Trama

Bruxelles. I diciassettenni Eden e Abdel compiono un attentato terroristico nella loro scuola. Isabelle e Adamo, due paramedici accorsi sul posto dopo l'esplosione, trovano Eden ferito e privo di sensi, e lo caricano sull'ambulanza senza immaginare che sia uno dei terroristi. Quando Isabelle si accorge che indossa una cintura esplosiva, è ormai troppo tardi: Eden si è svegliato.

Approfondimento

THE SHIFT: LO SCONTRO TRA ISLAM RADICALE E CULTURA OCCIDENTALE

Diretto da Alessandro Tonda e sceneggiato dallo stesso con Davide Orsini, The Shift è la storia di due giovani terroristi. Eden e Abdel irrompono in una scuola di Bruxelles per compiere una strage di coetanei, ma Abdel si fa saltare in aria prima del previsto coinvolgendo Eden nell'esplosione. Poco dopo i paramedici Isabel e Adamo, accorsi sul posto, caricano sulla loro ambulanza un ragazzo ferito e privo di sensi senza immaginare che si tratta proprio di Eden. Quando Isabel si accorge della cintura esplosiva è ormai troppo tardi: Eden si è svegliato e prende il controllo dell’ambulanza, minacciando i paramedici di premere il bottone se non eseguiranno i suoi ordini.

Con la direzione della fotografia di Benoît Dervaux, le scenografie di Igor Gabriel, i costumi di Christophe Pidre e Florence Scholtes, e le musiche di Mokadelic, The Shift "nasce - hanno raccontato gli sceneggiatori - dall'urgenza di raccontare l'Europa contemporanea in uno dei suoi aspetti socialmente e culturalmente più drammatici, ovvero lo scontro in seno all'Europa stessa tra Islam radicale e civiltà occidentale, partendo dall'emergenza del terrorismo jihadista per arrivare all'esigenza di governare un processo di integrazione che sappia evitare il condizionamento di ogni tipo di estremismo. In una fase storica in cui la paura del terrorismo contribuisce ad alimentare il rischio che l'Europa si abbandoni alle crescenti spinte nazionaliste, The Shift parte proprio da quella paura per costruire un percorso di senso che – opponendosi a ogni generalizzazione e alla strumentalizzazione dell'odio a fini anche politici – riporti in primo piano la necessità irrinunciabile di costruire ponti tra culture o, meglio ancora, tra esseri umani".

Hanno poi aggiunto: "Se la rilevanza del tema non ha bisogno di sottolineature, è peculiare e ambiziosa la strategia narrativa attraverso cui The Shift si propone di affrontarlo, partendo sì dalla ferita ancora aperta degli attacchi terroristici su larga scala, del panico allo stato puro che questi hanno prodotto in tutta l'Europa e che percorre anche l'intero arco narrativo del film, ma compiendo un ulteriore passaggio di approfondimento drammaturgico e quindi tematico, attraverso cui il terrore non viene più solo combattuto ma anche guardato negli occhi. È esattamente questa la fase che l'Europa e i suoi cittadini affrontano nel XXI secolo: superato il picco della minaccia targata Isis, ma ancora ben lontani dal sentirsi al riparo dalla violenza fondamentalista, all'ovvia urgenza di difendersi inizia ad accompagnarsi quella di indagare più a fondo le ragioni dell'odio. Ed è questo ciò che accade all'interno dell'ambulanza che fa da teatro principale al nostro film: l'istinto di sopravvivenza e quindi di fuga dei protagonisti, presto frustrato dalla situazione, lascia progressivamente spazio alla necessità respingente quanto ineluttabile di volgere uno sguardo diretto all'aspirante kamikaze, di osservarlo e ricondurre la sua immagine a una dimensione umana, non certo per aprire le porte a qualche inverosimile forma di empatia ma più banalmente perché da lì passano le maggiori possibilità di salvezza".

Hanno infine concluso: "La protagonista della storia – e il film stesso a un livello più generale – si tengono a ovvia distanza da ogni atteggiamento assolutorio, di comprensione nel senso sia emotivo che razionale del termine, ma devono e vogliono guardare, mettersi faccia a faccia con la deriva integralista perché solo così possono scorgere le aree di fragilità psicologica del giovane jihadista e del fondamentalismo tutto, trascendere l'uomo per scorgerne l'umanità e da qui rielaborare la propria strategia difensiva di lungo periodo. Un lungo periodo che nel film è rappresentato dall'arco della narrazione e nella società occidentale dagli anni che abbiamo davanti. Su queste basi, il film rifugge ogni forma di banalizzazione soprattutto psicologica, così come la riduzione della minaccia terroristica a puro dispositivo narrativo. Il racconto della situazione-limite prodotta da un'offensiva terroristica è volto all'obiettivo di mantenere saldo il legame con la realtà, in primo luogo quella psicologica e comportamentale, da cui certe dinamiche sono guidate e attraversate. Un lavoro specifico e particolarmente articolato sottende come ovvio la costruzione del personaggio di Eden, il giovane jihadista al centro della vicenda nelle cui azioni, psicologia e biografia convergono istanze diverse e parimenti fondamentali, che spaziano dall'obbligo di esporre senza sconti la condizione radicalizzata del ragazzo al desiderio di esplorarne le fragilità, le paure e l'identità ultima di adolescente. La scrittura ma anche la messa in scena, il trattamento visivo e la direzione degli attori, garantiscono a The Shift una cifra stilistica che prende le distanze dagli stilemi dei thriller di consumo, affermando con forza la propria identità autoriale ed europea".

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Il cast

A dirigere The Shift è Alessandro Tonda, regista e sceneggiatore italiano. Dopo aver frequentato il Corso di Scrittura Creativa presso la Scuola Holden di Torino, Alessandro Tonda si è laureato nel 2006 in Regia cinematografica presso la Nuova Università del Cinema e della Televisione NUCT di Roma. Dal 2005 ha… Vedi tutto

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