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Trama

Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, e la moglie Hedwig si impegnano per costruire la vita che sognavano per la loro famiglia, nel piccolo idillio di una casa con giardino costruita appena accanto al campo. Premiato per il suo lavoro nell'organizzazione di Auschwitz, compresa la costruzione di un nuovo crematorio più efficiente, Höss viene promosso a vice ispettore di tutti i campi di concentramento del Reich e dovrà trasferirsi a Oranienburg, vicino a Berlino. Si oppone inutilmente e nasconde la notizia a Hedwig per diversi giorni. Hedwig, profondamente affezionata alla loro casa, lo prega di convincere i suoi superiori a lasciare restare lei e i bambini, e la richiesta viene accolta. Dopo alcuni mesi di lavoro a Berlino, Höss viene incaricato di dirigere un'operazione a lui intitolata che trasporterà 700.000 ebrei ungheresi ad Auschwitz per essere uccisi. Il gerarca può tornare a vivere con la famiglia nella sua casa perfetta.

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Commenti (21) vedi tutti

  • Cervellotico, freddo, appositamente studiato così, visto dall'altra parte del muro degli orrori che tutti noi sappiamo, il fumo ci disturba, le grida ci inorridiscono,ma i protagonisti con la loro pacata normalità non ci permettono di odiarli, ma solo di constatare che era così. Niente emotività né scossoni da Oscar. 7

    commento di GabryLed
  • Film di grande provocazione contro ogni nazismo, che credo di evincere da un finale grandioso. Come scrive la Arendt in una società di massa il totalitarismo è sempre imminente...

    commento di logos
  • Campo. La ragazzina col vestito infrarosso che scava nel mucchio dell'umano concime per nascondervi calorie. Controcampo. L'utile idiota in giardino a isolare le cuscute migliori. Fuoricampo. Szmul Zacharias, che ascolta gorgogliare il ribollente Prato di Primavera. (Gli umanoidi di Under the Skin hanno vinto e dominano il mondo facendone macello.)

    leggi la recensione completa di mck
  • Jonathan Glazer dirige un film cupo ed ovattato sulla banalità del male con una fotografia spettacolare di Lucas Szal Steven Spielberg lo ha definito dopo il suo “Schindler list” il miglior film sull’olocausto. La zona di interesse un film comunque obbligatorio.

    leggi la recensione completa di claudio1959
  • Mors tua vita mea, insomma niente di nuovo sotto il sole. In fondo, già si sapeva che la maggioranza delle persone diventa insensibile alle disgrazie altrui. Lo vediamo tutti i giorni. Chissà se fra qualche anno faranno un film sul genocidio della Palestina. Ne dubito.

    commento di gruvieraz
  • Devo dire la verita' con molto rammarico perche' il film mi ha parzialmente deluso.....semplicemnete perche' non mi ha coinvolto come mi aspettavo.Ho dovuto cercare emozioni che alla fine erano esterne al movente principale....non mi sono bastati i suoni i rumori le indifferenze dei protagonisti (gravi).Forse troppo sopravvalutato....

    commento di ezio
  • Il film ci fa sentire l'orrore ( nei rumori cupi dei forni, nelle urla e spari oltre le mura del campo),ci mostra l'indifferenza della famiglia tedesca che vive la sua felicità egoistica, la fredda mente del burocrate che pianifica la morte. Le fiabe e la storia della bambina polacca sono filmate in negativo ,il bene che fine ha fatto? Angosciante

    commento di alfbester
  • A me non e' sembrato un gran film, dobbiamo lavorare con l'immaginazione e estrapolare sentenze dai discorsi a volte noiosi, non merita il nobel

    commento di poeta9491 1
  • Ben rappresentato il nostro essere disinteressati alle tragedie e agli orrori che non ci coinvolgono direttamente. Oppure si è complici perché deciso dall’alto. Di sicuro impatto emotivo ma poco approfondito. Non penso che abbia meritato l’Oscar come miglior film straniero, al posto di "Io capitano" di Garrone.

    commento di iro
  • Che delusione! Il film è concentrato a dimostrare l'insensibilità delle SS (sai che novità) e delle loro famiglie, ma non c'è alcuna storia o trama da raccontare e che si dipana. E' davvero tutto lì. Non capisco vermanete tanto entusiasmo. Voto: 4

    leggi la recensione completa di ForestOne
  • «Pensa che mi chiamano la regina di Auschwitz. Eh, ci credo, d'altronde guardati attorno!» Vero, attorno è tutto un fiore. Peccato per quel muro grigio che disturba il panorama. In più quelli non stanno zitti un attimo, se almeno educassero i loro figli a non lamentarsi troppo! Hannah Arendt all'ennesima potenza!!!

    commento di pippus
  • Ma quale capolavoro! Suvvia. Un film di una noia mortale e più furbo di mille volpi messe assieme. Comunque, è vero che la volpe è furba?

    leggi la recensione completa di 79DetectiveNoir
  • Il quarto film di Glazer è uno dei più significativi e originali mai realizzati sulla Shoah. Sovrapponendo efficacemente gli apparati auditivi e visivi, fa percepire col sonoro lo straziante orrore negato allo sguardo e alle proprie coscienze; e con le agghiaccianti suggestive immagini la sconvolgente indifferenza e oscurità dell’Uomo. Memorabile.

    commento di Antonio_Montefalcone
  • Un film che diventa un’installazione artistica dell’orrore

    leggi la recensione completa di siro17
  • Se Schindler's list toccava il cuore e Il pianista toccava l'anima La zona d'interessa li penetra e li spezza.

    leggi la recensione completa di imperiormax89
  • Purtroppo (o per fortuna?) l'operazione cinematografica riesce così bene che alcuni spettatori non si angosciano affatto! Come se anche noi spettatori, al pari del comandante Höss e della sua famiglia, fossimo protagonisti e comparse della banalità del male. Voto: 7-

    leggi la recensione completa di andenko
  • Bellissimo, struggente e tremendo.

    leggi la recensione completa di Carlo Ceruti
  • Super angosciante - troppo concettuale

    commento di LordClam
  • Oltre il giardino c’era Auschwitz.

    leggi la recensione completa di yume
  • La banalità del male

    leggi la recensione completa di unicorno22
  • In The Zone of Interest, lo sterminio e le torture non si vedono, tuttavia si respirano in ogni fotogramma, evocati dai rumori sinistri che di tanto in tanto si stagliano, sotto la forma di uno score acido, su immagini a schermo interamente nero (come al morte) o rosso porpora (come il sangue).

    leggi la recensione completa di pazuzu
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

mck di mck
10 stelle

    Lo sguardo – il medio-periferico campo visivo binocular-frontale umano copre all’incirca 120° sul piano dell’ascissa e poco di meno sulla verticale dell’ordinata – si può stornare con relativa discrezione dettata da una parte dalla vergogna e dall'altra da opportunismo e convenienza, aiutandosi anche con altri 90° per lato messi a… leggi tutto

24 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

LAMPUR di LAMPUR
6 stelle

  La zona d’interesse non è solo quella inquadrata in lungo e largo da Glazer. É soprattutto quella confinante, che racchiude un campo di concentramento tra i più feroci ed “efficienti” dell’ultima guerra mondiale, zona dalla quale emerge solo un sonoro di morte, spari isolati, gemiti, urla e ciminiere che bruciano corpi esalando fumo nero… leggi tutto

6 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle negative

John_Nada1975 di John_Nada1975
3 stelle

Come volevasi dimostrare "La Zona di interesse" è un capolavoro, indiscusso e indiscutibile senza se e ma, a scatola chiusa dato l'argomento e sulle copertine delle riviste specializzate, per convalidare questo viene pure menzionato il primo film di Glazer di 10 anni fa, come tra i più importanti degli anni '10 con la solita supercazzola "dell'interpretazione dell'esistente e della… leggi tutto

4 recensioni negative

2024
2024
C'era una volta Internet
Alvy di Alvy

C'era una volta Internet

Le utopiche promesse dei primi anni di Internet si sono deteriorate. Ma Filmtv, che in quegli anni già c'era, svetta ancora oggi come un'alternativa da… segue

Recensione

Peppe Comune di Peppe Comune
8 stelle

Hedwig Höss (Sandra Huller) vive insieme al marito (Christian Friedel) e ai cinque figli in una bella casa di campagna poco distante da un bellissimo lago. È particolarmente gelosa del suo giardino e del suo orto, che cura con amorevole attenzione preoccupandosi che diventino sempre più rigogliosi. Grazie all'aiuto delle governanti polacche, moglie e marito crescono i…

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axe di axe
7 stelle

Anni centrali della Seconda Guerra Mondiale. Le forze dell'Asse hanno perso l'iniziativa sui campi di battaglia, ma la "macchina dello sterminio" nazista cammina a pieno ritmo. Presso il lager di Auschwitz giungono convogli carichi di esseri umani, da uccidere immediatamente o dopo averli sfruttati fino allo sfinimento nelle industrie sorte nei pressi. Il responsabile del campo, l'ufficiale SS…

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claudio1959 di claudio1959
8 stelle

La zona d'interesse Gran Bretagna/Polonia 2023 la trama: “La Zona d’interesse" è la storia di una famiglia tedesca in apparenza normale che vive in una bucolica casetta con piscina annessa, una quotidianità fatta di gite in barca, il lavoro in ufficio del padre, le colazioni della moglie con le amiche, le domeniche dedicate alla pesca al fiume. Peccato che…

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Recensione

Mulligan71 di Mulligan71
7 stelle

La "Shoah" è ormai "genere cinematografico" a parte, viste le innumerevoli pellicole che ce l'hanno raccontata. Chiaramente lo spettro della qualità dei film in proposito, varia molto, dal capolavoro, per me definitivo, di Spielberg a cosacce strappalacrime e zuppe di retorica. Mancava, forse, un film "banale" come questo, una visione esterna e raggelante su ciò che è…

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Utile per 1 utenti

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mm40 di mm40
3 stelle

Rudolf Hoess è un gerarca nazista che lavora dentro al campo di concentramento di Auschwitz; con la famiglia vive in una bella casa proprio accanto al lager, conducendo una vita praticamente idilliaca. Quando viene mandato a lavorare vicino a Berlino, Rudolph lascia moglie e figli nell'appartamento, con grave disperazione sia per loro che per l'uomo. Fortunatamente il gerarca qualche mese…

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YellowBastard di YellowBastard
7 stelle

Proprio a un anno da cui è venuto a mancare Martin Amis, scrittore e saggista britannico autore del romanzo omonimo da cui è tratto il film, La Zona d’interesse arriva nelle sale italiane dopo la presentazione in concorso al Festival di Cannes, dove ha vinto il Gran premio speciale della giuria, e pochi giorni prima della preventivata (scontata?) vittoria agli Oscar come…

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Utile per 6 utenti

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lamettrie di lamettrie
3 stelle

Avevamo la Banalità del male. Ora, sullo stesso tema, abbiamo la Banalità della banalità. Un vero fiasco estetico. Incredibile – ma in realtà assai sospetto - che abbia potuto vincere dei premi. E quali premi, per chi lavora al cinema! Lo spunto è sicuramente interessante: la disinvoltura del nazista nel farsi problemi grossi solo su aspetti, anche…

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0372 di 0372
9 stelle

La Zona d’interesse è indubbiamente un capolavoro, non solo perché rinnova (e ve ne è sempre l’urgenza) la memoria dell’olocausto, che dovrebbe mettere in guardia l’umanità dal ripetersi di certi orrori disumani, ma perché è un film pieno di idee originali proprio dal punto di vista cinematografico. E’ un’opera che…

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ForestOne di ForestOne
4 stelle

Che delusione! Dopo aver letto molte recensioni entusiastiche, mi sono approcciato a questo film con la convinzione che fosse un lavoro importante e imperdibile... Invece mi sono reso conto che, nonostante sia tratto da un libro, non c'è nessuna storia da raccontare! Il film rimbomba per quanto sia vuoto (a parte i rumori infernali che però di per se non mi bastano per…

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Utile per 3 utenti

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barabbovich di barabbovich
5 stelle

Chiudete gli occhi. Voci confuse, urla, nero. Poi rosso, bianco, ancora rosso e infine di nuovo nero. Squarci di colore sullo schermo. Improvvisi, abbacinanti o tetri. La zona d'interesse è un film da ascoltare. I dialoghi asettici, quotidiani, i burocrati del Terzo Reich che pianificano le camere a gas di Auschwitz come se si trattasse di una gita scolastica, la moglie (Hüller) di…

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Utile per 2 utenti

Recensione

LAMPUR di LAMPUR
6 stelle

  La zona d’interesse non è solo quella inquadrata in lungo e largo da Glazer. É soprattutto quella confinante, che racchiude un campo di concentramento tra i più feroci ed “efficienti” dell’ultima guerra mondiale, zona dalla quale emerge solo un sonoro di morte, spari isolati, gemiti, urla e ciminiere che bruciano corpi esalando fumo nero…

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obyone di obyone
8 stelle

    Treni frettolosi in arrivo, latrati, spari, urla disperate, ordini impartiti con ferocia. Nel sottofondo il rumore costante del fuoco che arde. “The zone of interest” supera il significato preciso di film. Non più arte visiva che rappresenta per immagini una storia bensì un gruppo di suoni che escono da una scatola di filo spinato e guardie inamidate.…

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Recensione
Utile per 16 utenti
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