Chiamami col tuo nome

Trama

A metà degli anni Ottanta, nell'Italia settentrionale, il diciassettenne Elio, l'unico figlio della famiglia italo-americana dei Perlman, si prepara ad affrontare un'altra noiosa estate nella villa dei genitori quando l'arrivo di Oliver sconvolge i suoi giorni. Accademico ventiquattrenne, Oliver è arrivato per aiutare il padre di Elio, insigne professore ed esperto di cultura greca. Durante le sei settimane di permanenza dell'ospite, Elio viene conquistato dal suo essere frizzante, spontaneo e affascinante.

Approfondimento

CHIAMAMI COL TUO NOME: IL DESIDERIO GIOVANILE DA UN ROMANZO DI ACIMAN

Diretto da Luca Guadagnino e sceneggiato dallo stesso con James Ivory e Walter Fasano, Chiamami col tuo nome è ambientato durante l'estate del 1983 nell'Italia del nord, dove il diciassettenne italo-americano Elio Perlman trascorre pigramente le sue vacanze in una villa seicentesca appartenente alla sua famiglia, trascrivendo musica e flirtando con l'amica Marzia. Un giorno, Oliver, un affascinante studioso americano ventiquattrenne alle prese con la tesi per il suo post dottorato, arriva nella villa per essere d'aiuto al padre di Elio, un eminente professore specializzato in cultura greco-romana. Nel corso di un'estate che cambierà per sempre le loro vite, Elio e Oliver scopriranno la bellezza inebriante del risveglio del desiderio e di un sentimento inatteso.

Con la direzione della fotografia di Sayombhu Mukdeeprom, le scenografie di Samuel Deshors, i costumi di Giulia Piersanti e la colonna sonora originale di Sufjan Stevens, Chiamami col tuo nome è l'adattamento dell'omonimo romanzo di André Aciman, pubblicato in Italia da Guanda nel 2008 e divenuto in breve tempo un caposaldo della letteratura omosessuale. Le ragioni della sua trasposizione cinematografica vengono spiegate dallo stesso Guadagnino: "Chiamami col tuo nome chiude una trilogia di film sul desiderio, cominciata con Io sono l'amore e continuata con A Bigger Splash. Mentre nei precedenti film il desiderio portava al possesso, al rimpianto, al disprezzo e alla necessità di liberazione, quello di Chiamami col tuo nome è il desiderio che appartiene agli idilli giovanili. Elio, Oliver e Marzia sono come smarriti in quella bella confusione ben descritta da Truman Capote quando disse che "l'amore, non avendo geografia, non conosce confini". Chiamami col tuo nome è anche un omaggio ai padri della mia vita, mio padre e i miei padri cinematografici: Renoir, Rivette, Rohmer e Bertolucci".

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Il cast

A dirigere Chiamami col tuo nome è il regista palermitano Luca Guadagnino. Cresciuto in Etiopia fino all'età di sei anni e a Palermo dopo, si è laureato all'Università La Sapienza di Roma in Storia e Critica del Cinema con una tesi sul regista americano Jonathan Demme prima di dedicarsi alla regia del suo primo… Vedi tutto

Commenti (21) vedi tutti

  • Un film che accarezza soave l'emotività.

    leggi la recensione completa di IlGranCinematografo
  • Un film d'amore dove non viene mai pronunciata la parola "amore" o "ti amo". Unico. Non un film gay, ma un film sulla possibile esistenza della bisessualità, peraltro argomento mai affrontato dai media. Hammer (sia in originale che doppiato) riesce a rendere simpatico un personaggio che se fosse reale sarebbe un bastardo.

    commento di crocedimalta
  • Molte luci (splendidamente fotografate) e qualche ombra di troppo nell'incontro dapprima spigoloso, poi sempre più intenso ed appassionato, tra Elio e Oliver, eroi del trionfo internazionale di Luca Gudagnino. Un'estate che cambierà la vita nel momento più intenso di una giovinezza che si fonde con la bellezza dell'arte e del paesaggio.

    leggi la recensione completa di BigSur
  • Se si potesse votare l'ambientazione, il film meriterebbe almeno 9, forse 10. Però, per contrasto, proprio la meticolosa ricostruzione dei tempi e dei luoghi fa a pugni con la storia che viene raccontata: non sarebbe mai potuta succedere "hic et tunc", almeno non così.

    leggi la recensione completa di andenko
  • Miglior film, miglior attore protagonista, Timothée Chalamet, miglior sceneggiatura non originale (adattata da James Ivory) e miglior canzone originale (Sufjan Stevens - Mistery of love). Li merita, tutti, il lungo sviluppo della storia convince gradualmente, quasi impercettibilmente, che è giusto così.

    leggi la recensione completa di yume
  • Il tempo dell'estate e il tempo della giovinezza che fiorisce. Un tempo breve raccontato con leggerezza, pure troppa, che non ha coinvolto il sottoscritto. Troppo idealizzato, forse come idealizzato può essere l'amore adolescenziale, non ha saputo crescere e si è perso in qualche coito. Amen.

    commento di filobus
  • Come diceva l'architetto Melandri: "...ma perché non siamo nati tutti finocchi?"

    commento di irvine
  • Call Me by Your Name è un film languido ed intenso sullo sbocciare di un sentimento, ma anche sulla poesia della giovinezza, quando tutto è nuovo ed un numero indefinito di possibili percorsi si apre davanti a te. Questa storia di un amore estivo e della crescita di un adolescente è tutta atmosfera, tono rarefatto e sfumature.

    leggi la recensione completa di port cros
  • Non facciamoci ingannare, questa non è una storia di amore omo, chi dice così è solo perché è prevenuto o è omofobo. È una bella storia d’amore, e l’amore quando nasce - e non si può mai sapere quando nasce – è SEMPLICEMENTE AMORE, vero, da trasporto, che lascia impronte nel cuore e nel corpo, che non ti fa pensare ad altro, che ti cambia la vita.

    leggi la recensione completa di michemar
  • Nelle nostre vite che rotolano per inerzia, tra tradizioni (la fotografia è quasi da documentario) e abitudini consunte, l'innamoramento più sincero irrompe come una stella cometa. Una perla.

    leggi la recensione completa di Marsil_Claritz
  • Coraggioso, ben interpretato, bella fotografia e belle musiche... se devo fare una critica in alcune parti l'ho trovato noioso da qui una sceneggiatura non all'altezza.

    commento di mike53
  • Chi non ha mai avuto uno zainetto dell’Invicta giallo e blu alzi la mano? Chi non ha mai indossato giorno e notte un Walkman anche a letto? Chi non conosce le poesie di Antonia Pozzi?

    leggi la recensione completa di gaiart
  • Mia recensione su https://andrealeonettidivagno.com/2018/02/01/chiamami-col-tuo-nome/

    commento di registandre
  • Io Prassitele lo conosco e conosco anche l'amore, il desiderio, l'attrazione. e ho ritrovato tutto questo dentro il bel film di Guadagnino. Alla barba degli omofobi che si scandalizzano ancora nel terzo millennio quando tutto questo è coniugato al maschile.

    commento di millertropico
  • Prassitele, chi era costui?

    leggi la recensione completa di leporello
  • La noia, la polvere, la flemma, la pochezza e la decadenza sono le reali cifre stilistiche che pervadono tutta quest'ennesima pellicola del tutto trascurabile ed assolutamente perdibile. Il tutto guarnito da uno dei commenti sonori più improbabili ed ammorbanti dell'ultimo decennio. Tutto tempo rubato ad una bella serata tra amici.

    commento di Abelard
  • Bah leggo solo lodi sperticate... io il film l'ho trovato noiosetto. Visivamente bellissimo, ma noiosetto e davvero poco coinvolgente.

    leggi la recensione completa di ForestOne
  • In un tenero innocente, ma prezioso gioco di scambio di nome proprio, si rifugia un miracolo di poesia e di scrittura che conduce lo spettatore sino alla commozione; per la purezza di espressione, per la rappresentazione magistrale, carnale certo, ma mai volgare, di un innamoramento più forte di ogni eventuale ostacolo od impedimento.

    leggi la recensione completa di alan smithee
  • Il film è un vero gioiello; era stato presentato un anno fa alla Berlinale, in una sezione speciale, ma qui da noi nessuno se ne era accorto, anche se da allora aveva raccolto prestigiose attestazioni di stima e riconoscimenti, fino alle ultime molto clamorose nomination ai Golden Globes e agli Oscar*.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • impropabile. noioso. l'unico momento buono del film e' il discorso del padre al figlio seduti sul divano, una piccola lezione di vita; per il resto .....ma per favore.

    commento di vflamingo
  • L'ultima opera di Guadagnino non racconta una storia sul desiderio, racconta il desiderio stesso. Il regista italiano ha realizzato un capolavoro che ha entusiasmato critici e pubblico in tutto il mondo, fuorché in Italia, dove (purtroppo) sta passando inosservato.

    leggi la recensione completa di GiuliaDC
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Recensioni

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alan smithee di alan smithee
9 stelle

"Words don't come easy", cantava in quella prima parte degli '80 il tenebroso ed occhialuto F.R. David, in uno dei più ricorrenti tormentoni delle lunghe spesso spensierate estati giovanili di chi, come Elio, appartiene alla classe dei nati attorno all'epicentrico '68.  Ma costui, 17 anni appena compiuti, è solo di lontana provenienza italiana, e per sola parte materna, in… leggi tutto

23 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

ForestOne di ForestOne
5 stelle

Bah leggo solo lodi sperticate... io il film l'ho trovato noiosetto. Visivamente bellissimo, ma noiosetto e davvero poco coinvolgente. Se non fosse per gli ultimi 5 minuti sarebbe stato di una piattezza totale. Peccato perchè il cast, la fotografia e la regia sono ottime. E' proprio la sceneggiatura che è inconsistente... leggi tutto

1 recensioni sufficienti

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BigSur di BigSur
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Avevo deciso di non scrivere di Chiamami col tuo nome.  Molto è già stato detto, il meglio probabilmente. E non volevo farlo per il film in sé (sul quale, se si avrà la pazienza di continuare, si leggeranno non poche riserve) ma per certe reazioni puerili e mediocri che il tema dell’omosessualità provoca nell’ancora gretta…

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andenko di andenko
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Luca Guadagnino è il regista italiano più americano che ci sia. Con buona pace del caro Paolo (ndr. Sorrentino) che si affanna a fare breccia nel cuore dei magnati della mecca d’oltreoceano, il collega è senza dubbio più dotato. Affascinata dal trailer di A Bigger Splash, non essendo poi riuscita a vederlo al cinema, è una delle poche pellicole che,…

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Avevo amato molto il romanzo di André Aciman sullo sbocciare del desiderio e della passione di un diciassettenne ed un giovane ricercatore universitario americani in vacanza sulla riviera ligure durante un’estate italiana degli anni 80, e devo dare merito a Luca Guadagnino di aver saputo rendergli giustizia sul grande schermo. La storia, i personaggi, il cast e la produzione sono…

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ho appena visto il film di guadagnino. sono omosessuale (e dunque non omofobo, anzi). sono uno che vede moltissimi film e non mi precludo nessun genere. ma questo è decisamente un film supponente, tratto da un libro vecchio (nel senso di datato). è come rileggere siddartha o il ritratto di dorian gray a quarant'anni: lo trovi stucchevole. e non scomoderei né bertolucci,…

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lussemburgo di lussemburgo
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  Non è ovviamente un caso che il primo nome nella lista dei ringraziamenti alla fine di Chiamami col tuo nome sia quello Bernardo Bertolucci, tanto il film di Guadagnino è pervaso della medesima diffusa sensualità che contraddistingue i lavori del regista parmigiano. Le assonanze con Balla da sola, per il tema dell’iniziazione amorosa, o l’estate assolata…

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