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Il Semaforo - Numero 47
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Wild Women: Gentle Beasts (2015): scena

 Il semaforo nasce come momento di pura evasione. Non c’è critica né approfondimento ma solo la sana e consapevole libidine di ciarlare del nulla, di sfogarsi di seguito ad un’intensa settimana cinematografica fatta di uscite in sala, film in televisione, dichiarazioni sui giornali ed inevitabili polemiche. Ogni fine settimana film o personaggi saranno presi di mira o premiati per qualcosa che li riguarda. Il meccanismo è semplice: tre semafori rossi per qualcosa da bocciare, tre gialli per qualcosa che ci ha lasciati perplessi e tre verdi per qualcosa da premiare. In più, ai semafori potrebbero aggiungersi anche due pass speciali, uno positivo chiamato All Access e uno negativo denominato No Entry, concessi in via del tutto eccezionale a chi si è distinto notevolmente per un verso o per l’altro. Nello spazio commenti, chiunque può contribuire a dire la sua durante l’arco della settimana e vedere il weekend successivo la propria osservazione passare sotto i riflettori per un confronto più ampio.

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AVVISO AI LETTORI: La rubrica per il mese di agosto va in vacanza. Riprenderà le sue pubblicazioni sabato 20 settembre, una settimana dopo la fine del Festival di Venezia 2015.

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Wild Women: Gentle Beast: Ci sono universi che appaiono misteriosi e contemporaneamente affascinanti. Chi ad esempio da piccolo non subiva il fascino dei domatori di leone? E chi da ragazzino quello delle domatrici? Chi non si è domandato come facciano a mischiare bellezza e coraggio a contatto con bestie come leoni, tigre e pantere? Quest'ultima è la domanda da cui è partita la regista Anka Schmid per realizzare il doc che verrà presentato al festival di Locarno per la gioia delle Moire Orfei mondiali. 

 

Città di carta: L'adattamento del romanzo di Josh Greene arriva questa settimana nei cinema Usa per poi giungere nei nostri schermi a settembre. La 20th Century Fox spera di bissare il successo di Colpa delle stelle ma intanto ha messo a segno un punto di non poco valore: la definitiva conferma di Cara Delevingne, giovane modella e attrice. Qualcuno inoltre inviti i nostri distributori a recuperare anche The Face of an Angel, l'ultima fatica di Michael Winterbottom girata in Italia e incentrato sul caso (irrisolto) legato alla figura di Amanda Knox.

 

L'infinita fabbrica del Duomo: Stupisce come stia passando sotto tono la notizia di un nuovo lavoro della coppia formata da Massimo D'Anolfi e Tiziana Parenti, che a distanza di due anni da Materia oscura saranno ospitati al festival di Locarno con il loro doc sul Duomo di Milano. Poiché non ci piacciono le sviste della stampa, ci auguriamo che qualcuno voglia recuperare al più presto la lacuna. Intanto, rimaniamo in attesa di rimanere affascinati dal progetto.

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A qualcuno piacerà: Il festival di Locarno ha nel suo programma varie perle nasciste tra le sezioni. È il caso ad esempio del documentario di Claudio de Pascalis e Caterina Taricano, interamente dedicato alla figura di Elio Pandolfi, che all'alba dei 90 anni racconta e rivive le sue esperienze di attore, doppiatore, ballerino e cantante.

 

Le grand tout: Non è vero che per fare fantascienza occorrano sempre budget stratosferici. In Francia, ci provano con poche migliaia di euro sfornando un titolo dalle premesse interessanti. Si tratta di Le grand tout, firmato da Nicolas Bazz e ambientato a 10 mila anni luce dalla terra. 

 

Northern Limit Line: Le moderne guerre sono quelle più difficili da raccontare. Non esiste ancora uno sguardo obiettivo sulle circostanze e sulle ragioni di determinate azioni. Ecco perché un film come quello diretto dal sudcoreano Kim Hak-soon lascia perplessi. Si racconta della battaglia di Yeonpyeong del 2002 tra le flotte delle due Coree ma ovviamente è un "filino" (per usare un eufemismo) di parte.

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X-Men: Apocalypse: I mutanti più noti della settima arte sono pronti per ritornare in sala nel 2016. Alla cabina di regia c'è nuovamente Bryan Singer e il cast è uno dei migliori mai messi in piedi. In settimana sono arrivate anche le prime immagini di scena ufficiali ma... manca la trama. Ormai per i blockbuster, è solo un dettaglio secondario...

Jennifer Lawrence, Rose Byrne, James McAvoy, Lucas Till, Nicholas Hoult

X-Men: Apocalypse (2016): Jennifer Lawrence, Rose Byrne, James McAvoy, Lucas Till, Nicholas Hoult

 

 

Sharknado 3: Gli americani si sono deliziati in settimana vedendo in tv il terzo capitolo della saga degli squali volanti. Se ne progetta già un 4° capitolo ma sorge un dubbio: poiché i luoghi comuni non si sbagliano mai, il gioco non sarebbe bello fino a quando durerebbe poco? 4 sequel con il copia e incolla sono intllerabili. Intanto, godetevi in settimana su Sky Cinema il "2".

 

007 Spectre: James Bond sta per tornare in sala. Manca poco per rivedere in azione Daniel Craig, affiancato dalle immancabili femme fatale di turno: Monica Bellucci, Naomie Harris, léa Seydoux, Stephanie Sigman. Non vediamo l'ora ma piangiamo di già di fronte alla notizia che sarà l'ultimo 007 a essere diretto da Sam Mendes, colui che ha rivitalizzato l'intera saga. 

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The Family: Dunque, scegliamo un titolo a caso per un problema che potrebbe diventare fisiologico. Non si possono selezionare per i festival opere che durano 4 ore e 40 e pretendere che gli spettatori resistano in sala. A parte le teorie sulle curve dell'attenzione (dicono che rimaniamo attenti solo per i primi 20 minuti e poi chi s'è visto s'è visto), come intendono organizzare le file per i bisogni impellenti, per rispondere ai messaggi su Whatsup o per controllare le mail? Senza poi parlare delle notifiche di Ruzzle o Farm hero saga...

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Il ponte delle spie: Steven Spielberg ritorna a occuparsi di storia e in particolar modo di Seconda guerra mondiale, anche se per via indiretta. Lo fa raccontando di guerra fredda e ripercorrendo la vera storia di un avvocato chiamato a negoziare tra Urss e Usa. Il film è attesissimo e lo vorrebbero tutti i festival. Nonostante ciò, la produzione si è dimostrata più clemente che mai: a fronte di un'uscita americana datata 16 ottobre, ha già diffuso le ricercatissime production notes. Tre sono i mesi di anticipo: gli uffici stampa italiani dovrebbero imparare, visto che spesso i loro "tre" sono giorni...

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