È una questione generazionale, di riconoscimento: Peter Quill è tutti noi, dove “tutti noi” sta per chiunque sia cresciuto con le saghe di Star Wars, di Indiana Jones, di Ritorno al futuro. Quill è sintesi alchemica di Marty McFly, Han Solo e Indy; è un avventuriero egocentrico, ma anche un ragazzino che ha per eroe il Kevin Bacon di Footloose e quando entra in gioco il MacGuffin del film, l’Orb, capisce l’antifona: «È una specie di Arca dell’alleanza?». Quei film li ha visti tutti, come noi, il campo da gioco è ben tracciato e conosciamo le regole.

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Scena di Guardiani della galassia (2014)


Come se non bastasse, c’è la musica: hit anni 70 e 80 fuoriescono nei momenti meno congrui da un walkman vintage. La colonna sonora è stata la prima nella Storia a giungere in cima alle classifiche senza contenere alcun pezzo originale: da qui a dedurne il parallelo col film, compilation di stilemi e personaggi della sci-fi/avventura che fu, bastano poche righe e un po’ di pigrizia. Ed è vero: a differenza di Rocket, procione antropomorfo che si offende se lo chiami “procione”, perché «non c’è niente come me, tranne me», Guardiani della galassia non può dirsi unico: incapsulato nel progetto del Marvel Cinematic Universe, a tratti ruggisce strafottente, ma poi sente tirare la catena del colosso disneyano e torna mansueto.

Così ci siamo tutti adesso: un branco di deficienti in piedi che formano un cerchio


Collocandosi, nello spettro Marvel, dalla parte dello spettatore smaliziato e iper consapevole, e accogliendolo con un sorriso nella zona che costeggia la parodia. Così ogni sequenza action si fa slapstick, la tensione è smorzata da battute ironiche, ogni personaggio si comporta come l’idea che abbiamo di lui e al contempo come la demistificazione di quell’idea. Smantellando a colpi di complici gomitate le scene clou della formazione di un team di supereroi: eccoli che, uno per uno, si votano alla causa alzandosi con crescendo enfatico; ed ecco Rocket che commenta sarcastico «così ci siamo tutti adesso: un branco di deficienti in piedi che formano un cerchio». Così, anche il film è se stesso e la satira di se stesso, in un cortocircuito di sollazzo cui è impossibile non abbandonarsi, esattamente come accade quando sul finale parte I Want You Back dei Jackson 5.


Eppure, James Gunn ha un’arma in più, che dimostra come la sua conoscenza devota delle saghe divorate da ragazzino (è nato nel 1970) non si fermi al gusto dell’occhiolino: la scrittura dei personaggi. Se i Guardiani sono gli anti-Avengers non è solo perché sono un po’ imbranati e si sono autoproclamati eroi (proprio come il protagonista di Super - Attento crimine!!!, l’opera seconda di Gunn); è anche perché, a differenza del meccanico mix di singole personalità assemblate nei film dei Vendicatori (ciascuno col suo angolo di gloria da preservare), i Guardiani si identificano davvero in un gruppo, sanno di avere qualcosa in comune di molto più radicato e semplice che “salvare il mondo” (o la galassia).

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Scane di Guardiani della galassia (2014)


Ovvero il fatto di essere ragazzi emarginati e immaturi, bloccati a uno stato adolescenziale (condicio sine qua non per parlare al pubblico di un blockbuster odierno) e probabilmente affetti da deficit dell’attenzione: Peter vive aggrappato al ricordo della mamma, Drax comprende le cose solo a livello letterale, Rocket soffre la sua diversità, Gamora ha grossi problemi con la sorellina e Groot ha un vocabolario di sole tre parole. Sono una banda di reietti e per tutta la durata del film ci fanno tifare per loro, ma soprattutto per la loro unione: poco ci importa di questa dannata Orb in cui risiede forse il destino della galassia, perché quello che conta per lo spettatore non è la salvezza del mondo, ma che questi cinque disastri ambulanti possano mettersi una divisa, riconoscersi come pari e dichiararsi eterna amicizia.

Autore

Alice Cucchetti

Nasce a Busto Arsizio, studia a Bologna, vive a Milano. I suoi genitori le hanno sempre detto di non guardare i telefilm, inevitabilmente indirizzandola verso un consumo appassionato e compulsivo di serialità televisiva. Tra gli autori storici di Serialmente.com e co-fondatrice di Mediacritica.it, ha curato la rubrica Cinetv di "Nocturno" e ha collaborato, tra gli altri, con Best Movie, Best Serial, Abbiamoleprove, Grazia.it, Osservatorio Tv. Ama le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici, i paradossi temporali, i gatti e il cioccolato. Oltre che sulle pagine di Film Tv, dove cura le rubriche Serial Minds e Telepass, chiacchiera ai microfoni di "Pilota - Un podcast sui telefilm", il programma sulle serie tv di Querty.it.

IL FILM

locandina Guardiani della Galassia

Guardiani della Galassia

Supereroi - USA 2014 - durata 122’

Titolo originale: Guardians of the Galaxy

Regia: James Gunn

Con Chris Pratt, Zoë Saldana, Dave Bautista, Lee Pace, Michael Rooker, Karen Gillan

Al cinema: Uscita in Italia il 22/10/2014

in streaming: su iTunes