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L'età giovane

Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne vedi scheda film

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La recensione su L'età giovane

di EightAndHalf
7 stelle

Le jeune Ahmed, come un jeune Holden, si muove tra la scuola, la casa, le strade e il negozio del suo imam, in un Belgio troppo moderno e impuro, lì pronto ad inquinare le menti pure e portarle su una strada lontana dalla vita del bravo ragazzo islamico. La sua giornata è divisa tra la preghiera, i confronti accesi con chi gli chiede di rallentare e di cambiare, e gli incoraggiamenti del suo imam che lo invitano ad agire coerentemente con una vita da fondamentalista, che distrugga l'infedele e il traditore di Allah. Ahmed conosce già a memoria tanti versi del Corano e sa argomentare la sua posizione quando gliela chiedono. Non accetta che gli uomini stringano le mani alle donne e che ci sia in generale alcun contatto fisico tra uomo e donna che non siano entrambi musulmani e sposati. Non può accettare che l'Arabo venga spiegato a scuola tramite canzoni e modalità profane, in una forma mondana e più adatta ai bambini. Non accetta che sua madre beva, e che chi riesca a vivere coerentemente con la propria filosofia di vita sia costretto a fuggire, o venga rinchiuso. Per questo è deciso a prendere un'iniziativa, che fa un po' da vettore dell'azione nel nuovo bel film dei fratelli Dardenne, superiore anche agli ultimi due film Deux jours une nuit La fille inconnue in quanto tornato allo stile grezzo e irregolare a cui ci avevano abituato nei primi capolavori. Stiamo attaccati al nostro protagonista in un modo energico e febbrile che nei Dardenne sembrava essere stato sacrificato per un maggiore schema di eventi - la struttura del film con Marion Cotillard, il mistero del film con Adèle Haenel - costruito, ai tempi, su attori protagonisti professionisti. In Ahmed ritroviamo invece un maggiore candore, una semplicità di approccio che tiene a cuore la lezione di Rosetta: nella naturalità del gesto può nascondersi la crudeltà come anche la pietà, la rabbia come la voglia di cambiare, la verità come la menzogna. Quando Ahmed comincia a far credere di stare cambiando per poter portare a compimento il suo piano, ritroviamo tutta la disperazione di un adolescente che sembra essere convinto dell'inesistenza dell'umanità, e che sarebbe pronto al martirio. 

Ma forse, tra le distrazioni del quotidiano e la rozzezza dei gesti, qualche straccio di umanità può ancora sopravvivere. Non con l'immediatezza del non detto come in Le fils o come in Rosetta, ma con la forza e l'aggressività di un trauma che può realmente cambiare una vita. 

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