«Gregorio Samsa, svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo». La trasformazione del protagonista di La metamorfosi di Franz Kafka (1915) ha molto in comune con quella che investe Seth Brundle, scienziato e mad doctor cronenberghiano che, poco più di 70 anni dopo, affoga nella sua stessa hybris positivista i propri sogni di gloria e, Icaro postmoderno, vede le sue ali bruciarsi.

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Scena di La mosca (1986)


Inventore del teletrasporto, in una notte di alcol e delusioni d’amore decide di essere la cavia della propria elettronica creatura ma, nel passaggio tra la telecapsula 1 e la telecapsula 2, qualcosa va storto. Come sempre nel macrotesto cinematografico dell’autore di Toronto, la variabile infettiva, il virus (sia esso materico come negli horror venerei degli esordi, cerebrale come le scissioni psichiche di M. Butterfly, Spider o A History of Violence, oppure linguistico come nei più recenti A Dangerous Method e Cosmopolis) si frappone tra l’uomo e il suo sviluppo, trasformando un desiderio evolutivo in una tragedia mutante.

Una mosca, insetto quanto quello di Kafka e quello da cui prende cinematograficamente le mosse il film di Cronenberg, è tuttavia a sua volta ibrido, contaminato, virale. In una vertigine al secondo grado di mutazione, la creatura che lungo la pellicola va sviluppandosi è una variazione tanto dell’uomo, quanto della mosca. È Brundlemosca, vero anello di congiunzione tra due patrimoni genetici agli antipodi e assai distante dall’apodittica trasformazione di Samsa (cerebralmente umano, fisicamente insetto) e dell’André Delambre di L’esperimento del dottor K. (uomo ritrovatosi con braccio e testa di mosca).

Non è un caso, a tal proposito, che Cronenberg ribadisca (per la prima volta) la propria paternità “autoriale” direttamente in scena, vestendo i panni del ginecologo che - nel sogno di una Veronica Quaife incinta proprio di Brundlemosca - estrae dal suo ventre un orripilante e urlante feto. Come a dire: dietro questa perturbante e disturbante teoria della mutazione dai marcati accenti antimoderni c’è una sola mente artistica, per nulla scissa e, anzi, capace di un rigore medico.

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Scena di La mosca (1986)


La mosca, infatti, va a innestarsi nella filmografia cronenberghiana come una tappa coerente, quasi obbligatoria, volta a traghettarla da un orrore materico, viscerale e visibile (da Il demone sotto la pelle a Videodrome) a uno mentale, interiore, invisibile (seguirà infatti Inseparabili, il film del non-visto, dove «dovrebbero fare dei concorsi di bellezza anche per l’interno dei corpi. La milza migliore, i reni meglio sviluppati. Dovremmo avere un ideale di bellezza anche per l’interno del corpo»).

Il rito di passaggio si consuma nell’interscambio tra riflessioni biologiche - il museo Brundle di storia naturale, dove Seth custodisce le reliquie del proprio essere (stato) umano, oppure i filmati documentari in cui il mad doctor, ossessionato dalla scienza, vuole mostrare ai posteri il modo schifoso in cui mangia una Brundlemosca - e considerazioni a carattere cerebrale - le riflessioni sulla progressiva perdita di razionalità e “pacifismo” - in un continuo ma inarrestabile tracollo dell’uomo verso la propria abolizione nell’altro da sé.

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Scena di La mosca (1986)


È infatti l’insetto, il virus, che piega l’umano a propria immagine e somiglianza, vampirizzandone contenitore e contenuto per sviluppare una propria versione infinitamente più potente. Se l’uomo deperisce, infatti, la mosca cresce, ed è in questa fatale considerazione che la pellicola di Cronenberg raggiunge il sublime, avvicinando la classicità della tragedia e superandola di slancio grazie a un’anima postmoderna capace di renderla metafora di un’attualità sempre più contaminata, ibrida, sfuggente e proprio per questo tremendamente pericolosa.

Autore

Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, collabora con il mensile Nocturno Cinema e ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013).

IL FILM

locandina La mosca

La mosca

Horror - USA 1986 - durata 100’

Titolo originale: The Fly

Regia: David Cronenberg

Con Jeff Goldblum, Geena Davis, John Getz, Leslie Carlson, Joy Boushel

in streaming: su Disney+ Prime Video

locandina Crimes of the Future

Crimes of the Future

Fantascienza - Canada, Grecia, Francia 2022 - durata 107’

Titolo originale: Crimes of the Future

Regia: David Cronenberg

Con Kristen Stewart, Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Scott Speedman, Tanaya Beatty, Lihi Kornowski

Al cinema: Uscita in Italia il 30/11/-0001