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Il Cinema & L’Ambiente
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Prima di iniziare voglio fare i miei complimenti a tutti i giovani che sono scesi in piazza per manifestare a favore dell’ambiente. Ho letto molti post sui social di persone adulte che criticavano Greta Thunberg e le manifestazioni, giudicando inutile il movimento gigantesco che si è creato nelle ultime settimane tra studenti di ogni età, che reputano il loro futuro più importante di un solo giorno perso di scuola, come è giusto che sia. Oggi infatti il filosofo e ex-sindaco conservatore di Venezia Massimo Cacciari ha definito queste manifestazioni compiute dai giovani con il termine “ideologia dell’incompetenza”. È bello vedere come ancora una volta coloro che dovrebbero essere d’esempio per i giovani si dimostrino più immaturi e meno intelligenti dei giovani stessi, che invece credono veramente in qualcosa di giusto, a differenza delle generazioni passate.

Alla manifestazione di oggi qui a Verona gli adulti sopra i 30 anni si contavano sulle punte delle dita, laddove invece alle manifestazioni contro l’aborto, contro l’eutanasia e contro l’omosessualità si contavano sulle punte delle dita i giovani o qualunque essere umano sotto i 40 anni. Alla manifestazione di oggi non c’era odio, non c’erano simboli politici o religiosi e l’unica bandiera alzata era quella della pace. Questa cosa mi riempie di orgoglio e allo stesso tempo mi da speranza per il futuro.

Pertanto voglio dare anch’io il mio contributo sul sito parlando di come il cinema ha sempre discusso delle tematiche legate all’ambiente, portando come esempi dei film belli e brutti che nel bene e nel male trattano questi argomenti.

 

 

locandina

Il viaggio nella luna (1902): locandina

Secondo il critico Bernard Tavernier il primo film ecologista della storia del cinema fu Puits de petrole a Bakou. Vue De Pres di Alexandre Michon, cortometraggio del 1898 (non presente su questo sito) che non è stato girato dai Fratelli Lumiere come molti invece pensano e dove vengono mostrate immagini terribili delle conseguenze delle azioni dell’uomo sull’ambiente. Una sola inquadratura che riesce a mostrare il marcio dell’umanità e che metterà le basi per il cinema ecologista. 

Secondo il sottoscritto un’altra opera importantissima fu Viaggio nella Luna (1902) di George Melies, primo film di fantascienza della storia del cinema dove possiamo già assistere a scene dell’uomo che rovina l’ecosistema (in questo caso, quello della Luna) e che poi quando ritorna sulla Terra viene pure celebrato come eroe. Ovviamente il film tratta ben altri temi, come quello dell’armonia tra tutti gli esseri viventi e della scoperta dell’ignoto, ma essendo Melies noto per le sue critiche nei confronti delle attività umane sulla natura, non escluderei nemmeno questa possibile analisi.

Spostiamoci in avanti di un paio di decenni e parliamo del capolavoro di Fritz Lang, Metropolis (1927), pellicola che oltre a parlare del conformismo e a portare un messaggio politico molto forte, parla anche dell’inquinamento ambientale e riserva pure una critica feroce al capitalismo e all’oscurantismo che tenta di tenere nascosti i progressi scientifici. Un po’ come fanno i politici oggigiorno, che arrivano a sminuire tutte le opinioni della comunità scientifica in quanto sanno che a rimetterci sarebbero i loro portafogli in caso si impegnassero realmente per salvaguardare l’ambiente. Il sopraccitato “Professor Cacciari” (professore tra molte virgolette in quanto un soggetto così non meriterebbe nemmeno un laurea, figuriamoci una cattedra) ha detto che le cose dette dalla Thunberg sono già state dette da tutta la comunità scientifica milioni di volte. Caro Massimo, se voi politici ascoltaste di più la comunità scientifica a quest’ora non servirebbe proprio manifestare per l’ambiente. 

Avrete di sicuro notato che i film e i cortometraggi citati finora non parlano in modo “sfacciato” dell’ambiente o delle problematiche ambientali, ma ne parlano solo attraverso sottotesti difficili da individuare. Questo perché fino alla Crisi Del 29’ il sistema capitalistico sembrava intoccabile e privo di difetti agli occhi delle persone comuni e quindi non veniva ben accolto chi temeva che le azioni compiute dall’uomo avrebbero avuto reazioni negative sull’ambiente. Inoltre solo nei decenni successivi la comunità scientifica riuscì a provare che forse le azioni dell’uomo non erano poi così tanto positive per il mondo.

Come se tutto ciò non bastasse, dopo Hiroshima e Nagasaki non si poteva più negare che l’uomo era solo portatore di distruzione e di sciagure.

 

Secondo il sottoscritto il primo film a trattare in modo palese della tematica dell’ambiente è stato Gli Uccelli (1963) di Alfred Hitchcock, film che mostra la ribellione della natura, che si è stancata di essere la vittima dei crimini dell’umanità. L’opera di Hitchcock non è il primo film a parlare delle problematiche ambientali, ma è secondo me il primo film che manda un messaggio più che chiaro riguardo questi temi. 

Nel 1964 il grande Stanley Kubrick gira Il Dottor Stranamore (1964), creando una sagace satira che ironizza sulla Guerra Fredda e sull’uso che l’uomo fa del nucleare e che termina con uno dei finali più belli della storia del cinema, dove in seguito ad un attacco alla Russia da parte di un generale americano, il governo sovietico aziona il programma “fine di mondo” dove una serie di attacchi nucleari distrugge tutta la superficie della Terra, mentre nel frattempo i politici e gli uomini più ricchi si rifugiano sotto il suolo. Solo un cieco non riuscirebbe a vedere il forte messaggio ecologista alla base della pellicola. 

È interessante vedere come il cinema di genere era molto più interessato alle tematiche ambientali rispetto al cinema più impegnato del tempo. Successivamente fu il turno di due pellicola molto importanti, entrambe uscite nel 1968, ovvero Il Pianeta Delle Scimmie e La Notte Dei Morti Viventi. Per quanto riguarda il film di Schaffner, basta citare il finale dove Charlton Heston guarda la statua della libertà distrutta, capisce che quel pianeta è la Terra e ormai disperato si getta a terra gridando “Maledetti! Siate tutti maledetti”. Il film si intitola “Il Pianeta Delle Scimmie” ma la domanda reale è: Chi sono le vere Scimmie? Le scimmie o gli uomini che hanno distrutto il mondo? 

Nel caso del film di Romero in una scena ci viene rivelato che la causa dell’invasione Zombie che sta terrorizzando il Pianeta è proprio l’attività dell’uomo sulla Terra, che ha portato al risveglio dei morti e alla conseguente distruzione del nostro mondo. Il grande Romero ancora una volta ci fa porre il quesito: chi è il vero Zombie? Lo Zombie o l’uomo stesso? Nel caso della Notte dei Morti Viventi la critica al consumismo e all’egoismo dell’uomo è ancora più presente rispetto ai film citati precedentemente.

Durante gli anni 70’ sempre più registi come Spielberg (Lo Squalo) o Polanski (Chinatown) hanno cominciato a trattare queste tematiche e a cercare di sensibilizzare gli spettatori riguardo esse. Mentre in Europa si comincerà a fare enormi passi avanti e verranno alla luce in certi paesi come l’Italia dei registi che trattano in tutti i loro film tematiche ecologiste (basti pensare al grande Ermanno Olmi, che ha sempre dato molta importanza alle tematiche ambientaliste in film come L’Albero Degli Zoccoli (1978), Il Segreto Del Bosco Vecchio (1993) o nel più recente Torneranno I Prati [2014]) invece in America il problema continuerà ad essere sminuito da presidenti conservatori e da registi che preferiscono parlare di temi meno controversi.

Si passa così agli anni 80’. Impossibile non parlarne del capolavoro di Werner Herzog, Fitzcarraldo (1982), che parla della coesistenza tra l’uomo e la natura, non sempre facile e ostacolata da moltissime problematiche, ma che alla fine porta solo pace nell’animo umano e armonia per la Terra. Un film che durante le sue riprese ha avuto moltissimi ostacoli esattamente come il viaggio interiore che tenta di narrare, ma che alla fine ha portato alla luce uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, una pellicola da preservare e da far vedere a tutti i più giovani. Lo stesso Werner Herzog realizzerà poi documentari sulla natura bellissimi come Grizzly Man (2004).

Negli anni 80’ però sono cominciati a spuntare fuori film d’azione o di fantascienza americani che invece giustificavano le azioni compiute da paesi come L’America e questa mania fu portata avanti fino alla fine degli anni 90’ attraverso film indecenti del calibro di Rambo 2 - La Vendetta, Rombo Di Tuono (film abbastanza razzista pure contro i vietnamiti, ma quello è un altro discorso) o Armageddon. Ci furono ovviamene eccezioni ottime come Il Pianeta Verde (1996) o il capolavoro di David Lynch Una Storia Vera (1999), ma in generale non ci fu chissà quale movimento cinematografico a favore dell’ambiente.

 

Concept Art

Snowpiercer (2013): Concept Art

Nel cinema moderno la tematica ambientale è stata portata avanti da film come Erin Brockovich (2000), film sulla famosa inchiesta della giornalista americana, I Figli Degli Uomini (2006), film di Alfonso Cuaron ambientato in un futuro post-nucleare dove a causa delle azioni dell’uomo non nascono più figli, dove i ricchi vivono sulle spalle dei poveri e dove la colpa dei problemi del mondo viene pure data agli stranieri (vorrei dire che qualunque riferimento a politici reali non è voluto, ma sarebbe una bugia), il più recente I Morti Non Muoiono (2019) di Jim Jarmusch, che tratta gli stessi argomenti della Notte Dei Morti Viventi in maniera più moderna e satirica o il capolavoro di Bong Joon-Ho Snowpiercer (2013), dove il riscaldamento globale ha causato una nuova era glaciale e tutti gli umani rimasti sono costretti a rimanere su questo treno, che non è altro che una rappresentazione della lotta tra classi e del capitalismo. 

Il cinema che più di tutti ha parlato dell’ambiente è stato ovviamente il cinema d’animazione, che ha sensibilizzato per anni i bambini facendogli capire fin da subito che dobbiamo tenere vivo il nostro pianeta. Hayao Miyazaki ha trattato questi temi in tutti i suoi film, ma in due particolari pellicole gli ha dedicato più importanza: il primo è Nausicaä Della Valle Del Vento (1984), film dove la gigantesca distesa di sostanze tossiche che sta inglobando il mondo non è nient'altro che una metafora dell’inquinamento e dove le esplosioni provocate dai Titani richiamano alle tremende immagini di Hiroshima e Nagasaki. Il secondo film è Principessa Mononoke (1997), film che mostra la lotta eterna tra la natura e l’uomo, provocata come in ogni caso da quest’ultimo ma che sempre sarà vinta dalla prima, in quanto la Terra può vivere senza l’umanità, ma l’umanità non può vivere senza la Terra. Concludo citando uno dei migliori film dello Studio Pixar, ovvero WALL-E (2008), probabilmente il film più cattivo tra tutti quelli citati finora. In questo caso tutto ciò che l’uomo poteva fare per rovinare il mondo è già stato fatto, non si può più tornare indietro. Il futuro rappresentato in WALL-E è probabilmente il futuro che ci aspetta se non prendiamo provvedimenti al più presto riguardo l’ambiente e l’inquinamento. Voi siete liberissimi di guardarlo come un semplice film d’animazione e di negare che ciò che vediamo potrebbe accadere per davvero, ma questo gioiello della Pixar rimane uno dei film d’animazione più importanti di questo secolo insieme a Monsters & Co., grandiosa fiaba contro il capitalismo e la discriminazione, e Alla Ricerca di Nemo, altro gioiello ambientalista che dovrebbe essere visto da tutti i bambini e pure dai loro genitori. Alla faccia di chi dice che l’animazione è solo per bambini.

 

scena

Principessa Mononoke (1997): scena

Siamo giunti alla fine di questo post e pertanto bisogna dare una conclusione. Il cinema è stata la forma d’arte che più di tutte si è battuta per il rispetto dell’ambiente, ma anche quella che più di tutte l’ha ignorato per molto tempo. Anche in questo caso il cinema d’animazione si è dimostrato molto più avanti rispetto a tutto il resto e ciò è un bene. Sempre più giovani devono cominciare ad informarsi sull’argomento e uno qualsiasi dei film che ho citato potrebbe essere il punto perfetto da cui iniziare. Ovviamente poi ci dovrà essere un approfondimento delle reali condizione climatiche e dei problemi legati all’inquinamento, in quanto la visione di un film non può bastare. Chiunque nei commenti vorrà citare altri film ambientalisti degni di nota è libero di farlo.

Quella per la salvaguardia dell’ambiente è una lotta molto ardua, che si potrà concludere solo in due modi: con la sconfitta dell’uomo o con un pareggio tra l’uomo e il Pianeta Terra. Non credete che ci sia una terza possibilità, perché non è cosi. 

 

“Potrei sopravvivere alla scomparsa di tutte le cattedrali del mondo, non potrei mai sopravvivere alla scomparsa del bosco che vedo ogni mattina fuori dalla mia finestra”

~Ermanno Olmi 

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