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Trama

Sam Ali, un giovane siriano tanto sensibile quanto impulsivo, per cercare di scampare alla guerra è scappato in Libano. Clandestino, non può ottenere un visto per recarsi in Europa, dove vive l'amata Abeer. Sopravvivendo servendo cocktail nelle gallerie d'arte di Beirut, conosce Jeffrey Godefroi, noto artista contemporaneo americano con cui sigla un accordo. Accetta così di tatuarsi sulla schiena un visto Schengen come opera d'arte, inconsapevole di quanto ciò minerà per sempre la sua libertà.

Curiosità

LA PAROLA ALLA REGISTA

"L'idea per L'uomo che vendette la sua pelle ha cominciato a farsi strada nella mia testa nel 2012. Ero al Louvre, a Parigi, che all'epoca dedicava una retrospettiva all'artista belga Wim Delvoye. In quell'occasione, ho visto - negli appartamenti di Napoleone III - l'opera vivente Tim 2006-2008: Tim Steiner, seduto su una poltrona con la maglietta alzata, mostrava i tatuaggi realizzati sulla sua schiena dall'artista.

Da quel momento, quell'immagine tanto singolare quanto trasgressiva non mi ha più abbandonata. A poco a poco altri elementi provenienti dalla mia esperienza personale, dall'attualità e dagli incontri imprevisti, hanno provveduto ad aggiungere qualcosa alla scena e ad arricchirla. Una volta uniti, gli elementi si sono trasformati in una storia che sono stata quasi costretta a scrivere. Un giorno, nel 2014, nel rivedere l'ennesima sceneggiatura del mio precedente film, mi sono ritrovata a scrivere senza fermarmi per cinque giorni il soggetto di L'uomo che vendette la sua pelle. Solo dopo l'uscita in sala di La Bella e le Bestie nel 2017, ho ripreso la bozza e ho iniziato a rielaborarla fino ad avere una versione solida di quello che sarebbe diventato il film.

L'uomo che vendette la sua pelle è un incontro tra due mondi che mi affascinano: quello dell'arte contemporanea e quello dei rifugiati, due universi sigillati e governati da codici completamente differenti. Da un lato abbiamo un mondo elitario e consolidato in cui la parola chiave è "libertà", mentre dall'altro lato abbiamo un mondo di sopravvivenza influenzato dall'attualità, in cui la mancanza di scelta è la preoccupazione quotidiana dei rifugiati. Il contrasto tra questi due mondi porta a una riflessione sulla libertà. Quando il rifugiato Sam incontra l'artista Jeffrey, gli dice: "Sei nato dalla parte giusta del mondo".

Il problema è che oggi viviamo in un contesto in cui le persone non sono uguali. Nonostante tutti i bei discorsi sull'uguaglianza e sui diritti umani, la storia e la geopolitica sempre più complesse fanno sì che ci siano inevitabilmente due tipi di persone: i privilegiati e i dannati. Il film mette in scena un patto faustiano tra le due parti. Sam Ali accetta di vendere le spalle al diavolo perché non ha scelta e, così facendo, entra nella sfera elitaria e ipercodificata dell'arte contemporanea attraverso un'improbabile porta d'accesso. Il suo sguardo apparentemente ingenuo e incolto ci presenta questo mondo da una prospettiva diversa da quella che ci viene mostrata solitamente. Per uno orgoglioso e onesto come Sam, diventare un oggetto può portare alla pazzia. Di fronte a un destino eccezionale, in preda a uno straziante conflitto interno, Sam Ali cercherà di riconquistare la sua dignità e la sua libertà".

Commenti (2) vedi tutti

  • Chi si ricorda the square di Ostlund? Ecco loro, gli stessi, ameranno questo film. Geniale racconto dell'evoluzione di un'opera d'arte e dell'essere umano ad essa connesso. Il film tocca delle corde interessanti soprattutto per chi ama e aborre l'arte al tempo stesso con i suoi meccanismi snob e a volte inutili o proprio stupefacenti per la loro i

    leggi la recensione completa di gaiart
  • La mercificazione del corpo e dell’animo dell’uomo come definitiva oppressione della sua libertà. ~ Venezia 2020: Sezione Orizzonti

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La recensione più votata è negativa

alan smithee di alan smithee
3 stelle

VENEZIA 77 - ORIZZONTI Un giovane siriano dal fisico atletico e dal carattere piuttosto espansivo e poco propenso alle imposizioni, fugge dalla guerra che sconvolge il suo territorio natio e, come prezzo per raggiungere il tanto sospirato Occidente, accetta la controversa e azzardata proposta di un artista d'arte contemporanea, di diventare un "tableau vivant", facendosi tatuare nella schiena… leggi tutto

1 recensioni negative

Recensioni

La recensione più votata delle positive

Leman di Leman
8 stelle

La prima delle mie tre giornate al Festival del Cinema di Venezia non poteva iniziare meglio. La regista tunisina Kaouther Ben Hania si era già fatta notare a Cannes nel 2017 con il film La Belle et la Meute. A tutt'oggi è uno dei pochi film arabi usciti negli ultimi anni ad avere avuto una distribuzione italiana. In quel film l'autrice esplorava la tematica della violenza… leggi tutto

3 recensioni positive

2021
2021
Uscito nelle sale italiane il 4 ottobre 2021

Recensione

gaiart di gaiart
9 stelle

Chi si ricorda the square di Ostlund? Ecco loro, gli stessi, ameranno questo film. Geniale racconto dell'evoluzione di un'opera d'arte e dell'essere umano ad essa connesso. Il film tocca delle corde interessanti soprattutto per chi ama e aborre l'arte al tempo stesso con i suoi meccanismi snob e a volte inutili o proprio stupefacenti per la loro inutilità.  Qui si parla si cose…

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Recensione

leporello di leporello
8 stelle

Mi è sembrato un film molto intelligente, parzialmente raffinato, sicuramente originale (una storia analoga a quella raccontata, spiegano i titoli di coda, è accaduta davvero), ma soprattutto costruito sulla figura di un protagonista che (personaggio ed interprete) è di una solidità che va oltre qualunque messaggio politico, artistico, sociale. Sam/Yahya Mahayni,…

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