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Trama

Un ritratto dell'Italia vista attraverso gli occhi degli adolescenti, che raccontano i luoghi in cui vivono e si immaginano, combattuto tra le opportunità che li circondano, ciò che vogliono diventare, la paura di fallire e le prove che sperano di superare.

Curiosità

LA PAROLA AI REGISTI

"Ci siamo incontrati alla fine del 2019 perché volevamo fare un film insieme. Nelle nostre carriere, ci è stato chiesto di contribuire a progetti collettivi dirigendo un episodio di un film antologico. Dirigere un solo episodio può però essere frustrante se stai cercando un'esperienza collettiva e vuoi condividerla veramente con altri registi. Ecco perché, sin dall'inizio, abbiamo voluto realizzare un'opera veramente collettiva, un'opera in cui l'idea di collettività fosse al servizio di un intero progetto. Volevamo che la varietà nascesse non dal singolo episodio ma dalla regia multipla, una forma di cinema che era viva in passato ma che oggi è poco praticata.

Da tale desiderio nasce Futura, un lavoro condiviso che mira a dare una rappresentazione della gioventù italiana e a dipingere un tableau del nostro Paese attraverso i loro occhi e le loro voci. È un "film di sentimenti", che usa gli adolescenti come specchio per noi adulti. Futura non è un film d'osservazione e rientra solo in parte in quella vasta gamma che viene chiamato Cinema della Realtà. È un reportage nella sua forma più nobile. Mentre lo realizzavamo, ci mettevamo al servizio delle storie che raccontavamo, ci toglievamo il berretto da regista e indossavamo quello di testimoni. Eravamo solo realizzatori di un documento filmato pronto per essere conservato in una sorta di archivio della Storia contemporanea. Poi, quando abbiamo montato le immagini, abbiamo scavato nell'archivio e abbiamo riportato le immagini alla luce. A quel punto, eravamo abbastanza imparziali da creare una relazione tra il girato e il presente.

Quando abbiamo realizzato Futura, abbiamo scelto di usare una metodologia di reportage di base: ci siamo ispirati alla sapiente documentaristica di artisti del calibro di Nuto Revelli e ai libri di Stefano Laffi. Sin dall'inizio, la storia di questo film è stata indissolubilmente legata al suo lavoro e alla sua ricerca sulle culture giovanili.

Per definire il nostro metodo di lavoro abbiamo preso in considerazione i grandi reportage televisivi italiani degli anni Sessanta e Settanta, realizzati da registi come Soldati, Comencini e Rossellini. Quei reportage rappresentano ancora oggi una testimonianza fondamentale, uno strumento utile a leggere la nostra storia, passata e futura. Non avevamo tesi preliminari da seguire e presto il nostro atteggiamento giornalistico si è trasformato in curiosità per la vita degli altri, nel puro piacere di scoprire la collettività.

Abbiamo cominciato scrivendo insieme una serie di domande che volevamo fare ai ragazzi e alle ragazze dai quindici ai vent'anni. Abbiamo modificato e migliorato il questionario strada facendo poiché i ragazzi che abbiamo incontrato ci hanno spontaneamente suggerito gli argomenti a loro più vicini. Abbiamo selezionato un'ampia fascia di età che comprende un periodo della vita dominato dall'incertezza, un momento in cui le persone pensano a ciò che diventeranno e quindi al loro futuro. A quell'età, molti giovani sono già adulti mentre altri sono ancora bambini a seconda del loro background, delle loro radici, del loro ambiente e delle loro esperienze.

Abbiamo optato per un calendario di riprese leggero. Ciò ci ha permesso di andare incontro alle situazioni e di imbatterci nelle storie. Abbiamo rifiutato il lungo calendario di riprese tipico dei film di osservazione a favore di un ampio spettro di immagini pronte a diventare memoria. Per noi, il valore più grande di Futura risiede nella sua capacità di sfuggire alle dinamiche del consumo veloce e di resistere alla prova del tempo come testimone dell'epoca in cui è stato realizzato.

Come parlare di questi ragazzi e ragazze? Dando loro l'opportunità di parlare di se stessi e di esprimersi liberamente osservandoli mentre danno vita al proprio racconto.

In un certo senso, questo è un film "superficiale". Si muove sulla superficie della giovinezza. La narrazione è sempre collettiva, al contrario del più comune stile individualista, e si snoda attraverso una serie di episodi, storie e movimenti all'interno del film.

Per potenziare e rafforzare l'idea di collettività, abbiamo scelto di intervistare ragazzi e ragazze che si conoscevano (amici, comitive della stessa scuola o gruppi che condividono le stesse esperienze) in modo che fossero più propensi a discutere e dibattere spontaneamente degli argomenti chiesti. Ciò ha permesso a noi registi di fare un passo indietro e di concedere ai ragazzi la massima libertà nell'elaborare il proprio racconto".

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alan smithee di alan smithee
6 stelle

FESTIVAL DI CANNES 74 - QUINZAINE DES RÉALISATEURS Come già suggerisce il titolo, Futura è un documentario, che permette la collaborazione a sei mani da parte di tre tra i più promettenti e premiati giovani cineasti italiani di oggi, e che si interroga - anzi interroga i diretti interessati senza troppi preamboli - su cosa i giovani tra i 15 e i 20 anni si… leggi tutto

1 recensioni sufficienti

2021
2021

Recensione

alan smithee di alan smithee
6 stelle

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