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L'estate all'improvviso

Regia di Christopher Menaul vedi scheda film

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La recensione su L'estate all'improvviso

di supadany
3 stelle

Qualcuno ha scritto che L’estate all’improvviso è un must per i fan di Downton Abbey. Trattasi di un invito fuorviante, perché se i due titoli presentano dei vasi comunicanti, la sostanza li vede quanto mai distanti.

Infatti, il film diretto da Christopher Menaul non riesce a compattarsi, crea parecchia enfasi ma fatica tremendamente a tenerla insieme, rendendola scarsamente plausibile, più artefatta che genuina.

Inizi del XX secolo, sulle coste della Cornovaglia. La giovane Florence Carter Wood (Emily Browning) è arrivata da Londra per studiare, assaporando di conseguenza la vita degli artisti presenti in loco.

Proprio così conosce Aj Munnings (Dominic Cooper) e Gilbert Evans (Dan Stevens), i quali s’innamorano di lei.

Nasce un triangolo sentimentale che non preannuncia niente di buono.

 

Dan Stevens, Emily Browning, Dominic Cooper

L'estate all'improvviso (2012): Dan Stevens, Emily Browning, Dominic Cooper

 

Pur possedendo, anche senza andare troppo lontano da un’ideale sviscerato in ogni dove, il fascino dei dissidi dell’amore, L’estate all’improvviso appare fin troppo compiaciuto, vacillando a partire proprio dalle fondamenta che scricchiolano alla prima occasione.

La sceneggiatura pare più impegnata a creare scalpore che a conseguire un’identità sicura, producendo buchi – talora anche assurdi - di credibilità, disseminandoli incautamente al fine di generare lacerante pathos.

Quest’ultimo arriva ma, di conseguenza, è di grana grossa, di formulazione troppo addomesticata per lo spettatore più scafato, producendo un melodramma mal condito, che stenta proprio già solo nell’inserimento e nella sostenibilità delle varie spinte propulsive.

In questo modo, la risultante assume connotati dal significato relativamente anodino, sembra quasi tutto prostrato per animare più del dovuto gli interpreti, che rispondono a fasi alterne: Emily Browning ci prova sempre e comunque, con quasi troppa scaltrezza (come fece in Sucker punch, comunque ci sa fare), mentre Dominic Cooper è grossolano come spesso gli capita (accentua senza brillare, come già fatto in mille altri film, vedi Need for speed e Dracula untold) e Dan Stevens non va poi molto oltre, pur mettendoci tutte le sue forze.

D’altro canto, quando a monte gli input non avanzano coesi nella stessa direzione, anche disporre del massimo impegno può non produrre i risultati attesi, risultando talvolta addirittura controproducente.

A conti fatti, L’estate all’improvviso assume le forme di un titolo, come minimo, evitabile, uno - tra i tanti - di cui non sentire la mancanza, nonostante lo sfondo brulicante di vita artistica, la fotografia per nulla malvagia dell’esperto Andrew Dunn (ma la magnifica location aiuta) e l’impegno del cast che le prova tutte, talvolta esagerando.

Tranquillamente accantonabile, qualora non del tutto inutile, sempre se la necessità principale non converga totalmente sul versare lacrime (in tal caso, può raggiungere l'obiettivo minimo).   

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