Trama

Zhenya e Boris sono una ex coppia alle prese con un brutto divorzio. Entrambi hanno già nuovi compagni e sono desiderosi di lasciarsi il passato alle spalle, anche se ciò significa abbandonare il dodicenne figlio Alyosha. Dopo avere assistito a uno dei violenti litigi dei genitori, Alyosha scompare nel nulla.

Approfondimento

LOVELESS: SCENE DA FINE DI UN MATRIMONIO

Diretto da Andreï Zviaguintsev e sceneggiato dallo stesso con Oleg Neguine, Loveless racconta le conseguenze della fine di un matrimonio in un bambino di dodici anni, figlio della coppia. Boris e Zhenya sono sul punto di divorziare e, poiché nessuno dei due desidera lasciare molto all'altro, hanno deciso di vendere anche il loro appartamento. Entrambi hanno già lo sguardo proiettato al futuro: Boris fa coppia con una giovane donna già incinta e Zhenya frequenta un uomo ricco, che è pronto a sposarla. Nessuno dei due pensa al bene di Alyosha, il figlio di dodici anni che hanno avuto insieme. Almeno fino al giorno in cui Alyosha scompare.

Con la direzione della fotografia di Mikhaïl Kritchman, le scenografie di Andreï Ponkratov, i costumi di Anna Bartouli e le musiche originali composte da Evgueni Galperine, Loveless è così presentato dal regista in occasione della partecipazione del film in concorso al Festival di Cannes 2017: "Mi piace paragonare Loveless a Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman: lo immagino come una nuova versione trapiantata in un'altra epoca e interpretata da personaggi differenti che condividono però la stessa incoscienza e gli stessi dubbi, una coppia media di oggi.

Disgustati l'uno dall'altro, dopo anni di matrimonio, un uomo e la moglie stanno divorziando. La loro è una situazione piuttosto banale, entrambi hanno nuovo progetti da concretizzare. Vogliono girare pagina, scrivere un nuovo capitolo delle loro esistenze con nuovi partner e provare nuove emozioni per sentirsi completi. La loro esperienza passata li ha resi leggermente freddi e disincantati ma rimangono fiduciosi. Non resta loro che scaricare la maggior parte del peso che fa da barriera alla loro felicità: il figlio Alyosha, uno sconosciuto che diviene una sorta di bambola di pezza che entrambi si rinfacciano.

"Cambierò, non voglio ripetere gli stessi errori che mi hanno portato a questa delusione, sarà come una rinascita". Sono questi i pensieri di coloro che fanno ricadere sugli altri la colpa dei propri fallimenti. In fondo, la sola cosa che ognuno può veramente cambiare è se stesso. Dopo di ciò, il mondo sarà in grado di splendere di nuova luce e forse solo una perdita terribile può aiutarci a lasciarci tutto alle spalle.

La nostra era post-moderna è quella di una società post-industriale disseminata da un flusso costante di informazioni che pochi individui hanno scelto per gli altri, considerati solo come un mezzo per arrivare un fine. Al giorno d'oggi, ognuno è per conto proprio. Il solo modo per vincere tale indifferenza è quella di dedicarsi agli altri, anche a perfetti sconosciuti, come accade al coordinatore dei volontari che si mettono alla ricerca del bambino scomparso per tutta la città senza alcun premio da riscuotere in caso di esito positivo. Il loro semplice lavoro infonde significato a ogni loro gesto. Forse è questo il solo modo di lottare contro il disordine del mondo e la sua disumanizzazione".

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Commenti (7) vedi tutti

  • Un film con la fotografia plumbea come il colore dei sentimenti che veicola. Ottimi attori.Facce perfette.Mancanza d’amore ovunque. Anche nella natura sterile, come le vite che nutre. Natura matrigna che sembra uscita da un quadro di Caspar Friedrich, come Abbazia nel querceto.

    leggi la recensione completa di gaiart
  • E’ una boscaglia prostrata e fredda estesa più in orizzontale che non verso l’alto, una periferia fluviale arida e dall’aspetto morente, specchio di un abbandono, di una resa dei bei sentimenti, l’incipit (e pertanto la misura) di questo bellissimo film.

    leggi la recensione completa di leporello
  • Si resta impietriti, non ipnotizzati, l’ipnosi è uscire da sé, Loveless ti ricaccia continuamente dentro, è una presa che non molla su quella parte di noi che cerchiamo di non guardare.

    leggi la recensione completa di yume
  • Nello skyline moscovita, modificato dalle costruzioni di vetro della elegante e lineare architettura contemporanea, il regista avverte un mutamento che non è solo quello delle case, ma è quello dell'anima di chi ci abita...

    leggi la recensione completa di laulilla
  • forma e contenuto a livelli altissimi. tra Haneke e Tarkovskij, il regista russo confeziona uno schiaffo in faccia che lascia il segno anche alcuni giorni dopo la visione. era dai tempi de Il Ritorno che non Zvyagintsev non si esprimeva con tale forza ed efficacia.

    commento di giovenosta
  • Il pessimismo oltranzista di Zvyagintsev tuona contro un paese e i suoi figli, ponendosi a debita distanza da tutti. Formalmente perfetto, dilata i suoi tempi calcando la mano sulla metafora con effetto complessivo più soffocante che dirompente.

    commento di Utente rimosso (Cantagallo)
  • Fine di una vita familiare, rimozione di ogni dettaglio utile a far riaffiorare eventuali momenti di felicità rinnegata. Egoismo ed arriviamo di due genitori mostruosi da cui il devastato figlio adolescente sceglie di allontanarsi, scomparendo per sempre. Il grande ritorno di un grande regista russo.

    leggi la recensione completa di alan smithee
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

laulilla di laulilla
8 stelle

Ancora una volta l’interesse di Andrey Zvyagintsev, il regista di questo film, è per la sua terra, la Russia non più comunista che dopo aver accettato i principi liberistici è cambiata rapidamente inserendosi nel processo di globalizzazione del mercato. I vecchi valori della solidarietà sembrano completamente soppiantati dalla ricerca tutta individuale… leggi tutto

11 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle negative

Negaloginepro di Negaloginepro
2 stelle

Di una banalità sconfortante! Bella la simmetria prospettica delle riprese, banale anch’essa. Un reportage sul decadimento della moderna società russa in salsa apple! Lento, palloso e inutile: un esercizio di stile per cultori del sonno e di minchiate spacciate per capolavori immensi. Didascalicamente brutto e politicamente correttissimo!   Angelo Orazio Pregoni leggi tutto

1 recensioni negative

Nel mese di marzo questo film ha ricevuto 4 voti
vedi tutti
Nel mese di febbraio questo film ha ricevuto 3 voti
vedi tutti
Nel mese di gennaio questo film ha ricevuto 9 voti
vedi tutti
Il meglio del 2017
2017

Recensione

laulilla di laulilla
8 stelle

Ancora una volta l’interesse di Andrey Zvyagintsev, il regista di questo film, è per la sua terra, la Russia non più comunista che dopo aver accettato i principi liberistici è cambiata rapidamente inserendosi nel processo di globalizzazione del mercato. I vecchi valori della solidarietà sembrano completamente soppiantati dalla ricerca tutta individuale…

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Uscito nelle sale italiane il 4 dicembre 2017
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