Trama

Negli anni Settanta, la città di Amburgo è tenuta sotto scatto da Fritz Honka, un serial killer che ha ucciso quattro donne. Tutte le vittime incontrano il maniaco nel pub The Golden Glove nel quartiere di St. Pauli.

Approfondimento

IL MOSTRO DI ST. PAULI: UN SERIAL KILLER REALMENTE ESISTITO

Diretto e sceneggiato da Fatih Akin, Il mostro di St. Pauli è ambientato nella Amburgo degli Anni Settanta nel quartiere di St. Pauli, dove vive Fritz "Fiete" Honka. A prima vista, Fiete è il classico perdente ma, di notte, si immerge per le strade del quartiere alla ricerca di donne sole. Nessuno sospetta che dietro la sua innocua apparenza si nasconda in realtà un mostro.

Con la direzione della fotografia di Rainer Klausman, le scenografie di Tamo Kunz, i costumi di Katrin Aschendorf e le musiche di FM Einheit, Il mostro di St. Pauli è un film horror basato su una storia vera raccontata dall'omonimo romanzo di Heinz Stuck, quella di un serial killer responsabile della morte di numerose donne e del bar che frequentava regolarmente per bere, ascoltare musica e lottare contro il dolore e la sofferenza. A raccontare la genesi del progetto è lo stesso regista, in occasione della partecipazione del film in concorso al Festival di Berlino 2019: "Honka ha commesso il suo primo omicidio ancora prima che io nascessi ma ha vissuto nella mia stessa città e si è mosso nelle mie stesse strade. Ciò ha reso il mio approccio alla vicenda molto più personale. Per quanto mi riguarda, Honka non è un serial killer come l'Hannibal Lecter di Il silenzio degli innocenti. Lecter è un personaggio nato dalla finzione che opera per le vie degli Stati Uniti: Honka invece è stato qualcuno che è realmente vissuto nel mio quartiere, dove ha lasciato un segno indelebile. Ricordo che quando frequentavo le scuole elementari mi si diceva di stare sempre attento altrimenti Honka mi avrebbe preso! Ha rappresentato lo spauracchio della mia infanzia e per tale ragione ho puntato tutta sulla verosimiglianza quando ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di Il mostro di St. Pauli".

"Il mostro di St. Pauli mostra un'epoca di sicuro lontana, gli anni Settanta, e per tale ragione appare un po' insolito come film horror", ha continuato Akin. "Ma sia chiaro che non è un dramma sociale. La stessa definizione di dramma sociale ha un che di pregiudizievole e didattico. Per me, un film è sempre qualcosa di molto più filosofico. L'approccio a cui ricorro è quello del "futuro è adesso", come direbbe il filosofo indiano Jiddu Krishnamurti. Quello che siamo oggi modella il futuro e, di conseguenza, noi siamo il futuro. Ma siamo anche il risultato del nostro passato. Quindi, a mio parere, passato, presente e futuro sono in realtà la stessa cosa. Il mostro di St. Pauli è il ritratto di una persona mentalmente malata i cui omicidi non possono essere etichettati come conseguenza delle circostanze sociale. Storie simili si verificano ancora oggi e si verificheranno sicuramente anche domani. Perché le vittime che ha ucciso non avevano parenti: come mai nessuno se l'è chiesto? Ancora oggi le persone muoiono in appartamenti o case popolari in cui vivono da sole e rimangono lì per intere settimane senza che nessuno se ne accorga".

"La maggior fonte di ispirazione per Il mostro di St. Pauli - ha concluso poi il regista - è stata il romanzo di Heinz Strunk, dove nonostante sia uno psicopatico, un alcolizzato e un assassino, non si voltano mai le spalle a Honka. La grande maestria di Strunk è consistita nell'aver reso il personaggio empatico generando pietà nel lettore. Il mio film non mostra da dove venga, le umiliazioni che ha vissuto e le violenze a cui è stato sottoposto da bambino. Non volevo spiegare a tutti i costi le cause dietro al suo comportamento atroce. Ho cercato semmai di evidenziare quelle tracce di umanità che anche il romanzo riconosce nell'assassino".

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Il cast

A dirigere Il mostro di St. Pauli è Fatih Akin, regista, sceneggiatore e attore tedesco. Nato ad Amburgo nel 1973 da genitori turchi, ha studiato Arti Visive e Comunicazione prima di di cominciare a dedicarsi alla regia di alcuni cortometraggi. Con un primo lungometraggio realizzato nel 1998, ha agguantato il primo… Vedi tutto

Commenti (1) vedi tutti

  • E' un film sgradevole, barocco e ridondante che che ricostruisce le imprese del serial killer Fritz Hanka che ad Amburgo fra il 1970 e il 1975 uccise almeno quattro prostitute che frequentavano del più squallido locale a luci rosse della città, il Golden Glove

    commento di spopola
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alan smithee di alan smithee
5 stelle

CINEMA OLTRECONFINE Amburgo anni '70. Un balordo alcolizzato di nome Fritz Honka si reca con assiduità in uno squallido locale conosciuto appunto come The Golden Glove, frequentato da anziane prostitute, che l'uomo, nonostante la grettezza dei modi e lo scarso appeal che lo caratterizza, rimorchia presso il suo altrettanto squallido appartamento. Il suo modo di fare sesso,… leggi tutto

1 recensioni sufficienti

2019
2019
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alan smithee di alan smithee
5 stelle

CINEMA OLTRECONFINE Amburgo anni '70. Un balordo alcolizzato di nome Fritz Honka si reca con assiduità in uno squallido locale conosciuto appunto come The Golden Glove, frequentato da anziane prostitute, che l'uomo, nonostante la grettezza dei modi e lo scarso appeal che lo caratterizza, rimorchia presso il suo altrettanto squallido appartamento. Il suo modo di fare sesso,…

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