I miserabili

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Regia di Ladj Ly

Con Damien Bonnard, Alexis Manenti, Djebril Zonga, Issa Perica, Al-Hassan Ly, Steve Tientcheu, Almamy Kanoute, Jeanne Balibar Vedi cast completo

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  • canale 302
  • Ore 06:15
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Trama

Stéphane è da poco entrato nella squadra anticrimine di Montfermeil, alla periferia di Parigi. Insieme ai nuovi colleghi Chris e Gwada, entrambi più esperti di lui, scopre rapidamente che esistono varie tensioni tra le gang del quartiere. Alle prese con un arresto non facile, un drone cattura ogni loro mossa e azione.

Approfondimento

I MISERABILI: LE RIVOLTE DI PARIGI DEL 2005

Diretto da Ladj Ly e sceneggiato dallo stesso con Giordano Gederlini e Alexis Manenti, I miserabili ruota intorno a Stéphane, un poliziotto che è appena arrivato da Cherbourg per far parte della squadra anticrimine di Montfermeil, sobborgo di Parigi. Nella stessa squadra operano acne di agenti Chris e Gwada, due uomini dai metodi occasionali del tutto "particolari". Ben presto, Stéphane scopre come esistano diverse tensioni nel quartiere tra le diverse bande. Nel tentativo di riportare la situazione all'ordine, i metodi usati durante un interrogatorio vengono filmati da un drone, che segue ogni loro movimento.

Con la direzione della fotografia di Julien Poupard, le scenografie di Karim Lagati, i costumi di Marine Galliano e le musiche del collettivo Pink Noise, I miserabili trae ispirazione dalle rivolte parigine del 2005 scoppiate a Montfermeil, negli stessi luoghi in cui Victor Hugo ha ambientato nel 1862 il suo capolavoro, I miserabili. Più di 150 anni dopo, i giovani di oggi (armati di rabbia contro istituzioni che abusano dei loro poteri) si manifestano come dei moderni Gavroche. Membro del collettivo Kourtrajmé dal 1996, Ladj Ly ha una profonda conoscenza dell'ambiente in cui ha ambientato il film per averlo già preso in esame nel documentario 365 jours à Clichy-Montfermeil (indagando a fondo sui motivi delle rivolte) e nella docufiction Go Fast Connection (con cui ha messo in discussione il mondo in cui i mass media hanno dipinto il sobborgo). Ha raccontato il regista, in occasione della partecipazione in concorso al Festival di Cannes 2019: "In I miserabili, mio primo lungometraggio di finzione, racconto un po' della mia vita, delle mie esperienze e di quelle dei miei parenti. Tutto ciò di cui parla si basa su cose realmente vissute: il giubilo per la Coppa del Mondo, l'arrivo di un nuovo poliziotto nel quartiere, la storia del drone... Per cinque anni, con la mia videocamera, ho filmato tutto quello che accadeva intorno a me a Montfermeil e, soprattutto, i poliziotti in azione. Quando li vedevo muoversi, cominciavo a filmarli e ho continuato a farlo fino al giorno in cui ho catturato una loro bravata. Non per questo però ho voluto generalizzare il mio racconto. Non esistono bravi ragazzi e poliziotti cattivi ma esistono un'infinità di sfumature, che ho provato a ritrarre senza pregiudizio alcuno. Il mondo in cui viviamo è tanto complesso da non poter esprimere giudizi netti e definitivi".

"Un quartiere povero - ha continuato il regista - è un luogo in cui ognuno, dai poveri ai criminali, cerca di cavarsela arrangiandosi quotidianamente. I miserabili ha sullo sfondo disoccupazione e povertà, due aspetti che sono alla radice di ogni problema. Quando si hanno i soldi,, è più facile convivere con tutti. Quando si è nella miseria, invece, tutto è più complicato: si passa attraverso compromessi, accordi, piccoli traffici... si deve sopravvivere. E in modalità sopravvivenza vi sono anche i poliziotti. Racconto anche la loro miseria, il loro lavoro e il loro background di provenienza (molti non hanno nemmeno studiato). I poliziotti, con i loro controlli sulle identità, in un quartiere conoscono chiunque, sanno a memoria le abitudini di tutti e potrebbero parlare a occhi chiusi di ogni cosa. Eppure, capita ogni tanto che in cerca di un brivido, distrazione o, semplicemente azione, escano dal selciato. La colpa, dunque, non è né dei poveri né dei poliziotti: è semmai della classe politica che per decenni ha lasciato i quartieri meno fortunati a marcire".

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Il cast

A dirigere I miserabili è Ladj Ly, regista e sceneggiatore francese. Nato nel 1980 a Monfermeil, Ly ha iniziato la carriera di cineasta entrando a far parte appena adolescente nel collettivo Kourtraimé, fondato nel 1995 dagli amici di infanzia Kim Chapiron e Romain Gavras. Ha mosso i primi passi come attore e… Vedi tutto

Commenti (9) vedi tutti

  • La vita nelle periferie è lontana anni luce dall' immagine che offrono quasi tutti i media. C’è un baratro tra la realtà e l’immagine mediatica. Come potrebbero i politici risolvere i nostri problemi quando non ci conoscono, non sanno come viviamo né quali sono i nostri codici? (Ladj Ly)

    leggi la recensione completa di Kurtisonic
  • Tutta la parte finale chiarisce molte cose : i ragazzi non si ribellano solo contro i poliziotti che abusano del potere che hanno, ma anche contro i capi quartiere che con la polizia ha trovato taciti compromessi. Insomma, un film che vorrebbe legarsi a "L'odio" di Kassoviz senza saperne però trasmettere la stessa carica visiva ed emozionale.

    commento di Peppe Comune
  • Difficile trovare un difetto in questo poliziesco drammatico. Scrittura, regia ed interpretazioni sono ai massimi livelli sia per efficacia che per realismo. Si vede che chi l'ha scritto (il regista stesso) conosce a fondo la realtà della quale parla. Che poi sia un'opera prima lascia ancor più stupefatti. Imperdibile.

    commento di bombo1
  • Ricordate, amici miei, non ci sono né cattive erbe, né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori Victor HUGO, Les Miserables

    leggi la recensione completa di gaiart
  • Che dire? Tipico (pessimo) film francese, pesante e volgare. Giustamente premiato all'insulso festival di Cannes Voto 1

    commento di lusal43
  • visto ieri a pagamento su miocinema.it (per sostenere la mia sala preferita), lascia senza fiato, duro alla gomorra (ma quata volta c'è anche la "versione" dei poliziotti di quartiere) e non perdona quando ci si sta interrogando sul senso di quella che sembra in fondo una fine convezionale, che però proprio non è

    commento di carloz5
  • Tra citazioni di Victor HUGO e reminiscenze di KASSOWITZ e Spike LEE il regista Ladj LU firma un interessante e incisivo apologo sul cuore pulsante delle banlieu.Un film vitale e di questi tempi molto necessario.

    leggi la recensione completa di GIMON 82
  • Tra Polisse e Training Day uno sguardo bieco sulle banlieue parigine dove, più che lo spaccato sociale di una rivoluzione tradita, riecheggia la profetica modernità del discorso celiniano. La servetta bretone ha fatto figli...

    commento di maurizio73
  • basterebbe solo la spiazzante prima sequenza, dove migliaia di francesi, un melting pot di adulti e giovanissimi di ogni razza e credo, festeggiano gioiosamente per le strade la vittoria ai mondiali di calcio, ma con a contrasto una colonna sonora che minaccia l'apocalisse. Ly gira una potente opera prima con sapienza e incisività.

    commento di giovenosta
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

Kurtisonic di Kurtisonic
7 stelle

Chiunque abbia visto I Miserabili non può che inevitabilmente collegarlo al suo antesignano degli anni novanta, il capolavoro di Mathieu Kassovitz, L’Odio (1995). Non è solo coincidente l’ambientazione scenica e sociale delle periferie urbane francesi, in due film che potremmo definire un parto unico ma anche  ricorrente nel cinema, diciamo dei.. gemelli diversi. A… leggi tutto

9 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

EightAndHalf di EightAndHalf
5 stelle

Ladj Ly, regista francese originario del Mali, esordisce al lungometraggio in concorso al 72esimo Festival di Cannes con un thriller drammatico che si ambienta nella periferia di Parigi, tra edifici decadenti e esseri umani altrettanto decadenti. Con una disillusione e un tocco che cercano di distinguersi e di darsi un tono con delle carrellate fluide e costantemente in movimento - alternate… leggi tutto

1 recensioni sufficienti

2020
2020

Recensione

Kurtisonic di Kurtisonic
7 stelle

Chiunque abbia visto I Miserabili non può che inevitabilmente collegarlo al suo antesignano degli anni novanta, il capolavoro di Mathieu Kassovitz, L’Odio (1995). Non è solo coincidente l’ambientazione scenica e sociale delle periferie urbane francesi, in due film che potremmo definire un parto unico ma anche  ricorrente nel cinema, diciamo dei.. gemelli diversi. A…

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robertoleoni di robertoleoni
8 stelle

Les Misérables di Ladj Ly è un pugno nello stomaco ferocissimo perché i bambini non sono i bambini che abbiamo visto in film pseudo televisivi quali La paranza dei bambini o L’immortale e non sono neanche i bambini tanto cari alla critica di Favolacce, perché sono bambini veri, spietati e crudeli, sono gli eredi di Antoine, il piccolo protagonista de I 400 colpi…

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gaiart di gaiart
8 stelle

Ricordate, amici miei, non ci sono né cattive erbe, né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori                               Victor HUGO, Les Miserables “Tu sei uno che ha sempre pensieri oscuri”. Con questa…

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Uscito nelle sale italiane il 15 giugno 2020

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GIMON 82 di GIMON 82
8 stelle

Non vi sono nè vincitori nè vinti in questo bellissimo apologo sulle banlieu francesi,ispirato a fatti realmente accaduti nel 2005 a Parigi,dove lo sguardo del regista di origine africana Ladj Lu entra con consapevolezza e grande conoscenza del territorio con le sue problematiche. Il favoloso incipit iniziale mostra però dei dettami di uguaglianza e fratellanza sociale,con…

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Mulligan71 di Mulligan71
8 stelle

La parole di Victor Hugo da "I Miserabili", sigillano, la dissolvenza finale, angosciante e sospesa, di questo film: "Non esistono erbe cattive, così come uomini cattivi. Esistono solo cattivi coltivatori". E come si dissolve l'immagine finale, così si dissolvono le nostre anime, davanti a un film come questo, davanti a un esordio così forte e potente, di un regista…

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Andreotti_Ciro di Andreotti_Ciro
8 stelle

L’agente Stéphane Ruiz, appena arrivato nella Brigata anti-criminalità di Montfermeil, viene affiancato a Chris e Gwada, agenti esperti che pattugliano da molti anni le strade del quartiere. Da subito Ruiz s’accorge che le tensioni fra le varie minoranze e la polizia potrebbero facilmente sfociare in violenza. A oltre vent’anni da L’odio il cinema…

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barabbovich di barabbovich
8 stelle

Non c'è alcun Jean Valjean, così come il riferimento al notissimo romanzo omonimo di Victor Hugo si cela soltanto dietro un paio di dettagli. C'è invece Montefermeil, periferia parigina, stesso spazio geografico dove il grande scrittore francese ambientò il suo capolavoro, trasformato oggi in banlieu, una polveriera costantemente sull'orlo dell'esplosione, nella quale…

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Zagarosh di Zagarosh
7 stelle

È maggio 1989 quando arriva nelle sale cinematografiche americane il film Fa’ la cosa giusta di Spike Lee. Un anno dopo W. J. T. Mitchell pubblica un celebre saggio dal titolo “The Violence of Public Art”. Ma se il film di Lee diviene di pubblico dominio (non solo inteso come film distribuito in sala e quindi visibile dal pubblico, ma come film il cui contenuto si rivela…

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Le grandi manovre

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Se siete spettatori attenti e informati forse le notizie vi saranno arrivate già, o forse vi arriveranno nei prossimi giorni. Se no, tranquilli:… segue

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