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Trama

Nelly, una bambina di otto anni, ha appena perso l'amata nonna. Con i genitori, sta rimettendo in ordine le cose della casa tra i boschi in cui sua mamma Marion è cresciuta. Ha così modo di vedere la casa sull'albero in cui la madre era solita giocare. Un giorno, però, la madre scompare e Nella si ritrova davanti una bambina sua coetanea che asserisce di chiamarsi Marion...

Curiosità

LA PAROLA ALLA REGISTA

"La storia di Petite maman mi è venuta in mente mentre scrivevo Ritratto della giovane in fiamme. Con la sua semplicità, la storia è cresciuta pian piano fino a quando ho cominciato a scrivere la sceneggiatura mentre ero impegnata con il tour promozionale internazionale di Ritratto. Un primo blocco, però, mi ha portato a fermarmi. Quando ho riaperto il file nel mese di giugno del 2019, rileggendo la prima scena che avevo scritto, ho ritenuto ancora valida la storia e ho sentito maggiormente l'esigenza di raccontarla, soprattutto perché parla di infanzia.

I bambini negli ultimi anni sono stati messi molto a dura prova da diversi fattori: la lenta militarizzazione delle scuole dopo gli attacchi terroristici, le diverse ondate del movimento #MeToo che riguarda anche loro, il CoVid-19. Nonostante i politici non abbiano mai direttamente pensato a loro, i bambini hanno sperimentato e sentito di tutto. Mi sembra fondamentale includerli, guardare al loro mondo, collaborare con loro e renderli protagonisti.

Petite maman si basa su un'idea molto semplice: l'incontro e l'amicizia tra una bambina e la madre alla sua stessa età. Ho elaborato l'idea poggiandola su qualcosa di magico. Ho avuto l'impressione di aver lavorato a un'idea nuova ma fondamentale, a una situazione universale di cui ho avuto la possibilità di dare la mia personalissima interpretazione. Immaginare di instaurare un rapporto con il proprio genitore da bambino è una situazione su cui chiunque può fantasticare: permette di sognare, trarre nuove sensazioni, confermare o reinventare una relazione. Riscrive l'intimità in mille maniere possibili. Lavorare su ciò è stato commovente e divertente al tempo stesso. Spero di aver trasferito sulla scena tutto il mio entusiasmo.

Petite maman non è altro che una nuova declinazione del tema del viaggio nel tempo. Un viaggio intimo in cui la posta in gioco non è né il futuro né il passato ma la condivisione del tempo stesso. Un viaggio senza macchina o veicolo. Il film stesso è la macchina, il mezzo che trasporta i personaggi e li riunisce. Lo spettatore ideale è il bambino tanto che, durante le riprese, a guidarmi era una sola domanda: Che farebbe Miyazaki?".

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