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QUEL CINEMA HORROR CHE VIENE DALL'EST... ANZI, DAL "FAR EAST"
di alan smithee ultimo aggiornamento
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E' stata davvero una bella e nuova avventura, questa del Far East Festival nr. 19 di Udine.

56 film visionati e recensiti di tutta fretta, direttamente dal cellulare in soli 9 giorni (e per questo colgo la opportuna occasione per scusarmi delle molte sviste che trovo ancora oggi rileggendo tutto quanto scritto in fretta e furia. Colpa mia certo, ma pure della fretta tiranna ed ingrata, e non meno di un programma di correzione automatico sadico ed irrispettoso dell'urgenza altrui).

Insomma una vera e propria abbuffata di tutto ciò che di interessante, curioso, bizzarro, e a volte ancher decisamente "weird", proviene dalle cinematografie orientali più disparate del nostro globo.

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Il suggestivo breve video introduttivo di ogni film, a cura del mito Johnnie To.

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Non vi sto a raccontare nulla della programmazione in generale, dato che il lavoro dei miei due giovani e motivati colleghi (Supadany e Valdemar, ovviamente) è stato davvero esaustivo e impeccabile, non solo nel raccontarvi le caratteristiche e la qualità delle visioni che ci sono state proposte, ma anche nel tentativo (a mio avviso davvero riuscito) di farvi in qualche modo vivere l'approccio appassionato di questa vitale e ben organizzata manifestazione, in grado di richiamare qui, nel nostro "Nord Est" d'Italia, i cineasti più noti, interessanti e cult attualmente presenti in direzione Levante.

Vorrei solo, in questa sede, parlarvi, anzi semplicemente richiamare l'attenzione, su un genere che trova molto spesso nei paesi dell'Est una sua naturale colocazione e una scuola degna di nota, prolifica di vere e proprie scuole di stile e di capisaldi definitivi: L'HORROR, che anche quest'anno ha animato con interesse e molta curiosità le nottate insonni di noi cinefili (QUASI TUTTI I FILM DI TAL GENERE SONO STATI NON A CASO POSIZIONATI PER LO SPETTACOLO DI MEZZANOTTE), e ancor più dei veri incalliti amanti di questo genere emozionante e capace di suscitare sentimenti a pelle forse più di ogni altro.

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IL GELSO D'ORO, premio per il miglior film decretato dal pubblico.

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Il regista-cult di Hong Kong Herman Yau, presente al festival con ben due film: The Sleep Curse e Shock Wave

L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi

Regista (Giddens Ko) e interprete della sorpresa horror MON MON MON MONSTER

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la regista tostissima di BLUEBEARD, Soo-youn Lee, sul palco del Teatro Nuovo

 

Ecco una buona decina di film, alcuni a mio avviso davvero notevoli, altri almeno curiosi, alcuni altri addirittura preziosi proprio perché probabilmente assai difficili da recuperare in altre circostanze o fruizioni future: l'horror proveniente dal Laos ad esempio, è una vera e propria chicca più che altro tenendo conto della sua provenienza, più che per la qualità intriseca del prodotto, comunque interessante.

Ve li presento qui di seguito in ordine cronologica di visione, segnalando il paese di provenienza, spesso insolito o suggestivo. L'apprezzamento o meno del film lo troverete sintetizzato al termine di ogni recensione sotto forma di "stellette".

VAMPIRE CLEANUP DEPARTMENT

HONG KONG

Di vampirismo si può finalmente guarire: o almeno ci si adopera per riuscirci, quando il giovane spsvaldo ed ottimista Tim viene morso da uno di essi, ma tarda a manifestare le devastanti caratteristiche dei suoi consimili a causa di una eredità materna che gioca a suo favore. 

Teen-horror-comedy di un duo registico giovanissimo, che da una parte invoglia a mostrare ottimismo e a sostenere tutta la simpatica scanzonata e coloratissima operazione.

Che tuttavia si rivela una commistione di generi non esattamente riuscita: troppo poco horror e tanto meno brillantezza e ritmo per restare nei ranghi della sofisticata commedia giovanilistica.

VOTO *

BLUEBEARD

COREA DEL SUD

Un medico fresco di divorzio, con problemi economici in seguito alla bancarotta della sua clinica, trova lavoro come internauta presso un grande ospedale di un sobborgo popolare funestato in passato da orrendi omicidi seriali, praticando gastroscopia e rettoscopie. Una confessione azzardata da parte di un suo paziente sottopone il medico ad un gioco crudele, e pure sadico anche nei confronti dello spettatore, al quale vengono conferiti colpi bassi a suon di verità o ritrattazioni, quasi quanto accadeva nel bellissimo e tremendo "I saw the devil" di Jee-woon. Siamo di fronte ad un horror/thriller validissimo, che rinnova la mia ammirazione nei confronti della cinematografia sudcoreana tanto amata.

VOTO ****

TAKE ME HOME

THAILANDIA

Un ragazzo viene trovato mezzo investito e svenuto sul ciglio di una strada e, portato in ospedale, appena si riprende si accorge di non ricordare più nulla della sua vita passata, tranne il suo nome.

Riacquistati poco per volta scampoli di ricordi, riesce a far ritorno nella sontuosa villa di famiglia. Laddove inizierà il vero incubo. Dalla Thailandia un horror almeno a tratti suggestivo, con qualche trovata e scena molto ben riuscita (l'uscita dal cancello della villa che si trasforma in un nuovo malaugurato e beffardo ingresso a girorondo), che tuttavia la regia sceglie di ripetere con sin troppa insistenza, facendoci supporre una smodata compiaciuta voglia di farsi notare ed ammirare.

VOTO **1/2

DEAREST SISTER

LAOS

Ci sono film preziosi a prescindere, forti oltretutto della singolare provenienza che li contraddistingue.

Quello della pittoresca, simpatica e colorita Matti Do - un furetto di energia che infiamma con la sua trascinante simpatia e faccia tosta tutta la platea del Teatro Nuovo in occasione della proiezione di mezzanotte al FEFF nr. 19 - dipende primariamente dal fatto che il suo film proviene dal Laos. 

La storia - l'incontro tra due cugine, ove l'ospitante ha bisogno di soccorso perché quasi cieca, e l'ospitata diventa sempre più succube di vicende ed atteggiamenti misteriosi, frutto di suggestioni, ma pure di un particolare attaccamento di certi viventi alla dimensione dei morti - risulta di fatto quasi più affascinante che realmente spaventevole, come uno studio inedito su usi e tradizioni che si sono ormai quasi irrimediabilmente perse nella notte dei tempi.

VOTO **1/2

SECLUSION

FILIPPINE

Quattro giovani preti provenienti da altrettante città filippine, sopraggiungono presso un monastero per dedicarsi ad un ritiro spirituale consacrato alla formazione interiore, alla preghiera e alla penitenza. 

In quello stesso strano ed inquietante edificio viene accolta, assieme ad una notizia sua devota suora accompagnatrice - con urgenza ed in segretezza considerati i fatti - una bambinella in odore di santità, proprio alla vigilia della sua santificazione, una volta che i genitori della piccola vengono trovati orrendamente trucidati.

Un film insolito e coraggioso, con fotografia pastosa da B movie azzardato, ma ricco di inquietudini espresse e mostrate, che sa riservarci qualche situazione inquietante grazie al valido apporto espressivo della giovane attrice bambina, spaventevole quanto basta, e rimane un piccolo cult curioso che potrebbe venir rivalutato.... o, al contrario, senza per questo volercelo augurare, dimenticato per sempre.

VOTO ***

SIAM SQUARE

THAILANDIA

Nel centro di Bangkok, presso una vecchia scuola superiore localizzata nella centralissima Siam Square, un gruppo di scolari adolescenti si prepara con una certa apprensione ad un esame importante ed inevitabile per il regolare prosieguo del programma scolare.

Nel sottoporsi un un rito propiziatorio, alcuni di essi scoprono un segreto che ha riguardato una loro sfortunata collega trent'anni prima: una scomparsa agghiacciante ai danni di una studentessa, le cui circostanze specifiche non sono mai state chiarite veramente. fotografia cupa e suspence soffocante propria di chi si trova imprigionato senza o quasi alcuna via d'uscita, risultano come sensazioni palpabili, così  come certi ripetuti stacchi sul contesto esterno di una piazza notturna che sa inquietare in modo concreto. Peccato che le situazioni si vengono ad accavallare con insistita ripetizione, e l'incertezza di uno sviluppo concreto del mistero svilisce un po' la tensione accumulata. Nonostante ciò, il film é singolare e merita rispetto, attenzione, curiosità e si fa perdonare, almeno in parte, per i suoi eccessivi indugi e sfiancanti reticenze a fornirci almeno scampoli di una spiegazione concreta o maggiormente accettabile.

VOTO **1/2

MON MON MON MONSTERS

TAIWAN

Finalmente un gran buon horror al FEFF!!! Tra l'ironia sanguinaria del Siono di Tag e il Landis più corrosivo, una domanda è lecita: sono più pericolosi un gruppo di teenagers medio-borghesi sadici e viziati o due fratelli zombie vittime del woo-doo? La risposta la conoscete...probabilmente.

Horror a stampo politico-sociale ben fatto, destabilizzante e a tratti scientemente irritante (le torture al bimbo-zombie ed i suoi lamenti strazianti) destinato molto probabilmente a divenire un cult.

Amanti dell'horror prendete nota! Siamo in zona cult!!

VOTO ****

HOUSE OF THE DISAPPEARED

COREA DEL SUD

Cosa o chi ha trasformato una tranquilla e posata madre di famiglia, in una spietata assassina in grado di sterminare in una notte tutti i suoi cari?

Mi-hee non ricorda, e forse è un bene, i particolari di un massacro che la vede come unica indiziata ai danni di marito e figlio, orrendamente uccisi e mutilati con un coltello affilato.

Un horror che procede sicuro verso svolte tortuose dove il dubbio e l'incertezza di trovarsi puntualmente ad un bivio tra sogno perverso e realtà distorta, regnano incontrastati.

VOTO ***

HIDE AND SEEK

CINA

La Cina che cresce e vede irrobustire la sua classe borghese, il nascere di quartieri esclusivi e di lusso che non fanno che rendere più evidente il divario tra nuova ricchezza ed indigenza sempre più ostinatamente senza via di ritorno.

Quando un giovane titolare di un avviato elegante bar viene contattato per far sgombrare l'appartamento del fratello scomparso, all"interno di un palazzone fatiscente in via di demolizione, all'uomo, che vive negli agi con una bella moglie ed una figlioletta incantevole, tornano a galla tutti i seri ed irrisolti problemi familiari che lo avevano allontanato dal problematico fratello, ora scomparso senza lasciare tracce. Un thriller che si trasforma presto in un horror assai concitato in cui il nemico, oscurato da un casco che ne occulta i dettagli anagrafici, rende l'incognita una vera e propria minaccia supposta, ma mai coincidente con la reale e drammatica situazione incombente. Fiero di tutti o quasi i cliché previsti dal genere, ben assemblati per un prodotto da alta suspence.

VOTO ***1/2

THE SLEEP CURSE

HONG KONG

Il sonno, si sa, rigenera e da' forza persino più del nutrirsi.

Un accademico illustre è impegnato a studiare il mistero della dipendenza degli esseri viventi dal processo del sonno, determinato a consentire all'essere umano di poter fare a meno di quei circa venticinque anni che una vita mediamente occupa in mero sonno rigenerante. Quando l'uomo è contattato da una affascinante donna che si dichiara vittima di una malattia ereditaria che impedisce ai suoi familiari in modo progressivo di prendere sonno, provocando danni collaterali devastanti che li portano ad una morte atroce, ecco che il professore induce la donna a sottoporsi - come prima cavia umana - ad un sofisticato trattamenro volto a debellare i sintomi mortali della mancanza di sonnolenza profonda.

Girato con uno stile retro' in linea con l'ampio e differenziato contesto storico parallelo preso in esame, forte di effetti speciali poveri, ma non per questo meno efficaci e credibili, The sleep curse ci mette tutta l'intensità di un regista coordinatore tosto come Yau, che vuole stupire e far suscitare raccapriccio pur restando ancorato a ben precisi contesti storici. Il film più crudele ed impressionante di tutto il festival. Vedere per credere.

VOTO ***1/2

 

 

 

 

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