Trama

Nel 1959, Florence Green, una vedova dallo spirito libero, decide di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita del marito e aprire la prima libreria della sonnolenta cittadina costiera di Hardborough, in Inghilterra. Sfidando la mentalità bigotta della gente, inizia a provocare il risveglio culturale del posto vendendo romanzi che generano scandalo. Troverà un alleato nella figura di Mr. Brundish, ma anche valenti oppositori come la signora Gamart.

Approfondimento

LA CASA DEI LIBRI: CONTRO OGNI OSTACOLO E CENSURA

Scritto e diretto da Isabel Coixet, La casa dei libri si svolge nel 1959 e racconta la storia di Florence Green, una vedova dallo spirito libero che, lasciandosi il dolore alle spalle, si prende il rischio di aprire una libreria, la prima attività del genere nella sonnolenta cittadina marina di Hardborough, in Inghilterra. Lottando contro l'umidità, il freddo e l'apatia locale, lo fa affinché la sua sorte cambi presto in meglio. Esponendo la ristretta popolazione del posto alla migliore letteratura del momento (compreso lo scandaloso romanzo Lolita di Nabokov o Fahrenheit 451 di Bradbury), contribuisce al risveglio culturale di una cittadina oramai dormiente da secoli. La sua attività incontra presto uno spirito affine e un alleato nel signor Edmund Brundish, che soffre dell'atmosfera stantia del posto. La mini rivoluzione sociale avviata da Florence trova però anche feroci nemici attirandosi l'ostilità dei negozianti meno fortunati e della signora Violet Gamart, vendicativa e amareggiata femmina alfa che aspira a divenire la decana della scena artistica locale. Quando Florence si rifiuta di piegarsi alla volontà della Gamart, le due donne inizieranno una battaglia non solo per la libreria ma anche per il cuore e l'anima della cittadina.

Con la direzione della fotografia di Jean Claude Larrieu, le scenografie di Llorenç Miquel, i costumi di Mercè Paloma e le musiche composte da Alfonso de Vilallonga, La casa dei libri è tratto dal romanzo La libreria di Penelope Fitzgerald e a spiegarne le motivazioni della trasposizione cinematografica è la stessa regista: "Ho letto il romanzo della Fitzgerald quasi dieci anni fa durante un'estate particolarmente fredda nelle isole britanniche. La lettura è stata per me una vera rivelazione: mi sentivo totalmente trasportata nel 1959 e credevo davvero di essere, in un certo senso, l'ingenua, dolce e idealista Florence Green. In effetti, lo sono. Mi sento profondamente collegata con il personaggio in una maniera del tutto inedita, un legame che non ho mai sentito con gli altri protagonisti dei miei film. Le persone rischiano ogni giorno prendendosi responsabilità grandi o piccole che siano, pericolose o sicure, ma la maggior parte di loro passa inosservata. Ma cosa accade se vengono notate o se il loro comportamento si riflette nel mondo in cui tutti abitiamo?

C'è qualcosa di eroico in Florence Green, qualcosa di semplice e familiare. Si espone in prima linea e lo fa per nessun altro motivo che il semplice desiderio di aprire una libreria. Non le importa e non cerca il sostegno degli altri nei dintorni. Si rimbocca le maniche e agisce. Di conseguenza, viene notata ed è qui che la sua storia si fa interessante. Una donna tranquilla, in un villaggio altrettanto tranquillo dell'Inghilterra del dopoguerra, diviene per tutti uno stimolo a crescere e ad assumersi la responsabilità di migliorare la vita di tutti gli altri. Si tratta di un'allegoria per tutti coloro che non riescono a credere in se stessi e ad agire. Florence non è di certo la persona che di solito ha fatto da leader o guida nella comunità e questo le cattura le antipatie di coloro a cui non piace vedere usurpata la loro posizione di leader sociali. Vedendo minacciata la loro leadership (poco attiva), costoro si lasciano prendere dall'ira. Ma Florence non si lascia di certo intimorire. Con una visione delle cose non condivisa da tutti, fa qualcosa di nuovo e riempie un vuoto: manca una libreria e, per il bene di tutti (secondo lei), ne apre una, sfidando senza rendersene conto l'élite del posto. Ottiene sì il supporto della vecchia guardia ma le basterà?

Nel testo della Fitzgerald, c'è un costante riferimento al potere del mare, all'umidità e al desiderio di avere uno spazio domestico in grado di rimanere secco, asciutto. Questo si riflette perfettamente negli stati d'animo dei personaggi della storia. Florence è come una folata d'aria fresca che sfida le idee ammuffite di Hardborough. La signora Gamart, la sua rivale sociale, è la regina della muffa, e non esita a servirsi della muffa della burocrazia per ottenere ciò che vuole! Anche se non dovesse vincere la guerra, Florence avrà ugualmente un profondo impatto su coloro che vogliono prendersi in mano il proprio futuro e diventare guerrieri della propria vita".

Il romanzo della Fitzgerald è secondo molti critici un'allegoria che mette in evidenza le difficoltà e i pericoli che si incontrano nel mondo della letteratura. L'ignoranza, l'invidia e la falsa morale della cittadina sono le stesse che si rincontrano, secondo l'autrice, nell'ambiente letterario, in cui dominano il denaro e la rivalità, l'ignoranza e la censura.

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Il cast

A dirigere La casa dei libri è Isabel Coixet, regista e sceneggiatrice spagnola. Nata a Barcellona nel 1960, secondo quanto lei stessa ha più volte raccontato, ha preso in mano la prima telecamera (in 8mm) per girare il filmino della sua prima comunione. Dopo una laurea in Storia all'Università di Barcellona, ha… Vedi tutto

Commenti (2) vedi tutti

  • Questo film è la dimostrazione esemplare del legame esistente tra il cinema e la letteratura, in questo caso addirittura doppio: non solo perché è la trasposizione di un romanzo, ma anche perché ci immerge nel vasto mondo dei libri stampati, del profumo sublime della carta e dell’inchiostro, della polvere da pulire, delle parole che si tramandano.

    leggi la recensione completa di michemar
  • Dal romanzo di Penelope Fitzgerald la catalana Isabel Coixet tesse una trama sottile come una filigrana preziosa, orchestra una storia di mezze luci e mezze ombre, dolce-amara, dirige un cast superlativo e forse ha dimenticato di dire al direttore d’orchestra di abbassare un po’ il volume, ma poco male.

    leggi la recensione completa di yume
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