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Alice nella Città 2020: I film in concorso
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Alice nella Città 2020: I film in concorso

Saranno11+1 (uno verrà annunciato nel corso della conferenza stampa della Festa del Cinema di Roma) i film a partecipare al concorso di Alice nella Città, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma I film di quest’anno sono collegati da innumerevoli fili che si legano e completano l’un l’altro: abbracciano generi e paesi d'origine diversi che spingono lo sguardo incontro al mondo; generano una relazione fortissima tra l'immaginario e la vita, sorretti da una forma di disperazione creativa che nasce in risposta ad una vita rattrappita, priva di speranze, che abbandona e che rende incapaci di vivere il presente e immaginare il futuro. Ce lo racconta il visionario GAGARINE, l’opera prima di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh che attraverso gli occhi di Yuri (l’esordiente Alseni Bathily) mette in scena, nella mente fantasiosa e libera di un adolescente delle balie parigine, l’Odissea nello spazio di un astronauta urbano che si oppone alla cancellazione del suo mondo e della suacomunità.

Uno spunto ideale anche per Francesca Mazzoleni che con il documentario PUNTASACRA ci svela l’incertezza, la speranza e il senso di appartenenza a una comunità che afferma il proprio diritto di vivere in un luogo abbandonato che tuttavia ama profondamente.Una frontiera dimenticata d iRoma da sgomberare per fare spazio alle magnifiche sorti del Porto Turistico di Ostia. Un’impalcatura che idealmentelilegaaldocumentariodiElizabethLocheciportanelmondodiZeytin,uncanerandagio che sopravvive per le strade di Istanbul, in Turchia. Ingannevolmente semplice e meravigliosamente commovente, STRAY accompagna il pubblico in luoghi apparentemente impossibili, rimanendo fortemente radicata nella realtà. Sono storie che rimangono ancorate nel mondo: oneste, coraggiose e soprattutto consapevoli del proprio tempo che mettono al centro temi semplici, radicali, capaci di reggere il confronto con il mondo adulto, che sempre più tende a truccare il dibattito culturale con i ragazzi, come nel film IBRAHIM, di Samir Guesmi, interpretato da Abdel Bendaher. Film che mettono in scena tutta la tenacia dell’innocenza attraverso l'immaginario di personaggi persi tra finzione e realtà, come nella favola noir SHADOWS di Carlo Lavagna che torna dietro la macchina da presacon una produzione italiana interamente girata in lingua inglese. Con un cast d’interpreti d’eccezione - Saskia Reeves, Lola Petticrew, Mia Threapleton – il film riesce ad aprire inaspettati spiragli che rimandano alla grande letteratura ottocentesca di Dickens o di certatradizione di fiabe classiche,che aggiungono un ambiguo sentimento che rovescia drammaticamente il banco delleapparenze.

FELICITÀ di Bruno Merle, ce lo racconta in una commedia vista attraverso gli occhi di una bambina (Chloe), interpretata da sua figlia Rita, ricca di dettagli vissuti che ruotano attorno a una relazione padre-figlia che diventa un'ancora di salvezza emotiva. Un lavoro di scavo sui rapporti familiari reso prezioso dal nuovo film di Miranda July. KAJILLIONAIRE, con i codici della commedia dell’assurdo, tiene insieme cose tra loro altrimenti diverse: parla d’intimità e abbandono, di personaggi in cercadi una rotta; di punti di riferimento emotivi che si misurano con il mondo e con il loro spaesamento o estraneità ad esso. Scaccia la morale per cui nella famiglia si trova la soluzione di ogni problema e mette al centro il talento, tutto al femminile, di un cast d’eccezione (Debra Winger, Richard Jenkins, EvanRachel Wood,Gina Rodriguez).Contro-storie,alfemminilechehannolaforzadi raccontare,con immagini non troppo rimuginate, le ribellioni necessarie per ridefinire i limiti, i ruoli e le regole indispensabili per uscire da codici e canoni protetti. Rémy Chayé, dopo il successo di Sasha e il Polo Nord,tornaconilfilmd’animazioneCALAMITY,alraccontod’avventuraelofaconunastoriaispirata all’infanziadiCalamityJane,pseudonimodiMarthaJaneCannary,un’avventurieradelselvaggioWest nota per essere diventata, che sfida le tradizioni conservatrici, mettendo a fuoco lo spirito di sopravvivenza di una ragazzina. C’è una linea evidente di continuità tra il catalogo di questi destini adolescenti e lo sport agonistico presenti in questi tre film del concorso: in SLALOM di Charlène Favier (interpretato da Jérémie Renier Noée Abita) lo sport diventa il mezzo per indagare un mondo di pulsioni, talvolta segreto e nascosto, che mostra tutte le ambivalenze e le ambiguità del mondo adulto; TIGERS di Ronnie Sandahl tratto dal romanzo autobiografico In the Shadow of San Siro di Martin Bengtsson, il rigore, la disciplina, l'autodisciplina e il duro lavoro sono ostacolo alle libertà, e mostrano nel film NADIA, BUTTERFLY di Pascal Plante la necessità di abbandonare le richieste sociali, gli obblighi famigliari, i destini già decisi, per farsi se stessi.

Un’indagine che sembra insistere su quel momento speciale in cui la mente e il corpo inizia a farsi contaminare da altre tracce. Un’esplorazione che è di fatto il grande rimosso del nostro cinema, che sembra non essere più attrezzato per raccontare l’innocenza e il turbamento della pubertà, nel contesto culturale contemporaneo.

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