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Trama

Amina vive da sola con Maria, l'unica figlia di quindici anni, in un villaggio del Ciad. Da musulmana praticante, è scioccata dallo scoprire che Maria è incinta. Si tratta di una gravidanza indesiderata e l'adolescente ha già deciso di voler abortire. Amina si trova così ad affrontare un grosso dilemma dal momento che nel suo paese l'aborto non è condannato solo dalla religione ma anche dalla legge.

Curiosità

LA PAROLA AL REGISTA

"Una madre, una figlia deve il suo titolo a lingui, una parola ciadiana che significa legame. Più generalmente, indica il legame che intercorre tra persone che vivono insieme. Il termine include quindi concetti come solidarietà, aiuto reciproco e sostegno affinché nessuno dei conviventi affondi. Uno esiste perché esiste l'altro: questo è il lingui, un legame sacro. Fondamentalmente, è una filosofia altruista. La parola riassume la resilienza delle società di fronte a cose piuttosto difficili. E, quando il lingui si rompe, è si preannuncia un conflitto che sta per nascere. Tale idea di solidarietà deriva dalla tradizione. Il lingui tende però a perdersi a causa della classe politica che tende a portarlo fuori strada: animata da interessi immediati ed egoistici, la politica devia la ricchezza a proprio vantaggio nonostante i suoi esponenti siano cresciuti seguendo i valori del lingui.

Si tratta del mio primo film che ha per protagoniste delle donne. Era da tempo che volevo realizzare un film sulla condizione femminile in Ciad. Nel mio paese, esistono molte donne single, vedove o divorziate che crescono i loro figli da sole. Spesso sono malviste dalla società ma riescono ugualmente a cavarsela. Conoscevo una donna che, rimasta da sola con i figli dopo la morte del marito, per guadagnarsi da vivere ha cominciato a raccogliere sacchetti di plastica, realizzando con essi corde da vendere. Volevo raccontare la vita di queste donne un po' emarginate che non si sentono vittime. Sono piccole eroine che incontriamo nella vita di tutti i giorni.

In Ciad c'era un progetto di codice familiare che prevedeva di aiutare le donne in materia di gravidanza e contraccezione, così come con la pianificazione familiare. Ma non è mai stato approvato o votato. L'aborto è ancora vietato. Ma alcuni medici lo praticano apertamente per aiutare le donne in difficoltà. In nome del lingui, ovviamente. Tutto ciò mi è servito da ispirazione per il soggetto del film.

Nella società ciadiana, il femminismo non esiste in quanto dottrina teorizzata ma esiste praticamente. vedo giovani donne ciadiane che hanno studiato a lungo e vogliono mettere su famiglia: non possono farlo perché si pensa che guadagnino troppo soldi, vengono viste come troppo indipendente o troppo emancipate. Queste donne si incontrano, si parlano, condividono le loro esperienze, si sostengono e si aiutano a vicenda. Sono spesso madri single. Sono a malapena tollerate e non hanno l'approvazione generale ma guadagnarsi da vivere da sole le salva. Sono consapevoli di quello che stanno passando e del loro essere emarginate, nonostante con il loro lavoro e il loro reddito contribuiscano al sistema sociale. Si tratta di una forma di femminismo che non pretende nulla apertamente ma che agisce: queste donne si organizzano in associazioni tontine. Contribuiscono regolarmente a finanziare questo o quel progetto o ad aiutare questa o quella persona che ha bisogno. Trovano così modi e mezzi per resistere all'indistruttibile patriarcato della società ciadiana.

Capisco che io stesso con questo film diventerò oggetto di critica perché sono un uomo che parla della condizione delle donne. Da sempre però sono sensibile a certe tematiche. Sono stato cresciuto da una nonna fantastica, una donna potente che ha avuto molto peso nella mia formazione. Quando mio nonno ha sposato una seconda moglie, lei non ha esitato a prendere un cavallo e a scappare via con suo figlio, mio padre. Mio nonno l'ha raggiunta e la ha portato via il figlio. Mia nonna non si è più risposata e non ha avuto altri figli. Sospetto, tuttavia, che abbia avuto una sua vita amorosa, sebbene non sia più rimasta incinta. Mi piace credere che abbia inventato lei la contraccezione in Ciad. Con Lingui volevo rendere omaggio a tutte le donne libere e combattive come lei".

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Achouackh Abakar Souleymane, Rihane Khalil Alio
Foto
Uscito nelle sale italiane il 1 gennaio 1970
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