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The Last Days

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Regia di David Pastor, Àlex Pastor

Con Quim Gutiérrez, José Coronado, Marta Etura, Leticia Dolera, Mikel Iglesias, Ivan Massagué, Pep Sais, Jose Mellinas, Pere Brasó... Vedi cast completo

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Trama

2013. Una misteriosa epidemia si diffonde su tutta la Terra. La trasmissione, che provoca morte istantanea, avviene attraverso gli spazi aperti e, nella paura più irrazionale, l'umanità è costretta a rimanere intrappolata all'interno degli edifici. Quando anche la città di Barcellona sprofonda nel caos, Marc deve riuscire a ritrovare la fidanzata Julia, scomparsa nel nulla, ma soprattutto deve farlo senza mai avventurarsi fuori.

Approfondimento

THE LAST DAYS: APOCALISSE E AGORAFOBIA

Dopo che la diffusione di uno strano ed opprimente virus mortale condanna gli esseri umani a vivere in maniera claustrale e a lottare per la propria sopravvivenza, a Barcellona Marc, rimasto intrappolato nel suo ufficio, si ritrova separato da Julia, la sua donna, e per ritrovarla è costretto a collaborare con Enrique, il suo peggior nemico. Scritto e diretto da Alex e David Pastor, The Last Days nasce nel 2007, durante la realizzazione di Carriers, l'opera prima dei due fratelli registi. Chiusi in una sala di montaggio al settimo piano di un palazzo di Manhattan, i Pastor cominciarono a chiedersi cosa sarebbe successo a quegli edifici che vedevano intorno a loro nel momento in cui qualcosa li avrebbe isolati in maniera incontrollabile. Concepito con un presupposto apocalittico alquanto semplice, The Last Days trova originalità nella maniera estrema in cui tale domanda incrocia il tema dell'agorafobia, dipingendo un'umanità che, ormai assuefatta al progresso, perde la sua capacità di vivere in luoghi aperti ed è condannata a rimanere prigioniera degli edifici stessi.
Seguendo l'onda di film come L'angelo sterminatore di Luis Buñuel e I figli degli uomini di Alfonso Cuarón, la genesi dell'epidemia non viene mai spiegata, lasciando aperte varie ipotesi sulle cause che hanno portato alla sua diffusione.

LE COLPE DEL PROGRESSO

In The Last Days il progresso ha disabituato gli uomini alla sopravvivenza e li ha allontanati dagli istinti primordiali e Mark, interpretato da Quim Gutiérrez, è l'archetipo dell'uomo moderno che, spinto dalle circostanze, deve regredire a uno stadio più primitivo per ritrovare la sua felicità. In un certo qual modo, l'apocalisse e la distruzione del mondo fanno da preludio a una speranza che apre la strada a una rinascita e a un nuovo inizio. Mentre Carriers, il precedente lavoro dei Pastor, è un film sui peggiori istinti umani di sopravvivenza, The Last Days è il suo contraltare che, in antitesi, esalta il ritrovamento di abitudini e di modi di agire persi con il sopraggiungere della modernità.

LA FINE DEL MONDO A BARCELLONA

Rivisitando il genere apocalittico, The Last Days è al tempo stesso thriller, film d'avventura, buddy movie e road movie e si svolge tutto nelle viscere di una città moderna. La storia ha luogo a Barcellona ed è la prima volta che la metropoli spagnola si trova al centro di un'apocalisse cinematografica, anche se ovviamente un evento come la fine del mondo interesserebbe ogni parte del pianeta. Scelta dai registi per essere la loro città natale, quella in scena è una sorta di Barcellona al contrario, dove le strade sono deserte e popolate di animali e le persone vivono sottoterra, con i tunnel della metropolitana trasformati in viali e le stazioni in campi profughi. Nel suo viaggio di ricerca, Mark percorre la stessa strada di tutti i giorni ma quello che era un tragitto di 20 minuti si trasforma in un'odissea di tre giorni cosparsa di mille insidie.

Note

Dal cinema di genere in miglior salute (industriale) d’Europa, quello spagnolo, un film catastrofico che ha negli occhi i battiti del videoclip, i luoghi di Carpenter e i morti viventi di Boyle: i Pastor, già autori negli Usa di "Carriers", raccontano di un mondo degradato, in crisi morale ed economica, incapace di vivere la vita vera, fermo in uno stallo prossimo alla putrefazione. Ma questa trita parabola moralista dal simbolismo naïf non coinvolge a nessun livello, nonostante nel finale abbia l’ardire di sfidare il ridicolo affidandosi a un immaginario da pubblicità progresso.

Commenti (4) vedi tutti

  • L'idea-base è innovativa, ma lo sviluppo è il solito già visto altre volte. Solo la scena finale vale l'intero film (vedi Elsa Morante...). Voto 6.

    commento di ezzo24
  • 5 non mi e piaciuto

    commento di eros7378
  • Qualche scivolata sul finire, ms siamo sempre difronte a una buona produzione di genere con idee e con ardire. Due dei migliori attori spagnoli di sempre chiudono il cerchio per un film (e un cinema) che batte i pari categoria europei.

    leggi la recensione completa di scapigliato
  • E' davvero raro vedere film sulla fine del mondo così intensi, intelligenti e spogli di clichet. Un vero capolavoro che consiglio a tutti gli amanti della vera fantascienza. Grandi gli attori e tesissima la regia. AVERCENE!

    commento di robgorhar
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Si chiamano hikikomori. Sono quei ragazzi che decidono, per manie ossessivo-compulsive, di isolarsi socialmente, di ritirarsi e confinarsi per lo più nella loro stanza, senza più uscire e lì lasciarsi morire. È una forma di isolamento sociale acuto. Il termine è ovviamente giapponese, dato dal fatto che è in Giappone che si è concentrata… leggi tutto

3 recensioni positive

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champagne1 di champagne1
6 stelle

Mark è un informatico di Barcellona che lavora in un'azienda in cui stanno facendo pesantissimi tagli del personale e lui è uno di quelli nel mirino. Distratto da quelle preoccupazioni, non riesce a dedicarsi con la consueta attenzione alla sua compagna Julia, e tergiversa ogni volta che si parla di fare un figlio. Poi un giorno si accorge di un fenomeno che lo circonda: sempre… leggi tutto

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2016
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2015
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Los ultimos dìas, film spagnolo che ho seguito con attenzione poichè la produzione cinematografica spagnola diffonde spesso delle pellicole originali. Su Barcellona si diffondono fumi vulcanici, che stanno contemporaneamente toccando tutta Europa. Fumi che contengono un non specificato virus che porta le persone ad avere crisi di panico, simili all'ago= rafobia e così…

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Un “piccolo” film di fantascienza, che si inserisce nel prolifico filone creativo spagnolo (si pensi a Los cronoscrimenes, Extraterreste, Automata, 28 giorni dopo…). I tratti distintivi della SF spagnola sono zero effetti speciali, protagonisti del tutto normali e privi di caratteristiche eroiche, un ritmo blando ma non per questo stagnante. L’accento è sempre…

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L'idea di partenza è molto interessante e il film scorre abbastanza bene,nonostante ci sono tante forzature.Sono d'accordissimo con film tv per quanto riguarda il finale,infatti è a metà tra la pubblicità dei pannolini pampers e della valfrutta.

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Garnett di Garnett
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L'inizio, per pochi secondi, lascia ben sperare per poi far piombare lo spettatore nella cruda realtà. Un mondo fermo, immobile, abbandonato, con il sole al tramonto sull'orizzonte, persone bloccate all'interno degli edifici. Marc ricorda la sua amata Julia, ha continui flashback del temibile e ruvido gestore delle risorse umane Enrique con il quale condividerà un lungo viaggio nei…

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Uscito nelle sale italiane il 7 ottobre 2013
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