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Il signore delle formiche

Regia di Gianni Amelio vedi scheda film

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La recensione su Il signore delle formiche

di port cros
8 stelle

79ma MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA 2022 – IN CONCORSO

 

Il processo del 1968 ad Aldo Braibanti per il reato di plagio, dopo la denuncia della famiglia del ragazzo più giovane ma maggiorenne con cui aveva una relazione, è stato incredibilmente l’unico caso di applicazione dell’art. 603 del Codice Penale, che venne dichiarato incostituzionale nel 1981. Dietro il concetto di plagio di un maggiorenne nel caso di specie si celavano , ma neanche troppo nascoste,  le pulsioni di odio e di rifiuto nei confronti di chiunque fosse in qualche modo diverso, soprattutto dal punto di vista della sessualità.  

 

Amelio subito ci butta in mezzo nel mezzo della vicenda, con la delazione di una domestica ficcanaso che porta al prelevamento forzato del giovane Ettore dall’appartamento del professor Braibanti e al suo immediato ricovero in una clinica psichiatrica dove è sottoposto ad elettroshock.  Un flashback ci porta scoprire il loro incontro, in un laboratorio artistico-teatrale allestito dal professore in un castello della natia Emilia, già frequentato dal fratello maggiore, geloso del rapporto speciale che subito si crea tra Ettore e il più maturo intellettuale. Sullo scrittore e mirmecologo (studioso delle formiche, da cui il titolo) si appuntano le maldicenze di una provincia gretta e chiusa, dove il perbenismo di una società ottusa si sposava ad un’omofobia prevalente nella cultura dell’Italia degli anni 60. E quanto questa omofobia (che l'autore aveva già narrato nel 2014 nel documentario Felice Chi è Diverso) fosse allora prevalente anche in ambienti cosiddetti progressisti Amelio ce lo mostra attraverso la figura immaginaria del giornalista dell’Unità (Elio Germano) incaricato di seguire il caso, che si deve scontrare con pruderie, timori e censure da parte del suo stesso giornale e pure sopportare un avvocato comunista fidanzato della sorella secondo cui “gli invertiti hanno due scelte: o si curano o ammazzano” (l’agghiacciante frase viene citata da Amelio nelle interviste come dettagli durante l’adolescenza). 

Il film ritorna poi al processo di Braibanti, con l’intellettuale dietro le sbarre, ma senza mai perdere la sua dignità di fronte alle assurdità reazionarie della famiglia di Ettore (“un dottore ha detto che ai giovani fanno male i libri che hanno meno di cento anni” dichiara impassibile la madre in Tribunale, prima di aggiungere che l'altro figlio è stato "curato" dal comunismo per intercessione di Padre Pio) e della pubblica accusa, per cui il fatto che Ettore negasse di aver subito plagio costituiva la prova stessa che era stato condizionato e soggiogato. Per fortuna una parte della società civile protestò contro questa ingiustizia, tra questi i radicali ed infatti Amelio li omaggia inserendo un primo piano attuale di Emma Bonino prima della scena delle manifestazioni (omaggio invero un po' bizzarro e stilisticamente incongruo che dura però un solo fotogramma).

 

Luigi Lo Cascio

Il signore delle formiche (2022): Luigi Lo Cascio

 

Amelio tratteggia con grande rispetto e vicinanza la figura di Braibanti, uomo dall’aspetto severo ed incredibilmente colto, ma nervoso e tormentato, ne rappresenta la lucidità (“sono le voci a mio favore le trappole in cui cado”), ma anche la fragilità (“voler bene è la più grande crudeltà”), il rapporto con la madre ormai anziana che al suo pari doveva sopportare lo stigma crudele (bellissima e contundente la scena in cui la voce di Lo Cascio smette di leggere la lettera quando la mamma di Braibanti alza gli occhi dal foglio e vede la scritta ingiuriosa sul muro di casa). In questi tratti umani la figura di Braibanti non può non accostarsi a quella coeva e per molti aspetti simile di Pierpaolo Pasolini.

 

A questo ritratto rispettoso e partecipato contribuisce una interpretazione straordinaria di un bravissimo Luigi Lo Cascio, a cui si affianca un al solito efficace Elio Germano e una gradita sorpresa, l’esordiente Leonardo Maltese, che nella scena della testimonianza di Ettore in giudizio rivela un talento genuino che speriamo il cinema italiano saprà sfruttare. 

 

Leonardo Maltese

Il signore delle formiche (2022): Leonardo Maltese

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