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Trama

Gli abitanti di una città portuaria, abituati alla violenza e all'isolamento, vedono le loro vite improvvisamente capovolte dal teatro, dalla poesia e dall'arte. Anche la loro quotidianità sarà sconvolta dalle lusinghe dell'amore.

Curiosità

LA PAROLA AL REGISTA

"Love Songs for Tough Days è una commedia tanto assurda quanto poetica, con ragazzi tosti che diventeranno teneri. Sul set ho sempre ricordato agli attori: tutti dentro noi abbiamo un lato poetico, un'ora di tenerezza al giorno. Ho anche detto: ricordatevi, c'è un piccolo fiore in ognuno di voi.  E, ovviamente, di solito ridevano di me.

Si intrecciano diverse storie. Mi piacciono i film con le narrazioni che si intersecano. La prima storia a nascere è stata quella di Jesus e Poussin, i due che si occupano della figlia del loro capo: lei mi diverte perché dà vita a un confronto con una gioventù spumeggiante, con adolescenti che sono quasi più violenti degli adulti. Poi sono andato avanti per deduzione costruendo poco a poco il resto dei personaggi.

Jesus (Joey Starr) e Poussin (Bouli Lanners) devono organizzare la festa per Jessica (Raphaëlle Doyle), la figlia del capo, perché suo padre Jeff (François Damiens) non se ne prende cura: è innamorato. Ma non di sua moglie Katia (Valerina Bruni Tedeschi) che, un po' trascurata, passa il tempo davanti alla tv. Entrambi hanno messo i sentimenti a riposo. Poi, c'è Neptune (Ramzy Bedia), colui che conoscono sin dall'infanzia, trovato su una barca e adottato. Con questo immigrato cresciuto in famiglia, Jeff ha un rapporto quasi fraterno. Ma Neptune sarà un traditore? Un po' come in Cyrano, c'è un tradimento d'amore.

Jacky (Gustave Kervern) è un po' il factotum segreto della famiglia. Jesus e Poussin sono come degli zii, sono a casa con la famiglia e hanno libero accesso al frigo o alla tv. Jacky, invece, non è mai in casa: è fuori, dove fa il lavoro sporco, come ad esempio spaccare la testa con un'ascia a uno che deve dei soldi... Quando sono andato a chiedere l'anticipo sugli incassi, qualcuno mi ha detto che ha avuto l'impressione di leggere i "Soprano a Dunkerque". Perché no? Non è brutto come paragone.

I miei cinque eroi sono metà portuali e metà teppisti. Ho sempre amato questi gruppo di operai. Ho pensato agli amici di mio padre, che lavorava in una fabbrica di serrature. Questi invece lavorano al porto, portano merci e si conoscono da molto tempo. In loro ci sono anche i ricordi legati ai miei amici di infanzia, quelli che ho conosciuto quando vivevo nella periferia parigina ed ero il più "fragile" del gruppo. E poi nelle videocassette che guardavamo insieme, durante l'adolescenza, oltre ai film porno e agli horror, c'erano anche i film di gangster! Quando guardavamo Quei bravi ragazzi, i miei amici si immaginavano probabilmente come Henry Hill o gli altri componenti della malavita mentre io vedevo che dietro a loro c'era qualcuno che aveva immaginato tutto quanto. Mi interessava di più quell'aspetto...

Non sono però veri truffatori. Anche se eccedono in violenza, conducono affari per lo più legali. Ho fatto ricerche in vari porti e ho scoperto che, dietro pagamento, le aziende condividono darsene che consentono lo scarico di merci. E, oltre ai prodotti dichiarati, a volte scaricano anche altre cose, non necessariamente droghe, illegali come animali esotici, giochi non dichiarati, e la roba più disparata. All'inizio del film, il gruppo di Jeff scopre che di tale merce extra si occuperà un'atra banda.

Alcuni di questi personaggi sono teneri, dicevo prima. Si tratta di qualcosa a cui tengo molto: ogni volta che nella vita sono stato duro, ho sbagliato mentre ogni volta che sono stato tenero ho ottenuto il risultato che volevo. Alcuni personaggi si innamorano senza raccontarselo perché di certe cose con gli amici non si parla. E il loro stato d'amore è accompagnato da una certa ipersensibilità nei confronti dell'arte: uno inizia a fare teatro, quasi suo malgrado; un altro è deciso a scrivere poesie in versi alessandrini; e poi altri due, quelli che si prendono cura della ragazzina, discutono più o meno di spiritualità... Spesso incontriamo persone che ci parlano dei loro genitori operai, muratori o idraulici, e poi aggiungono che scriveva poesie o canzoni. Tutti a un certo punto scriviamo qualcosa. L'amore e la scrittura sono il rimedio alla solitudine".

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