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Siccità

Regia di Paolo Virzì vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Siccità

di hallorann
8 stelle

Più che un instant-movie o un ritratto ispirato alla pandemia e al virus da Covid-19, “Siccità” è una visione prossima ventura del nostro Paese, dell’Europa, del mondo. Se un nuovo virus legato al cambiamento climatico ci investirà, niente pioggia per tre anni, daremo il peggio di noi? Cadremo in un sonno letargico come il tassista Loris? Le conseguenze della siccità portano penuria di acqua potabile e relative restrizioni, invasione di scarafaggi, sole perenne, palpebre calanti. Intorno a questi sintomi e patologie, un gruppo di formiche in carne e ossa si arrabatta.

 

Il bodyguard tontolone dei Zarate, una famiglia di ricchi proprietari di hotel di lusso “La Fonte”, sposato con una infermiera incinta, figlia di un ergastolano che vaga come un marziano per Roma. La coppia avvocato di successo e medico-chirurgo (Vinicio Marchioni e la ritrovata Claudia Pandolfi) in triste fuga da loro se stessi; l’attore (il nuovo prezzemolo Tommaso Ragno) di teatro fallito riciclatosi influencer sposato con una cassiera (Elena Lietti) distratta da un ex compagno di liceo. Un ex commerciante caduto in disgrazia che fa amicizia con un brillante ragazzo di colore; un climatologo che perde la testa per Monica Bellucci; lo strano legame tra la p.r. di casa Zarate (la sorpresa Emanuela Fanelli) e Valerio (Gabriel Montesi); Loris (Valerio Mastandrea ottimo) ossessionato dai fantasmi di Renzi (Andrea/Matteo?) e i genitori (i tenerissimi Paola Tiziana Cruciani e Gianni Di Gregorio).

 

In questa umanità che fa schifo (per citare il Mastroianni dell’altrettanto apocalittico “Blackout in autostrada” di Luigi Comencini), Paolo Virzì con la sua agguerrita squadra di sceneggiatori prendono di mira le devianze pandemiche, i social ingannatori, gli amori effimeri via social, gli esperti vanesi e autoreferenziali, i borgatari ignoranti e perniciosi, gli altoborghesi cinici e altezzosi, i manifestanti di professione, i giovani sbandati. Il regista livornese salva solo alcuni giovani (la speranza alla fin fine) come Martina ché incarna la passione per la musica quale collante di vite e d’amore, come la storia tragica di Filippo. Salva l’onestà di Sembene e la dignità dello Jacolucci di Max Tortora, nonostante dia una stoccata al suo mancato quarto d’ora di celebrità televisiva. E soprattutto di “Siccità” resta il personaggio di Antonio (un sempre più grande Silvio Orlando), l’ergastolano che preferisce tornare in carcere quando arriva la pioggia liberatoria. Tra Zavattini e De Sica, il buon Virzì assesta il suo “Giudizio universale” del terzo millennio.

 

Valerio Mastandrea

Siccità (2021): Valerio Mastandrea

Emanuela Fanelli

Siccità (2021): Emanuela Fanelli

Tommaso Ragno, Massimo Popolizio

Siccità (2021): Tommaso Ragno, Massimo Popolizio

Silvio Orlando

Siccità (2021): Silvio Orlando

 

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