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Gli amori di Anaïs

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Regia di Charline Bourgeois-Tacquet

Con Valeria Bruni Tedeschi, Anaïs Demoustier, Denis Podalydès, Bruno Todeschini, Anne Canovas, Grégoire Oestermann, Christophe Montenez... Vedi cast completo

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Trama

Anaïs ha trent'anni ed è senza un soldo. Ha un amante che non è più sicura di amare quando incontra Daniel, a cui da subito piace. Daniel però vive con Émilie, che piace anche ad Anaïs. Questa è la storia di una giovane donna irrequieta ed è anche la storia di un grande desiderio.

Curiosità

INTERVISTA ALLA REGISTA

Come definirebbe la personalità della sua Anaïs?

È una giovane donna che segue i suoi improvvisi impulsi e istinti, non importa quanto avventatamente. Vive nel presente senza porsi troppe domande, senza proiettarsi nel futuro. Si potrebbe pensare che sia egoista ma per me è semplicemente una giovane donna che, profondamente consapevole della fragilità della vita, ha deciso di cogliere ogni possibile occasione e opportunità di essere felice. Amo la sua vitalità, il suo coraggio e la sua audacia. Ciò che la caratterizza è la sua capacità di seguire i propri desideri. È anche una ragazza irrequieta, sempre in continuo movimento. Il suo ragazzo, Raoul, la definisce "bulldozer" ed è vero che questo suo lato di personalità può essere un po' opprimente per le persone che la circondano. Ma, che sia il suo aborto o la malattia della madre, non si dispiace per lei più di quanto lo faccia per gli altri. Lei tira avanti dritto, senza mai fermarsi, perché è sempre in modalità "sopravvivenza", aspetto che le fa affrontare direttamente le avversità. Se si fermasse a guardare o a pensare a cosa le sta succedendo, cadrebbe a pezzi.

Anaïs ha trent'anni: sono gli anni migliori della vita?

Non direi. Può essere straziante essere trentenni. All'improvviso, ci si ritrova a un bivio con davanti molte direzioni possibili e non puoi fallire, non puoi sbagliare la strada da prendere. Si tratta del periodo in cui si prendono le scelte decisive per il futuro: carriera, vita amorosa, matrimonio? Con o senza figli? Se sei una donna, hai solo altri dieci anni per ridefinire la tua esistenza: dopo sarà troppo tardi. Diciamo che ho qualche problema con l'immagine eroica della donna "moderna", quella che ha una carriera appagante, un compagno meraviglioso e figli perfetti. Mi pare sia qualcosa di estremamente improbabile e piuttosto irrealizzabile. All'opposto di questa rappresentazione mitica, volevo restituire il ritratto di una donna giovane e complessa, intrappolata in una rete di difficoltà materiali ed esistenziali corrispondenti alla sua età e alla sua epoca... il ritratto di una giovane donna che sta scoprendo chi è.

Perché ha scelto di chiamarla Anaïs?

Per due motivi. In primo luogo, volevo un nome che non fosse un marcatore sociale. Ne avevo in mente tre, incluso Anaïs, ma quando ho saputo che la protagonista sarebbe stata Anaïs Demoustier, con cui avevo realizzato già un cortometraggio, non ho avuto dubbi. E ciò è connesso al secondo motivo: amo confondere finzione e realtà. La protagonista si chiama Anaïs ma avrebbe potuto anche chiamarsi Charline. Sarebbe stata lei senza essere lei. Sarei stata io senza essere io. Ma senza dubbio sarebbe stata un mix di lei e me.

Corpi, desiderio e sensualità permeano il film.

Il desiderio è il tema dominante. Parlo del desiderio nel senso più ampio del termine, ovviamente... di quella cosa che generalmente di spinge, ci muove e catapulta verso gli altri e il mondo. Quando Anaïs inizia a interessarsi a Emilie, lei stessa non sa cosa la spinge verso la donna: curiosità, attrazione cieca e voglia di starla più vicino... ma anche un'intuizione, l'intuizione che hanno qualcosa da vivere insieme. Volevo esplorare tutto ciò che di magico il desiderio provoca dentro noi, quella forza che imperiosamente e misteriosamente ci sprona ad andare avanti nonostante gli ostacoli. Il desiderio pian piano prende forma e si trasforma in qualcosa di erotico, carnale e commovente. Trovo che sia molto cinematografico approfondire la lenta e irresistibile attrazione dei corpi.

Con il suo mix di leggerezza e serietà, il suo film è in primo luogo una storia d'amore che lega una giovane donna a una più matura.

Si, anche se non volevo realizzare un film di nicchia. Il mio film non parla della scoperta dell'omosessualità da parte di una giovane. Anche se il nuovo desiderio la turba, Anaïs non mette mai in dubbio il suo orientamento sessuale. In un periodo come il nostro, scoprire l'attrazione per una persona dello stesso sesso non dovrebbe essere un problema: le persone stanno finalmente permettendosi di amare in modo diverso. Il desiderio infrange i confini dei codici sociali, del genere di appartenenza e dell'età. la storia di Anaïs ed Emilie è il racconto del potente incontro tra due personalità, un racconto di amore e desiderio ma anche di intesa e intelligenza.

Commenti (1) vedi tutti

  • Filmaccio ! ci sono milioni di commedie francesi inutili, eccone un'altra ! 1 ora e mezza buttata via....

    commento di bobino
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