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Carosello Carosone

Regia di Lucio Pellegrini vedi scheda film

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La recensione su Carosello Carosone

di barabbovich
7 stelle

Scarpetta presta il suo sorriso a 32 denti al protagonista, Nemolato giganteggia nel ruolo di Gegè di Giacomo e anche se qualche personaggio di contorno è monodimensionale, la regia non ha guizzi e le scenografie d’epoca sono realizzate alla bell’e meglio, il film si lascia piacevolmente vedere.

Biopic sul grandissimo musicista napoletano Renato Carosone (Carusone, all'anagrafe): dall'infanzia difficile, dopo aver perso prematuramente la madre, al diploma in pianoforte al conservatorio, fino alle esperienze locali prima di salpare per l'Eritrea (dove conobbe la ballerina Italia Levidi, giovane veneta con figlio a carico, destinata a diventare sua moglie), e, successivamente, spostarsi in Etiopia. Alla fine degli anni Quaranta cominciarono ad arrivare i primi successo, in trio con Gegè Di Giacomo e Peter Van Wood. Ma fu a partire dall'allontanamento di quest'ultimo e dall'avvio di una formazione di sei elementi che l'affermazione di Carosone si fece ancora più consistente, anche grazie all'ingaggio nella neonata televisione di Stato. Il matrimonio artistico col il paroliere Nisa, dal quale scaturirono brani come Caravan Petrol, Tu vuo' fa' l'americano e Torero, portarono Carosone al vertice delle classifiche mondiali, fino alla consacrazione alla Carnegie Hall di New York nel 1958. L'anno successivo, quando si trovava al culmine del successo, il Maestro partenopeo abbandonò le scene e la produzione discografica per ritirarsi a vita privata. Nessun musicista italiano, da allora è mai più riuscito a occupare il primo posto delle classifiche di vendita americane.
Lucio Pellegrini dirige, per conto di mamma Rai, un film (tratto dal libro Carosonissimo, di Federico Vacalebre) che non sfigura a fianco di riuscite commedie come Ora o mai più e Figli delle stelle. Eduardo Scarpetta presta il suo sorriso a 32 denti al protagonista, Vincenzo Nemolato giganteggia nel ruolo di Gegè di Giacomo e anche se qualche personaggio di contorno è monodimensionale, la regia non ha guizzi e le scenografie d'epoca sono realizzate alla bell'e meglio, il film si lascia piacevolmente vedere.
Musiche di Stefano Bollani, impegnato anche in un cameo.

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