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Chiamami col tuo nome

Regia di Luca Guadagnino vedi scheda film

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La recensione su Chiamami col tuo nome

di GiuliaDC
10 stelle

L'ultima opera di Guadagnino non racconta una storia sul desiderio, racconta il desiderio stesso. Il regista italiano ha realizzato un capolavoro che ha entusiasmato critici e pubblico in tutto il mondo, fuorché in Italia, dove (purtroppo) sta passando inosservato.

 

Armie Hammer, Timothée Chalamet

Chiamami col tuo nome (2017): Armie Hammer, Timothée Chalamet

 

Il Guardian lo ha definito il migliore film dell'anno. Ne parlano estasiati, tra gli altri, il New Yorker, Vulture, Vox, Observer, il New York Post, Rotten Tomatoes. Pedro Almodóvar lo adora. Ha commosso Frank Ocean. È stato nominato in tre catogorie dei Golden Globes. Call Me By Your Name (in Italia Chiamami col tuo nome, nelle sale dal 25 gennaio 2018) del regista italiano Luca Guadagnino ha convinto praticamente tutti. Tratto dall'omonimo romanzo di André Aciman, è il racconto sensuale di un primo amore.

 

Timothée Chalamet, Armie Hammer

Chiamami col tuo nome (2017): Timothée Chalamet, Armie Hammer

 

Siamo nell'estate del 1983, Elio è un diciassettenne in vacanza con i genitori nella campagna di Crema. Suo padre, professore di archeologia, dà il benvenuto ad uno studente americano ventiquattrenne, Oliver, che lo aiuterà nell'elaborazione della tesi di post dottorato che sta sviluppando. Elio scoprirà attraverso Oliver il desiderio, la sessualità, il dolore, e lo farà in due ore di film che affrontano l'essenza universale dell'attrazione in un ritratto che rifiuta i canoni ormai stanchi dei film romantici. In quest'opera non esiste un elemento antagonista. L'amore omosessuale non è dipinto con le sfumature della vergogna e della paura. Luca Guadagnino non racconta una storia sul desiderio, racconta il desiderio stesso, ed è questo che gli permette di non aver bisogno di espedienti quali colpi di scena o virtuosismi ostentati che, anzi, avrebbero sicuramente rovinato il film. L'atmosfera che si respira nel film è qualcosa di trascendentale, e parte del merito è sicuramente nell'immersione totale nel progetto di tutte le persone coinvolte. È sufficiente guardare qualche video su YouTube per comprendere come l'intero processo che ha dato vita a un'opera così apprezzata sia stato un'esperienza di vita quasi catartica per gli addetti ai lavori. Crema è il paese Natale di Luca Guadagnino. Armie Hammer (Oliver) e Timothée Chalamet (Elio) hanno vissuto nella città italiana rispettivamente per due e tre mesi, assorbendone i ritmi e le atmosfere. Si è creato un forte legame tra attori e regista (Guadagnino, Hammer e Chalamet lo ripetono ad ogni giornalista) e questo si percepisce in ogni loro interazione anche al di fuori del set.

 

Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome (2017): Luca Guadagnino

 

In Italia non si parla molto di Call Me By Your Name, forse perché in Italia è sempre visto con sospetto chi ha successo all'estero, mentre all'estero la pellicola ha già ottenuto prestigiosi riconoscimenti (ad oggi è candidata a 130 premi e ne ha già vinti 30). Dalla famosa scena in cui Elio si masturba aiutato da una pesca, destinata a diventare culto; passando per il monologo del padre che consola il figlio, ormai entrato nella storia e capace di commuovere anche un elettore di Trump o un simpatizzante di Salvini; arrivando agli aneddoti sui calzoncini e la danza di Armie Hammer, che hanno vita propria nei meandri del web; tutto spinge a considerare Call Me By Your Name una gemma preziosa e, soltanto da noi, sottovalutata. È un peccato che l'Italia non gli dedichi lo spazio che merita a causa di stupidi pregiudizi che vedono chi ce la fa come qualcuno che si è montato la testa e ha rinnegato le proprie origini. Luca Guadagnino in questo film ha rappresentato l'Italia da sogno che ricorda perché siamo considerati il Paese più romantico e suggestivo al mondo, ma a quanto pare quello di cui gli italiani sono veramente orgogliosi per quanto riguarda tv e cinema resta soltanto la rappresentazione dei cattivi di Gomorra e Suburra, opere straordinarie, ma che per una volta vorrei vedere eclissate dalla bellezza di un'opera che parla di pedalate in campagna, pranzi all'aperto, ragazzi che si amano.

 

 

 

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