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Chiamami col tuo nome

Regia di Luca Guadagnino vedi scheda film

Commenti brevi
  • Chiamami col tuo nome è un'opera che ridurre a storia d'amore sarebbe dannoso e fuorviante, come lo sarebbe semplificarla ad una delicata rappresentazione della scoperta del sentimento. Chiamami col tuo nome è un inno alla vita nella sua totalità, un'opera sull'accettazione della sofferenza.

    leggi la recensione completa di Malpaso
  • Un storia d'amore fra 2 uomini.. messo in scena in un modo molto delicato.. amore che non è solo fisico ma un amore profondo.. all'inizio il film è lento e poco entusiasmante.. cresce come intensità e diventa coinvolgente nella sua secondo parte. Ottima regia e interpretazione. voto 8

    commento di nicelady55
  • Un film che accarezza soave l'emotività.

    leggi la recensione completa di IlGranCinematografo
  • Un film d'amore dove non viene mai pronunciata la parola "amore" o "ti amo". Unico. Non un film gay, ma un film sulla possibile esistenza della bisessualità, peraltro argomento mai affrontato dai media. Hammer (sia in originale che doppiato) riesce a rendere simpatico un personaggio che se fosse reale sarebbe un bastardo.

    commento di crocedimalta
  • Molte luci (splendidamente fotografate) e qualche ombra di troppo nell'incontro dapprima spigoloso, poi sempre più intenso ed appassionato, tra Elio e Oliver, eroi del trionfo internazionale di Luca Gudagnino. Un'estate che cambierà la vita nel momento più intenso di una giovinezza che si fonde con la bellezza dell'arte e del paesaggio.

    leggi la recensione completa di BigSur
  • Se si potesse votare l'ambientazione, il film meriterebbe almeno 9, forse 10. Però, per contrasto, proprio la meticolosa ricostruzione dei tempi e dei luoghi fa a pugni con la storia che viene raccontata: non sarebbe mai potuta succedere "hic et tunc", almeno non così.

    leggi la recensione completa di andenko
  • Miglior film, miglior attore protagonista, Timothée Chalamet, miglior sceneggiatura non originale (adattata da James Ivory) e miglior canzone originale (Sufjan Stevens - Mistery of love). Li merita, tutti, il lungo sviluppo della storia convince gradualmente, quasi impercettibilmente, che è giusto così.

    leggi la recensione completa di yume
  • Il tempo dell'estate e il tempo della giovinezza che fiorisce. Un tempo breve raccontato con leggerezza, pure troppa, che non ha coinvolto il sottoscritto. Troppo idealizzato, forse come idealizzato può essere l'amore adolescenziale, non ha saputo crescere e si è perso in qualche coito. Amen.

    commento di filobus
  • Come diceva l'architetto Melandri: "...ma perché non siamo nati tutti finocchi?"

    commento di irvine
  • Call Me by Your Name è un film languido ed intenso sullo sbocciare di un sentimento, ma anche sulla poesia della giovinezza, quando tutto è nuovo ed un numero indefinito di possibili percorsi si apre davanti a te. Questa storia di un amore estivo e della crescita di un adolescente è tutta atmosfera, tono rarefatto e sfumature.

    leggi la recensione completa di port cros
  • Non facciamoci ingannare, questa non è una storia di amore omo, chi dice così è solo perché è prevenuto o è omofobo. È una bella storia d’amore, e l’amore quando nasce - e non si può mai sapere quando nasce – è SEMPLICEMENTE AMORE, vero, da trasporto, che lascia impronte nel cuore e nel corpo, che non ti fa pensare ad altro, che ti cambia la vita.

    leggi la recensione completa di michemar
  • Nelle nostre vite che rotolano per inerzia, tra tradizioni (la fotografia è quasi da documentario) e abitudini consunte, l'innamoramento più sincero irrompe come una stella cometa. Una perla.

    leggi la recensione completa di Marsil_Claritz
  • Coraggioso, ben interpretato, bella fotografia e belle musiche... se devo fare una critica in alcune parti l'ho trovato noioso da qui una sceneggiatura non all'altezza.

    commento di mike53
  • Chi non ha mai avuto uno zainetto dell’Invicta giallo e blu alzi la mano? Chi non ha mai indossato giorno e notte un Walkman anche a letto? Chi non conosce le poesie di Antonia Pozzi?

    leggi la recensione completa di gaiart
  • Mia recensione su https://andrealeonettidivagno.com/2018/02/01/chiamami-col-tuo-nome/

    commento di registandre
  • Io Prassitele lo conosco e conosco anche l'amore, il desiderio, l'attrazione. e ho ritrovato tutto questo dentro il bel film di Guadagnino. Alla barba degli omofobi che si scandalizzano ancora nel terzo millennio quando tutto questo è coniugato al maschile.

    commento di millertropico
  • Prassitele, chi era costui?

    leggi la recensione completa di leporello
  • La noia, la polvere, la flemma, la pochezza e la decadenza sono le reali cifre stilistiche che pervadono tutta quest'ennesima pellicola del tutto trascurabile ed assolutamente perdibile. Il tutto guarnito da uno dei commenti sonori più improbabili ed ammorbanti dell'ultimo decennio. Tutto tempo rubato ad una bella serata tra amici.

    commento di Abelard
  • Bah leggo solo lodi sperticate... io il film l'ho trovato noiosetto. Visivamente bellissimo, ma noiosetto e davvero poco coinvolgente.

    leggi la recensione completa di ForestOne
  • In un tenero innocente, ma prezioso gioco di scambio di nome proprio, si rifugia un miracolo di poesia e di scrittura che conduce lo spettatore sino alla commozione; per la purezza di espressione, per la rappresentazione magistrale, carnale certo, ma mai volgare, di un innamoramento più forte di ogni eventuale ostacolo od impedimento.

    leggi la recensione completa di alan smithee
  • Il film è un vero gioiello; era stato presentato un anno fa alla Berlinale, in una sezione speciale, ma qui da noi nessuno se ne era accorto, anche se da allora aveva raccolto prestigiose attestazioni di stima e riconoscimenti, fino alle ultime molto clamorose nomination ai Golden Globes e agli Oscar*.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • impropabile. noioso. l'unico momento buono del film e' il discorso del padre al figlio seduti sul divano, una piccola lezione di vita; per il resto .....ma per favore.

    commento di vflamingo
  • L'ultima opera di Guadagnino non racconta una storia sul desiderio, racconta il desiderio stesso. Il regista italiano ha realizzato un capolavoro che ha entusiasmato critici e pubblico in tutto il mondo, fuorché in Italia, dove (purtroppo) sta passando inosservato.

    leggi la recensione completa di GiuliaDC