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Trama

Alma è una scienziata che lavora al prestigioso Pergamon Museum di Berlino. La necessità di finanziamenti per la propria ricerca la rende determinata a prendere parte a uno studio insolito: accetta di convivere con un robot dall'aspetto umanoide, programmato per adattarsi al suo carattere e alle sue esigenze.

Approfondimento

I'M YOUR MAN: VIVERE CON L'UOMO PERFETTO

Diretto da Maria Schrader e sceneggiato dalla stessa con Jan Schomburg a partire da un racconto breve di Emma Braslavsky, I'm Your Man racconta la storia di Alma, una ricercatrice che lavora presso il famoso Pergamon Museum di Berlino. Per ottenere fondi utili alla ricerca, Alma si convince a prendere parte a uno studio straordinario: per tre settimane, deve convivere con un robot umanoide che, costruito secondo le sue esigenze e la sua personalità, è stato progettato per essere il suo compagno di vita ideale. Alma fa così la conoscenza di Tom, la macchina artificiale con sembianze umane creata unicamente per renderla felice.

Con la direzione della fotografia di Benedict Neuenfels, le scenografie di Cora Pratz, i costumi di Anette Guther e le musiche di Tobias Wagner, I'm Your Man è un racconto tragicomico sull'amore, sul desiderio e su ciò che rende umano un essere umano. Ha spiegato la regista in occasione della partecipazione del film al Festival di Berlino 2021: "Avevo sentito parlare alla lontana di un racconto che poteva facilmente trasformarsi in film. Sapevo semplicemente che si tratta la storia di una donna che incontra un robot e ciò è stato sufficiente per catturare il mio interesse: del resto era una storia a due passi al famoso "un ragazzo incontra una ragazza" di Billy Wilder. Anche se i due passi sono da gigante: si trattava di "una ragazza incontra un ragazzo" e di "una ragazza incontra un ragazzo robot". Ho cominciato allora a parlarne con produttori e con lo sceneggiatore Schomburg, dando il via a un dialogo creativo che ci ha accompagnati fino al completamento del film".

"Il sogno di un essere umano artificiale - ha continuato Schrader - è probabilmente vecchio quanto l'umanità stessa. Nell'antichità era un atto di creazione mitico/artistico che richiedeva l'intervento degli dei. Prometeo creò le persone con l'argilla e l'acqua. L'artista Pigmalione costruì una statua femminile, se ne innamorò e chiese alla dea Afrodite di darle vita. Con crescente fiducia nelle sue capacità, l'uomo prese pian piano le redini della creazione a sua propria immagine dagli dei. Dai primi automi meccanici alle nuove frontiere dell'intelligenza artificiale, ogni trascendenza o coinvolgimento divino sembra essere scomparso. Ma, se di dovesse arrivare ad avere robot come compagni di vita sentimentale, la questione del "fantasma nella macchina", dell'anima e della coscienza, diventerebbe centrale, ancora una volta".

"Spesso le storie con al centro esseri umani artificiali si muovono tra fascino e orrore. L'uomo gioca a fare Dio e crea servi per se stesso ma ha paura di perdere il controllo e di essere superato dalla sua stessa creazione. Molte di queste storie, dal golem medievale a Ex Machina, terminano con la distruzione e la morte", ha aggiunto la regista. "Tom è molto più sviluppato dei suoi antenati artificiali ed è superiore agli esseri umani quasi in tutto. Tuttavia, libero dall'ambizione personale, dalla paura e dal bisogno di libertà, non rappresenta una minaccia. Tom è forse il servo perfetto. Il suo compito è probabilmente il più bello che possa esistere: rendere felice un'altra persona. Programmato come il perfetto compagno di vita e dotato di caratteristiche che ben combaciano con quelle della partner, ha come compito scacciare la solitudine, soddisfare il desiderio di amore e di fiducia dell'altra... ma è destinato alla vendita, un'idea che Alma detesta con tutta se stessa. Per lei, i robot servono a monitorare le traiettorie di volo e i semafori, a falciare i prati e a controllare i sistemi di sicurezza: l'amore, i sentimenti, la felicità e il dolore sono riservati solo agli esseri umani. Alma difende i principi dell'amore romantico, dell'indipendenza e del cosiddetto libero arbitrio. Ai suoi occhi, Tom non è altro che una macchina per soddisfare i suoi bisogni: lungi dall'essere una vera controparte, lo vede come una vuota illusione. Alma svela inoltre i paradossi dell'essere umano: è tipico dell'uomo non ottenere mai ciò che vuole? Ed è questo un prerequisito per il desiderio, in particolare quando si tratta di amore? Spesso si desidera il partner perfetto ma cosa comporterebbe avere realmente il compagno dei propri sogni accanto, un partner che analizza i bisogni e i desideri in maniera così precisa da poterli esaudire ancora prima che questi siano chiari a se stessi? E cosa significherebbe sapere che questo non è un atto d'amore ma semplicemente un lavoro di programmazione?".

Ha infine concluso: "Il fatto che Alma si innamori di Tom rappresenta per lei un problema insolubile: segue infatti il desiderio a discapito delle sue convinzioni. La ragione e l'emozione si intrecciano e si contraddicono. Eppure, almeno per un po', Alma sembra essere veramente felice. E allora cosa distingue l'amore da un algoritmo altamente complesso? Non ci si adatta alle esigenze dei partner anche nelle relazioni tradizionali? Cosa c'è di "reale" nelle relazioni e quanto di appreso, adattato e programmato? Quando Alma consegna il suo rapporto al suo supervisore e sconsiglia l'approvazione di robot come Tom, potrebbe non esserne del tutto convinta. Forse ha paura che Tom e i suoi simili possano svilupparsi più degli uomini: ciò non significa che dovrebbero diventare più ostili e violenti ma piuttosto più altruisti, civili e pacifici... esseri superiori che potrebbero, prima o poi, rendere l'umanità obsoleta".

Il cast

A dirigere I'm Your Man è Maria Schrader, una delle più acclamate attrici tedesche, vincitrice per ben due volte del German Film Award (una sorta di Oscar tedesco) e tre volte del Bavarian Film Award. A portarla all'attenzione internazionale è stata la sua prova nel dramma lesbo Aimée & Jaguar del 1999, che le… Vedi tutto

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