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Minari

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Regia di Lee Isaac Chung

Con Steven Yeun, Han Yeri, Yuh Jung Youn, Alan S. Kim, Noel Cho, Will Patton, Scott Haze, Eric Starkey, Esther Moon, Tina Parker Vedi cast completo

  • In TV
  • Sky Cinema Drama
  • canale 308
  • Ore 16:50
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Trama

A metà degli anni Ottanta, David, un bambino coreano-americano di sette anni, vede la sua quotidianità gettata alle ortiche quando il padre decide di trasferirsi con tutta la famiglia nelle campagne dell'Arkansas per guidare una propria fattoria e concretizzare il suo sogno americano.

Approfondimento

MINARI: DALLA COREA ALLE CAMPAGNE DELL'ARKANSAS

Diretto e sceneggiato da Lee Isaac Chung, Minari racconta la storia di una famiglia coreana pronta a un nuovo inizio nell'Arkansas degli anni Ottanta. Tutto ha inizio quando Jacob, da poco arrivato dalla Corea, sposta la sua famiglia dalla California all'Arkansas, determinato a ritagliarsi una fetta di indipendenza grazie alla vita agricola, nonostante sia consapevole delle difficoltà legate alla gestione di un pezzo di terreno. Mentre vede il trasferimento come l'opportunità di cui ha bisogno, il resto della sua famiglia è sconcertato dalla scelta e dal dover rivedere nuovamente la propria esistenza. Tuttavia, sono due componenti della famiglia tra loro agli antipodi a forgiare il nuovo percorso della famiglia: il piccolo David, un ribelle di sette anni, e la nonna Soonja, appena giunta dal paese natio. Nel bel mezzo di un cambiamento che modificherà per sempre i loro giorni, i due metteranno da parte gli scontri iniziali riscoprendo quei magici legami che radicano la famiglia nel proprio passato mentre guardano al futuro.

Con la direzione della fotografia di Lachlan Milne, le scenografie di Yong Ok Lee, i costumi di Susanna Song e le musiche di Emile Mosseri, Minari è un film profondamente personale che permette al regista Lee Isaac Chung di mettere in correlazione i due mondi che da sempre fanno da sfondo alla sua esistenza: quello americano dell'Arkansas, in cui è cresciuto come figlio di immigrati sudcoreani, e quello sudcoreano delle sue origini. A permettergli la riflessione è in particolar modo la figura del piccolo David. Con il suo linguaggio limitato per il suo essere un immigrato, David diviene per il regista il mezzo per restituire le sensazioni provate da un'intera famiglia alla deriva che cerca di orientarsi in un universo del tutto sconosciuto. Quando poi nella storia il sogno americano della famiglia di David rischia di disintegrarsi ancor prima di realizzarsi, Chung coglie l'opportunità di analizzare come una famiglia affronta non solo i dilemmi molto specifici di integrazione nell'America rurale ma anche questioni molto più ampie legate ai legami familiari e all'indipendenza, alla fede e allo scetticismo, all'integrazione e al sentirsi un estraneo. Ha sottolineato lo stesso: "Per me, Minari è un film dedicato a coloro che sperano in un futuro migliore non solo per loro stessi ma anche per gli altri. La cosa che più desideravo era far entrare lo spettatore all'interno del mondo di una famiglia alle prese con i propri interrogativi con sincerità e onestà, senza nessun giudizio o pregiudizio nei confronti di nessuno. Sono convinto che esistano cose che ci caratterizzano e legano come esseri umani che vanno ben oltre le categorie superficiali che la modernità ha provveduto a farci creare. Per alcuni, invece, Minari potrebbe essere l'occasione per vedere finalmente un coreano americano raccontare una storia che è per certi versi simile a quella di ogni immigrato, sia che abbia scelto l'Arkansas sia che viva a New York".

"Ho cominciato a pensare alla storia - ha aggiunto il regista - quando un giorno mi sono ritrovato a raccontare a mia figlia più piccola le mie origini, cosa ha spinto i miei genitori a lasciare la Corea per arrivare in America e quale valore abbia la parola famiglia. Ho cominciato allora ad annotare tutti i ricordi che mi venivano in mente di quando avevo la stessa età di mia figlia... Ho ripensato alle discussioni dei miei genitori, a un uomo che lavorava per mio padre che trascinava una croce in giro per la città, a mia nonna che ha bruciato metà della nostra fattoria... Ne è venuta fuori una lettera d'amore nei confronti di tutti quei genitori che fanno scelte difficili e sofferenti sperando in un futuro migliore per i figli. Tengo però a precisare che Minari non è una rappresentazione reale della mia infanzia. Jacob e Monica non sono i miei genitori ma hanno molto in comune con loro, soprattutto nel profondo del loro cuore. Chi conosce la letteratura americana, troverà anche chiari riferimenti alla forza e candida comicità dei lavori dello scrittore Flannery O'Connor".

Il cast

A dirigere Minari è Lee Isaac Chung, regista e sceneggiatore americano ma di origini coreane. Nato nel 1978 a Denver, è cresciuto in una piccola fattoria nelle campagne dell'Arkansas e ha frequentato la Yale University. Durante l'ultimo anno di studi, ha cambiato il suo proposito di frequentare una scuola di… Vedi tutto

Commenti (3) vedi tutti

  • Lentissimo e con una sceneggiatura interessata a descrivere particolari insignificanti anzichè disegnare i personaggi e raccontare la storia in sè. Mi pare che siamo più dalle parti della mattonata che della poesia. Non male comunque gli attori, con la nonna tre spanne sopra tutti.

    commento di bombo1
  • Non servono i parossismi drammatici per mostrare quanto può essere drammatico il quotidiano, quanto può essere forte lo sradicamento, quanto può essere bella, la semplice vita. Il paradiso può attendere.

    commento di swordofthegod
  • Film con regia script e interpretazione sopra la media.. piacevole e coinvolgente.. ma lo stesso mi ha poco emozionato .. voto 6

    commento di nicelady55
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

supadany di supadany
7 stelle

Troppe volte ci guardiamo talmente tanto intorno da non riuscire a cogliere l’essenziale, che risiede proprio al nostro fianco. Ci dimeniamo per avvinghiare quella conquista personale sulla quale abbiamo deciso di concentrare il massimo sforzo, talmente accecati da trascurare - anche inconsapevolmente e in assoluta buona fede – chi ha un disperato bisogno di una presenza attenta e… leggi tutto

3 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

obyone di obyone
6 stelle

    "Minari" non effonde il profumo delle erbe aromatiche piantate dalla vecchia Soonja lungo il torrente. Al mio naso "Minari" puzza di bruciato. E non solo alla fine quando le sterpaglie prendono fuoco e con esse i sogni imperlati di sudore e fatica. Direi che l'odore acre di fumo lo si annusa fin dall'inizio o quanto meno dall'arrivo della nonna in quel desolato paesaggio… leggi tutto

2 recensioni sufficienti

2021
2021

Recensione

obyone di obyone
6 stelle

    "Minari" non effonde il profumo delle erbe aromatiche piantate dalla vecchia Soonja lungo il torrente. Al mio naso "Minari" puzza di bruciato. E non solo alla fine quando le sterpaglie prendono fuoco e con esse i sogni imperlati di sudore e fatica. Direi che l'odore acre di fumo lo si annusa fin dall'inizio o quanto meno dall'arrivo della nonna in quel desolato paesaggio…

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diomede917 di diomede917
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E’ bello ritornare nelle sale con la Poesia. Perché è lei la vera protagonista di questo film candidato a 6 premi Oscar e Vincitore per la migliore attrice non protagonista e a questo riconosciamo il coraggio di farlo uscire nelle sale nella prima settimana utile nonostante l’annuncio della sua visione su Sky. A dimostrazione che un film è un bene essenziale che…

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stefanocapasso di stefanocapasso
8 stelle

Anni ’80, dalla California una famiglia coreana si sposta in Arkansas per tentare di fare fortuna con l’agricoltura; Jacob vuole coltivare prodotti coreani per rifornire il mercato degli immigrati. Ma la famiglia, moglie e due figli piccoli non vive bene il trasferimento, soprattutto la moglie preferisce le opportunità che una città può offrire. L’arrivo…

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Negli anni '80 gli ambiziosi progetti di vita e professionali di un capofamiglia di origine sudcoreana, immigrato da anni negli Usa, inducono la famiglia a trasferirsi in una zona rurale dell'Arkansas per cercare di mettersi in proprio e costruirsi una fattoria in gradi di sostenere l'intera famiglia. Il progetto, ambizioso e più che dignitoso, richiede sforzi economici e fisici, e…

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2020
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