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Anabolyzer

Regia di Roger A. Fratter vedi scheda film

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Gunny84

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Anabolyzer

di Gunny84
7 stelle

Appena visionato con molto interesse questo film del bergamasco Fratter, uno dei pochi bravi (e ahimè ingiustamente sottovalutato da molti) registi indie del circuito italiano e che sa esaltare in maniera competente il cosiddetto cinema di genere.

Come detto già ho detto in altra sede gli anni 90 sono stati molto blandi film nella realizzazione di cinema di questo “calibro” e bisogna aspettare la metà degli anni 2000 per veder finalmente una vera e propria proliferazione, Fratter a mio avviso per gli anni che furono è stato uno dei precursori, o meglio un continuare di ciò che veniva realizzato a cavallo degli anni sessanta, settanta e ottanta, esaltandone in maniera competente il cosiddetto cinema di genere.

Ad un anno dall’uscita di “Sete da vampira” Fratter realizza questo “Anabolyzer” sempre distribuito non al cinema ma direttamente in home video, film molto diverso e più cruento di quello precedente e non esagero a dire (forse) quello con più gore e di tutta la sua intera cinematografia.

Di questo film mi è piaciuta innanzitutto l’originale ambientazione di cui il tutto si impernia ossia la palestra, mentre riguardo la trama rispetto alla sua opera prima risulta più caratterizzata e più diretta, ha finalmente una storia, magari non originalissima ma HA una storia e gli attori a livello recitativo in generale li ho trovati molto validi.

Il cinema del già citato regista è da comunque da considerarsi inclassificabile, poiché vengono mescolati (sapientemente) varie cose, in “Anabolyzer” abbiamo principalmente:

EROTISMO: cominciamo proprio da questo, uno degli ingredienti principali del film, le attrici sono ammiccanti e succinte in più occasioni, riescono a infondere allo spettatore un buon sex-appeal e le scene soft-core senza eccedere risultano efficaci…insomma un erotismo rappresentato bene, Irene Giordano l’attrice feticcio della cinematografia di Fratter, è davvero in parte, ma anche le altre non sono da meno, Samantha Jameson l’ho trovata molto “hot” (specie in tenuta da ginnastica), una bruna oltre che bella, all’occorrenza sa anche il fatto suo, mentre riguardo gli attori maschili il migliore è senz’altro Mike Hudson alias Maurizio Quarta, che parla poco ma agisce molto, tra l’altro è anche il responsabile degli effetti speciali. 

THRILLER/POLIZIESCO: Nel film avvengono efferati delitti e come la tradizione vuole nonostante lo spettatore vede in faccia coloro che uccidono, c’è in realtà un vero e proprio responsabile che si cela dietro il tutto…anche se in questo caso aggiungiamo pure “qualcosa” che accentua non poco. Le scene cruente sono accompagnate da una musica abbastanza aderente e il pathos è presente! C’è una spruzzata di poliziesco, abbiamo un commissario e un ispettore di polizia che tentano di capirne di più e di venirne a capo riguardo la torbida vicenda. Onestamente questo lato del film l’ho trovato poco curato, si insomma di poteva caratterizzare di più, difatti lo spettatore potrebbe chiudersi: che senso ha implementare la figura del polizotto se questi ha solo un ruolo (troppo) marginale?

HORROR: Il film non fa paura ma fa impressione, per essere un film low budget riesce a tenere testa a film più blasonati in primis riguardo gli effetti speciali…davvero molto ben inseriti e che sono oltre che d’effetto risultano anche d’impatto. Le scene cruente sono molto forti, ad esempio ad una vittima viene trapanata la vagina (ma senza rendere la scena troppo esplicita) oppure l’acido che corrode la faccia ad Alfio, l’effetto risulta molto buono davvero. Anzi in un certo senso possiamo dire che ha dell’horror questo film, nel finale diventa quasi una sorta di zombie movie, sempre citando il personaggio Alfio tra acido in faccia, stirata con la macchina ed effetti collaterali degli anabolizzanti, diventa una sorta di non morto….

 

Bene passiamo adesso alle note negative.

Il film come tutti gli altri del buon Fratter non sono perfetti, presentano sviste, errori e scelte discutibili che agli smaliziati non sfuggiranno di certo, ne cito quattro

1)Una donna morde un capezzolo maschile, scena fatta bene per carità…ma la scena finisce li, non vediamo che “fine” fa quel suo uomo occasionale.

2) Monica e Sandro discutono del loro piano diabolico senza assicurarsi di essere soli, difatti una delle atlete della palestra riesce a sentirne i loro discorsi…secondo me è stata trattata questa scena un pochino superficialmente.

3)Il film presenta delle forzature, e coloro che uccidono trovano con troppa facilità gli arnesi per le loro azioni nefaste.

4) Alfio viene investito ad alta velocità dalla macchina dalla moglie Monica, ….e riesce non solo a sopravvivere ma addirittura ad alzarsi… merito degli anabolizzanti che l’hanno reso più forte? Scena troppo poco verosimile.

5) Il finale è beffardo ( e qui faccio un complimento) ma allo stesso tempo sospeso. Imitazione cinema americano?

 

Bene credo che posso fermarmi qui, do un sette e mezzo a questo film, ne consiglio la visione più che altro per essere un coraggioso tentativo (abbastanza riuscito alla fin fine) di realizzare un film magari sì a basso costo, ma piacevole e allo stesso stuzzicante e con una sua originalità.

Da segnalare come ultima cosa, che esistono due versioni del film, ovvero la director's cut dalla durata di due ore, e la versione DVD che dura un ora e 35 minuti. Detengo (purtroppo) la seconda versione e in verità mi sarebbe piaciuto visionare la director's cut che non reputo un allungamento di brodo, piuttosto un inserimento di altre scene interessanti.

Ad esempio alcune scene gore non vengono mostrate troppo dettagliatamente o esplicitamente, oppure il rapporto lesbo occasionale tra Monica e Lorna viene mostrato in maniera sobria….la director's cut per chi ha avuto la fortuna di vederla mi piace immaginare che sopperisce queste mancanze e delizia ulteriormente lo spettatore.

Pazienza, ma già la versione DVD li per li và benissimo.

In conclusione a me è piaciuto nonostante le dovute imperfezioni.

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