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Il capo perfetto

Regia di Fernando León de Aranoa vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il capo perfetto

di obyone
7 stelle

 

Javier Bardem

Il capo perfetto (2021): Javier Bardem

 

"El buen patron", nella versione casalinga, suona diversamente rispetto alla traduzione italiana poiché focalizza l'attenzione sulla figura dell'imprenditore a cui la posizione conferisce il potere di rendere efficiente la direzione dell'azienda e più serena possibile l'esistenza di chi vi lavora. "El buen patron" è qualcosa di più di un capo, un pater familias che regna con lungimiranza con un occhio al profitto e uno alla cerchia dei propri collaboratori di cui si interessa personalmente. Un concetto diverso da quello che sembra suggerire il traduttore nostrano perché nella figura di Blanco siamo lontani dall'idea di perfezione condensata nel titolo. Blanco è un uomo e come tale non è esente da difetti anche grossi: infedeltà, narcisismo, superbia, egoismo. Nel giro di pochi minuti, dopo un discorso alle maestranze, che probabilmente non sentirò mai dove lavoro, tanto pomposo quanto sornione, il capo della Basculas Blanco è già all'opera per smussare gli attriti causati da un ex dipendente insoddisfatto e da una stagista in lacrime poco propensa a varcare i cancelli dell'azienda, tanto sinistri da sembrare quelli di un campo di concentramento nazista. E pensare che l'azienda di Blanco è in lizza per ricevere un premio di eccellenza dal governo regionale. Proprio per ottenere quel riconoscimento si prodiga Blanco, con tutte le energie che possiede, come una dea che tiene tra le mani la bilancia della giustizia e della concordia, una dea sui generis dall'abito succinto e con un occhio che sbircia da sotto la benda mentre aggiusta con un proiettile un meccanismo privo di equilibrio e bisognoso di ritocchi. E diamine se ci sono rogne da sistemare per ottenere la targa da appendere al muro e le sovvenzioni regionali, quella benedetta volta che i soldi ci sono per l'industria vera e non solo per l'inutile industria del cinema, sbotta Blanco tra il polemico e il divertito. C'è da pensare al fido Miralles divorato dalla gelosia, a Khaled che se la spassa con la donna sbagliata, al vecchio Fortuna che ha la "sfortuna" di un figlio tonto e poco di buono, e c'è la nuova stagista Liliana che trama il proprio piano sculettando in faccia al padrone. "El buen patron" di Fernando León de Aranoa è fedifrago, opportunista ed antepone il proprio successo al resto aggiustando la morale al proprio tornaconto. Le necessità dei dipendenti che, amerovolmente, accudisce sono una piaga da debellare per raggiungere la perfezione del congegno di misurazione. Ma se i piatti della bilancia non vogliono allinearsi Blanco ha in serbo qualche trucchetto per appianare le strade del suo regno che sta dietro i cancelli della Basculas Blanco.

 

Almudena Amor, Tarik Rmili

Il capo perfetto (2021): Almudena Amor, Tarik Rmili

Óscar de la Fuente

Il capo perfetto (2021): Óscar de la Fuente

Manolo Solo

Il capo perfetto (2021): Manolo Solo

 

Javier Bardem, invecchiato dal trucco e dall'esperienza, torna a lavorare con Fernando León de Aranoa dopo l'infelice 'Escobar". Il regista spagnolo che nella precedente collaborazione era stato tradito dall'ambizione (quella di Bardem in primis) si cimenta con una storia decisamente più semplice da gestire e carica di ironia. "El buen patron" è più vicino allo humor corrosivo di "Perfect day" benché non mancasse in quel film, visto il contenuto non propriamente leggero, una certa predisposizione al dramma civile. Molto più lontano, fortunatamente, dall'eccesso truce e meledrammatico di cui era sovraccarico il film dedicato al narcotrafficante colombiano, "Il capo perfetto" è un pamphlet satirico di indubbia vivacità.

La commedia, registro principale del film, concede a León de Aranoa di ritrovare lo smalto dei giorni passati. I dialoghi, tra l'assurdo e il ridicolo, tra l'addetto della security Román ed il ribelle José ed, ancora, quelli tra Román ed il suo datore di lavoro, sono spassosi e demenziali. Nonostante parta con il freno tirato, nel tentativo di contestualizzare l'operato di Blanco, il film accelera nell'ultimo tratto producendo un finale corrosivo e spietato che vede Blanco in parte vincitore e in parte succube delle sue stesse macchinazioni. La bilancia della vita è una continua oscillazione di piatti su cui è inevitabile prima o poi soppesare la propria sfrontata e sordida coscienza. Non per Blanco, non ancora almeno. C'è una targa luccicante da ammirare nel cerchio di una proiezione di luce. Distrae e ammalia quanto basta per procrastinare l'appuntamento con la coscienza. Un appuntamento probabilmente molto lontano. La vita scorre senza pause e nuovi problemi chiedono soluzione. Per un problema risolto ne restano mille altri da risolvere. Orietta Berti docet.

 

Cinema Teatro Santo Spirito - Ferrara

 

Javier Bardem, Rafa Castejón

Il capo perfetto (2021): Javier Bardem, Rafa Castejón

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