Ti stimo fratello

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Regia di Paolo Uzzi, Giovanni Vernia

Con Giovanni Vernia, Maurizio Micheli, Diego Abatantuono, Susy Laude, Stella Egitto, Carmela Vincenti, Bebo Storti, Massimo Olcese Vedi cast completo

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Trama

Per volere del padre che lo spinge a partecipare a un concorso per entrare nel corpo della guardia di finanza, Jonny raggiunge a sorpresa il fratello Giovanni, un ingegnere elettronico che vive a Milano e conduce una vita pacifica, lontano dalle discoteche che Jonny ama tanto frequentare. Affascinato dalla vita notturna della città, Jonny scopre il Gilez, un locale notturno molto alla moda. Nell'arco di breve tempo ne diventa una star indiscussa e conosce la giovane cameriera Alice, di cui si invaghisce. Nonostante sia fidanzato con Federica, la figlia del titolare dell'agenzia per cui lavora, anche Giovanni ha una cotta per Alice, ma la presenza di Jonny sovverte ogni suo piano.

Approfondimento

 

ESSIAMONOI!!

Per realizzare Ti stimo fratello, Giovanni Vernia ha preso spunto dalla sua vita privata mettendo in scene il percorso che si è ritrovato ad affrontare dopo essersi laureato a Genova in ingegneria. Per certi versi, il suo debutto cinematografico potrebbe definirsi autobiografico visto che i gemelli Giovanni e Jonny non sono altro che le due differenti facce della stessa persona. Trasferendosi a Milano per lavoro, infatti, Giovanni comincia a conoscere anche la frenetica vita notturna della città, rimanendo colpito da coloro che la vivono pur senza dedicarsi agli eccessi di droga e alcol. Rimanendo lontano dai cliché che vedono la figura del "discotecaro" sempre al limite dell'illegalità, il personaggio di Jonny Groove è il simbolo di coloro che si dedicano alle discoteche e alla musica house per pura passione.

Portato in scena sul palcoscenico dello Zelig, prima celebre tempio del milanese di cabaret e poi programma televisivo dagli alti ascolti, Jonny Groove è stato prima al centro di numerose iniziative editoriali e musicali dal buon successo che hanno convinto Giovanni Vernia e Paolo Uzzi a mettere in scena lo spettacolo teatrale Essiamonoi, in cui si ripercorreva la genesi del personaggio e che ha fatto da spunto per il film. Contraddistinto da tic e vezzi linguistici tipici dei giovani contemporanei, Jonny Groove ha fatto breccia per l'aria ingenua e naif con la quale il personaggio è stato pensato, senza mai cedere alle lusinghe della volgarità greve e fine a se stessa. Eppure si fa quasi fatica a pensare che Jonny sia il lato scapestrato di Giovanni, così serio e impassibile nei confronti della vita: se Jonny passa tutte le sere tra locali di tendenza e alla moda arrivando a considerare i bodyguard e le drag queen come membri della propria famiglia, Giovanni in discoteca ci va sporadicamente e solo se gli impegni di lavoro lo permettono; se Giovanni conquista le donne facendole sorridere e ricorrendo all'ironia, a Jonny per provarci basta un semplice e diretto "Oh", nonostante poi la fortuna non lo accompagni; se la vita di Giovanni appaga i desideri di ogni padre preoccupato per la sorte dei propri figli, lo stesso non può dirsi di Jonny, ancora troppo distante dalla parola responsabilità e dal peso che comporta.

ZELIG E CINEMA, AMORE E ODIO

Approdando al cinema, Jonny Groove va ad arricchire la schiera di personaggi comici che dal palcoscenico dello Zelig è passata sul grande schermo nella speranza di mantenere inalterati fama e successo. Del resto, lo Zelig è nato a Milano come locale di cabaret strizzando l'occhio al cinema, a partire dal nome scelto in omaggio alla comicità di Woody Allen, e avendo tra i cofondatori Gabriele Salvatores, futuro premio Oscar per Mediterraneo. Nonostante le fila del tendone di viale Monza abbiano ospitato nel corso degli anni i primi passi di comici divenuti in seguito capisaldi della commedia e della televisione italiana tra gli Anni Novanta e Duemila, come Antonio AlbaneseLuciana LittizzettoSilvio OrlandoPaolo RossiClaudio BisioLella CostaAldo, Giovanni e GiacomoAngela Finocchiaro, si deve alla programmazione televisiva dello show, registrato per Mediaset, il successo di molti personaggi che lì hanno iniziato a farsi conoscere.

Nel fare un excursus dei nomi consacratisi presso il grande pubblico anche attraverso il cinema non si può non partire dai conduttori. Sono loro i primi a cui la comicità ha giovato, rilanciando carriere che stentavano a decollare. Alla conduzione di Zelig, Claudio Bisio deve lo straordinario successo di Benvenuti al sud e del suo seguito, titoli nei quali ha potuto portare in scena la stessa comicità diretta e irriverente che usa sul palco, tant'è che quando tenta di staccarsi da quel tipo di schema conclamato che lo vede protagonista di sketch in cui recita a seconda delle occasioni la parte della vittima o del carnefice il pubblico delle sale sembra non rispondere (si pensi ad esempio allo scarso riscontro al botteghino di Bar Sport, di cui Bisio è protagonista). L'essere stata scelta come conduttrice del programma ha portato fortuna anche a Paola Cortellesi che nello stesso periodo faceva il pieno di ascolti in tv e di biglietti staccati con Nessuno mi può giudicare, rifacendosi di anni di carriera cinematografica che stentava a decollare nonostante l'approvazione incondizionata della critica. La conduzione di Zelig Off, striscia notturna per giovani comici emergenti, ha permesso anche a Giorgia Surina di allontanarsi dalla sua precedente carriera di vj per Mtv per tentare la carta del cinema, anche se per lei non è ancora arrivato il momento della grande occasione. Se le conduttrici storiche del programma come Michelle HunzikerVanessa Incontrada hanno finito col trovare il grande successo come volti da varietà o fiction per la tv, anche Teresa Mannino sembra raccogliere i primi frutti della sua partecipazione a Zelig sia come comica sia conduttrice della versione Off, divenendo protagonista di pellicole come Ex - Amici come primaBuona giornata ed entrando a far parte del club degli eletti scelti dai fratelli Vanzina per le loro commedie corali.

Se alcuni dei personaggi nati allo Zelig quando ancora non esistevano le telecamere, hanno trovato una propria dimensione al cinema divenendo attori versatili capaci di spaziare da un ruolo comico ad uno drammatico (come Albanese, Orlando e Rossi), altri non si sono allontanati dalle atmosfere del loro debutto, andando incontro a notevoli risultati di botteghino, come ad esempio Aldo, Giovanni e Giacomo che, tra alti e bassi qualitativi, continuano a sfornar commedie che racimolano cifre a sei zero. Meno fortuna ha avuto invece Luciana Littizzetto che, prima di trovare spazio in televisione e come protagonista tragicomica del lungometraggio che Lucio Pellegrini ha tratto dal romanzo di Nick Hornby, ha spaziato tra ruoli cuciti addosso alla sua verve comica ma che raramente hanno riscontrato l'interesse del pubblico, finendo spesso con l'essere semplicemente un'ottima spalla per protagonisti più portati al ciak. Questo perché la comicità immediata tipica dello show non sempre si adatta a tempi e ritmi del cinema. Esempio lampante di ciò sono state le carriere di Anna Maria Barbera, in arte Sconsolata, e dei Fichi d'India, incapaci di liberarsi dai personaggi che il pubblico costantemente richiedeva e da cui veniva continuamente deluso ogni volta che li ritrovava sul grande schermo. A tentare invece la carta del ribaltamento di toni, stupendo il pubblico, è stato Angelo Pisani che, lasciando a casa il compagno con cui si esibisce negli sketch dei Pali e Dispari, ha interpretato il folgorante Fuga dal call center.

Se Pisani si è liberato per poco del suo partner, altre due coppie non si sono mai separate tentando con sorti differenti la carta del cinema. Se AleFranz non hanno mantenuto le promesse e sono ritornati ad esibirsi al Teatro degli Arcimboldi (dove si registra lo Zelig televisivo), lo stesso non è successo a FicarraPicone che, giocando sulla loro sicilianità, sono capaci di destreggiarsi tra tv e cinema, riscuotendo consensi anche dai palati più raffinati con film come Il 7 e l'8 Anche se è amore non si vede, con cui hanno esordito alla regia.

Ad uno dei comici che hanno popolato Zelig si deve poi il maggior successo di sempre ai botteghini. Si tratta di Checco Zalone che con Che bella giornata! ha sfondato il tetto dei 70 milioni di euro incassati portando in scena il bifolco che era nato per lo show.

Sempre dal palco dello spettacolo televisivo, hanno rilanciato le proprie carriere anche comici caduti nel dimenticatoio o in cerca di nuova visibilità: CochiRenatoPaolo VillaggioEnrico BrignanoZuzzurroGaspareGene Gnocchi (scelto persino dalla Wertmuller, sintomatico è il caso di Gnocchi che non ha mai riscosso particolari apprezzamenti).

Tra le nuove leve delle edizioni televisive degli ultimi anni, tra il 2011 e il 2012 cominciano a far la comparsa al cinema nomi come Giuseppe GiacobazziKatiaValeria (in coppia o singolarmente), Franco Neri e Leopoldo Manera, alla ricerca di un posto al sole, così come Gianluca Ansanelli che, da autore della trasmissione, esordisce alla regia con L'ultima spiaggia, contornato proprio da una nutrita schiera di attori provenienti dallo Zelig.

 

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Note

Jonny, rincoglionito oltre i confini dell’ipotizzabile, si esprime a versi in un italiano stentato, vive in discoteca ripetendo autisticamente il tormentone “essiamonoi”. Il resto è difficilmente analizzabile con categorie critiche: la storia non esiste; nelle inquadrature in split screen i gemelli guardano nel vuoto; i raccordi di montaggio prevedono campi senza bicchiere e controcampi con bicchiere in mano; i sottotesti di denuncia (il precariato, la corruzione) sembrano infiltrazioni in sede di scrittura (?) di un bimbo che non sopporta le donne e i venditori ambulanti di rose, fastidiosamente spernacchiati.

Commenti (5) vedi tutti

  • Altro nefasto passaggio al grande schermo per un comico TV. Pochissime le idee, zero le risate, tante invece le ovvietà.

    leggi la recensione completa di marcopolo30
  • Un'idiozia. La trama è inesistente e Vernia è un attore insostenibile.

    commento di TheWarOfEcho
  • Per la prima parte è un talmente pessimo che vorresti subito che finisse ma almeno nella seconda due risate le puoi fare. Giovanni Vernia è un indecente attore, la vergogna della comicità

    commento di XANDER
  • bel filmetto, divertente, prevedibile e giocoso.

    commento di il drugo
  • credevo molto peggio ,la trama non e male, ma ci sarebbe voluto Zalone x rendere il tutto piu' divertente

    commento di danandre67
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Recensioni

La recensione più votata è negativa

mm40 di mm40
2 stelle

Ti stimo fratello è un caso raro: rappresenta infatti la rarissima evenienza di un film realizzato con pochi mezzi e che dispone di persino minori idee. Scritto e girato senza alcun tipo di ambizione - escluse ovviamente quelle alimentari - dal protagonista e dal suo autore Zelig (Paolo Uzzi), il lavoro ha quantomeno il lato positivo di risultare compiuto e discretamente definito in fase di… leggi tutto

6 recensioni negative

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

orsotenerone di orsotenerone
6 stelle

Non sarà certo un film da ricordare negli annali, e non credo nemmeno sia tra gli obiettivi di chi lo ha prodotto, diretto ed interpretato. Il Fenomeno  Giovanni Vernia, da Zelig al cinema, ha fatto un grande passo, ma ha dismostrato di avere stoffa, e di poter tenere bene il confronto con una pellicola.  E nel futuro potremmo vederlo ancora all'opera anche in film più corposo, seppur… leggi tutto

1 recensioni sufficienti

2019
2019
Trasmesso il 26 giugno 2019 su Italia 1
2016
2016
Trasmesso il 25 settembre 2016 su Italia 1
Trasmesso il 25 aprile 2016 su Rsi La1
2015
2015

Recensione

marco l di marco l
4 stelle

Premessa. Il cinema è un'altra cosa. Recitare è un'altra cosa. La scrittura è un'altra cosa. Però. Però qui non siamo nel campo del cinema puro, ma della trasposizione di tormentoni televisivi sul grande schermo, una pratica che esiste da sempre e non solo in Italia. Se ti piace il tormentone e sei incuriosito, lo guardi e se così è, bisogna…

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Recensione
Trasmesso il 1 novembre 2015 su Italia 1
Nel mese di luglio questo film ha ricevuto 10 voti
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Trasmesso il 26 luglio 2015 su Italia 1

Gocce d'acqua

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Dicono che ognuno di noi ha perlomeno sette sosia di se stesso sparsi per il mondo. Ovviamente con genoma differente, ma con caratteristiche somatiche praticamente analoghe alle nostre, se non per qualche minuscola…

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2014
2014
Trasmesso il 22 agosto 2014 su Rsi La1
Trasmesso il 27 giugno 2014 su Italia 1

Recensione

marcopolo30 di marcopolo30
2 stelle

"Ti stimo fratello" è la dimostrazione, l'n-sima, che i rapporti di forza fra cinema e televisione nel nostro Paese si sono ormai completamente ribaltati. Se in passato la TV era la sorella minore del cinema, e i suoi personaggi facevano carte false pur di avere piccole parti sul grande schermo, oggi quegli stessi personaggi la fanno da padrone e vengono chiamati al cinema a non far altro…

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Recensione
2013
2013

Recensione

mm40 di mm40
2 stelle

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Recensione
Utile per 7 utenti
2012
2012
Nel mese di marzo questo film ha ricevuto 7 voti
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Recensione

orsotenerone di orsotenerone
6 stelle

Non sarà certo un film da ricordare negli annali, e non credo nemmeno sia tra gli obiettivi di chi lo ha prodotto, diretto ed interpretato. Il Fenomeno  Giovanni Vernia, da Zelig al cinema, ha fatto un grande passo, ma ha dismostrato di avere stoffa, e di poter tenere bene il confronto con una pellicola.  E nel futuro potremmo vederlo ancora all'opera anche in film più corposo, seppur…

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Recensione
Utile per 2 utenti

Recensione

kael80 di kael80
2 stelle

Male male: Jonny Groove, il doppio demente di Giovanni Vernia (che, ironia del caso, è più simpatico del suo interprete) è un personagigo studiato a tavolino per scimmiottare un pubblico in cerca di facile regressione. E il film lo dimostra: scarsa perizia tecnica (neanche ai livelli dei film di Zalone, ma per favore...), intrepreti poco convinti e convincenti (anche perché pre recitare…

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