunita finora aborrita?", hanno concluso.

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Il cast

A dirigere L'età giovane sono i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, registi e sceneggiatori di origine belga. Nati rispettivamente nell'aprile 1951 e nel marzo 1954, hanno esordito nel mondo del documentario. Nel 1975 hanno fondato la casa di produzione Dérives, con cui hanno prodotto più di 80 documentari. Nel… Vedi tutto

Commenti (8) vedi tutti

  • Qualunque sia il messaggio che si vuole trasmettere, per essere credibili bisogna avere il senso della misura. Cosa che in questo film manca assolutamente. Gli esseri umani non sono dei robot. E poco importa se la costanza con la quale la camera segue il suo protagonista ed indugia sui primi piani si sia meritata il premio per la regia.

    commento di bombo1
  • A questo giro i fratelli Dardenne non mi hanno convinto del tutto. Manca il solito rigore formale, il solito pedinamento essenziale. Rimaniamo sempre nell'ambito dell'acuta indagine etica e sociale, ma il giovane Ahmed manca delle gravità esistenziale di una Rosetta. Necessaria per svincolarsi del tutto dal potenziale ricatto delle immagini.

    commento di Peppe Comune
  • Un film reale e duro come la vita stessa. voto 7

    commento di interista75
  • quasi metà dei votanti del pubblico che danno tra 1/2 e 1 stella a questo film sembra quanto meno sospetto, quasi una hackerata...può non piacere, si può trovarlo forse troppo manicheo e/o semplicisitco, ma questo astio è abbastanza incomprensibile. come spesso succede con i Dardenne la messa in scena è al contempo essenziale e incisiva. avercene.

    commento di giovenosta
  • Film bello e coraggioso, frutto di una gestione sofferta, ma originata dal proposito immediato, dopo gli attentati a Bruxelles del 2016 da parte dei fratelli Dardenne, di rappresentare il dramma della radicalizzazione nel loro Paese.

    leggi la recensione completa di reginaldo
  • Meno di un'ora e mezza per raccontare la storia dolorosissima di un adolescente le cui difficoltà, abbastanza comuni a quell'età, vengono usate da un adulto irresponsabile per scopi terroristici.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • I fratelli Dardenne decidono di seguire lo sprofondare di questo ragazzino nell'abisso del fondamentalismo religioso, e lo fanno secondo il loro consueto stile asciutto, con una camera a mano che lo marca stretto e senza nessun commento sonoro ad enfatizzare alcunché: basta la storia, d'altronde, a coinvolgere e stringere il cuore.

    leggi la recensione completa di pazuzu
  • I Dardenne, con uno stile asciutto e conciso, ma ficcante nel suo rigorismo, riescono a terrorizzarci mostrando l'angosciante inarrestabilità della discesa di un ragazzino nella radicalizzazione islamista. Afrontando un tema di devastante attualità senza alcun buonismo né manierismo, ed evitando pure il sociologismo spicciolo.

    leggi la recensione completa di port cros
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La recensione più votata è positiva

laulilla di laulilla
8 stelle

      Diventare uomo è probabilmente difficile per il tredicenne Ahmed (Idir Ben Addi), cresciuto senza padre e senza  modelli maschili di riferimento, in una famiglia di immigrazione marocchina ormai alla terza generazione, ben integrata nella realtà sociale della città belga in cui risiede. L'adolescenza è un delicato passaggio,… leggi tutto

9 recensioni positive

2020
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Mulligan71 di Mulligan71
8 stelle

Continua, incessante, l'opera sociologica e profondamente umana dei due grandissimi cineasti belgi, che non si è mai mossa di un centimetro da un Cinema rigoroso, fedele a poche regole, ma sempre così realistico, così agganciato alla realtà dei tempi che racconta, fin da quell'esordio memorabile, "La Promesse", del 1997. Un Cinema, quello dei fratelli Dardenne, che ha…

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leporello di leporello
7 stelle

Percorso diretto e a ritroso, intro ed estroverso, di una Giovane Anima alle prese con le difficoltà laiche ed universali dell'adolescenza, della ricerca dell'Amore (l'Amore di Dio, di tua madre, di quella biondina incontrata per caso...), del valore della vita, propria ed altrui. Asciutto e senza fronzoli com'è tipico dei Dardenne, un bel film con ottimi interpreti ed una…

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Da sempre considero i fratelli Dardenne due dei maggiori registi del cinema contemporaneo, che hanno già regalato capolavori del calibro di "Il figlio" e "L'enfant"; quest'ultimo "Le jeune Ahmed" ha avuto un'accoglienza più contrastata del solito, ma a me sembra girato con il consueto rigore e la trasparenza di un linguaggio che rimane fedele a se stesso anche quando "osa"…

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Nel mese di maggio questo film ha ricevuto 4 voti
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