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Womb

Regia di Benedek Fliegauf vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Womb

di mck
7 stelle

In quest'Era della Protesi tra sperimentazione e transizione il Mito si rigenera grazie alla Tecnica (genetica) e il Destino sembra cedere il passo al Libero Arbitrio salvo poi ripresentare il conto alla fine: in felpato attrito tra la responsabilità individuale e la tragicità del conoscere/sapere/comprendere/prevedere/plasmare Fliegauf dice che...

* * * ¼ (½)

 

 

"Womb", ovvero : Madreterna!

 


Attenzione : presenti spoiler sin dall'inizio ( benché, purtuttavia non per decisione primaria ma derivata dalla modalità di racconto scelta, financo giunti al termine della lettura, vi assicuro che sono ben mascherati e trasfigurati anzichenò ). 

 

[ (l'Alba de) l'Era della Protesi (versione beta test) ]


.I.  Futuro per Principianti. 

 


In questa [ grande, ma la prossima (s)ventura(ta) sarà ancora meglio ] Era (di transizione, di sperimentazione) della(-e) protesi [ e di ritorno - futuro prossimo anteriore - ai videogiochi minimalisti, e per contrap-passo/peso alla robotica bionica e biogenetica degli animali da compagnia ( tra il Tamagotchi, il presente, Jurassic Park e i(l) Teddy Bear by A.I., andando a posizionarsi esattamente nel mezzo tra questi 4 ''punti'' o fattori spazio-temporali, che non è detto si trovino tutti quanti s'una sola ( la nostra ) Linea S-T... ) oltre che di false previsioni d'estinzione per i cari, vecchi Limulus polyphemus, testardi e cocciuti artropodi chelicerati dall'ossidantesi all'aria ( se versato ) sangue blu emocianinico, autentici fossili viventi che probabilmente erediteranno la ''nostra'' terra e prolifereranno sulle nostra ossa polverizzate e reimpastate a formare i fondali bentonici oceanici, altro ch'estinti ], il Mito si rigenera grazie alla Tecnica (Genetica) - e alla politica legislativa che per non soccombere al futuro s'adegua e regola lo stato di fatto delle cose così come già stanno - e il destino sembra cedere il passo al libero arbitrio ( nessun ostacolo biologico alla loro relazione, nessuna malattia e mutazione ereditaria recessiva, e, per contro, niente GSA, tutto l'opposto, invece : l'atto sessuale avviene nella piena consapevolezza d'entrambi : forzando un po' la mano, lo si potrebbe definire, rovesciandone le intenzioni coll-i/u-se nella contingenza, una parvenza di stupro ), salvo poi ripresentare il conto, alla (nostra) fine : in felpato attrito tra la responsabilità individuale e la tragicità del conoscere/sapere [ Edipo e compagn(i)a; e su altre sponde Orfeo ed Euridice ] e comprendere/prevedere/plasmare.  

 


.II.  " Continuo a Morire ! ".

 


Parte male, Benedek Fliegauf, mettendo in bocca alla sua eroina [ voce narrante diegetica - di un narratore (più che) affidabile - in prima persona, pensieri traslati in onde sonore, diario a guisa di messaggio in una bottiglia, lettera aperta/chiusa della madre surrogata all'amante clonato partorito per cesareo ] queste parole, declamate intimamente sino alle nostre orecchie : “E' finita. Io parlerò sempre con te, non importerà se non dirai niente. Anche se te ne sei andato non vuol dire che tu non sia più qui. Forse avevo solo bisogno di questo dono, quello che mi hai dato alla fine”.
Sembra la pubblicità di un'assicurazione ( quando in realtà altro non è che il colpo di scena finale messo a prologo, la sublimazione concreta della precedente peripeteia che l'imponderabile fato ha instillato nella trama muovendone e falciandone i protagonisti, i quali dal canto loro hanno la (s)fortuna di vivere in un futuro prossimo ''occidentale'' che ha legislato sulle ultime scoperte ed applicazioni scientifiche già operative de facto nella società civile : sub lege libertas...) : un'assicurazione sulla vita ( e sulla prosecuzione della specie ). 
Parte male - quel che in realtà è uno ''spiegone'' in flash-forward ( o è la pellicola ad essere la sua analessi ) chiarirà solo alla fine la sua natura -, ma nonostante ciò ben si riprende subito : perché lascia i giusti spazio e tempo, e nel corretto modo ( pur accomodandosi un po' troppo cullandos'in braccio a queste placide correnti d'atmosfera caratteristica ''senza'' carattere ), al paesaggio e alla luce ( fotografia di Péter Szatmári, che ''trasforma'' le teutoniche rive del Mare del Nord nella costa orientale atlantica degli U.S.A. ), al mare e al suono -{ colonna sonora ambiental-minimalista di Max Richter [ collaboratore con la sacra triade Arvo Pärt - Philip Glass - Brian Eno, sodale di Ari Folman ( "Valzer con Bashir" e "the Congress" ), e autore delle musiche di “the Leftovers” ] alla quale ha collaborato lo stesso Fliegauf nelle vesti di compositore addizionale (tastiere) e sound designer }-, alle ellissi di montaggio ( Xavier Box ), alla recitazione -[ bellissima prova di Eva Green, e pure il (di lì a poco futuro) buon dottore n. 11, Matt Smith, tiene il passo, mentre il resto del cast non è da meno : Hannah Murray ( Skins, Dark Shadows, Game of Thrones ), Natalia Tena ( Royal Shakespeare Company, GoT ), Lesley Manville e Peter Wight ( i genitori-nonni-suoceri, che riescono a sganciarsi dal ruolo di sparring partner incassanti i contraccolpi delle elaborazioni delle agnizioni che Filegauf riserva loro : “Noi due siamo atei. Anche Thomas era ateo come noi. Ma non possiamo rovistare nelle tombe dei nostri cari e clonarli. Non siamo animali da allevamento.” ), e i due giovani attori che interpretano i protagonisti da ragazzini ]-, e, come già detto poc'anzi, alla gestione delle svolte improvvise a sorpresa cui il regista ci mette di fronte presentandole a degli interlocutori diegetici e concreti, non incartandosi così nel pericolo di mettere in scena delle elucubrazioni solipsistiche, sebbene presenti.

 


Emancipazione ( ''But'' What ?!?! ” ).

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Addenda ( parziale ) : Cloni, (foto)copie, doppi(oni), sostitu(i)ti. 

 


2001 : A.I. - Artificial Intelligence : Steven Spielberg ( Brian Aldiss, Ian Watson, Stanley Kubrick ).
2004 : Primer : Shane Carruth.
2004 : Birth : Jonathan Glazer.
2005-2010 : Never Let Me Go : Kazuo Ishiguro (Quel Che Resta del Giorno, Quando Eravamo Orfani, il Gigante Sepolto) – Alex Garland (Ex Machina) – Mark Romanek (One Hour Photo).
2005 : the Island : Michael Bay : la deriva pre-postuma e fracassona di “Never Let Me Go”.
2009 : Moon : Duncan Jones.
2010 : Incendies : Denis Villeneuve.
2011 : Alpeis : Yorgos Lanthimos.
2013 : the Congress : Ari Folman ( Stanislaw Lem ).
2014 : I Origins : Mike Cahill ( irritante come solo il cinema di Juan Solanas e Drake Doremus, imperterriti ed indefessi trincator tracannatori di latte umano ).
2015 : Chappie : Neill Blomkamp.

2015 : Anomalisa : Charlie Kaufman & Duke Johnson.
2015 : Evolution : Lucil Hadzihalilovic. 

 

[ ↑↑↑ ragazzino bimbogigi fortunello n. uno ↑↑↑  --- ↓↓↓ ragazzino bimbogigi fortunello n. due ↓↓↓ ]


Pseudopodi protesici a far da ponte con la categoria ''clone'' :
- l'immortalità scientifica : il trasferimento della mente ( un'infinità di racconti e romanzi di hard sf e, solo in parte, “la Possibilità di un'Isola”, di Michel Houellebecq, nel quale l'immortalità è solo un surrogato, una spenta imago, una parvenza molliccia : i cloni infatti per ''imitare'' e simulare l'immortalità devono imparare ad essere i loro avi predecessori leggendo, analizzando, commentando e provando e riprovando le memorie dei loro antenati, ma ovviamente non v'è alcun passaggio fluido da una coscienza alla successiva, le quali rimangono autonome una dall'altra e ben compartimentate : l'immortalità invece prevede un trasferimento sequenziale senza interruzione di coscienza da un supporto biologico ad uno elettronico, per esempio )
- l'immortalità mistica : la reincarnazione ( ri-cito “Birth” anche se nulla c'entra, né con la reincarnazione né con “Womb”, materialmente, risolvendosi pragmaticamente e coerentemente : però le reazioni, gli effetti e le conseguenze sono indagate a fondo ).

 

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