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Nazisti a Cinecittà
di noodless94 ultimo aggiornamento
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Nazisti a Cinecittà

Tutto comincia a Roma e finisce a Roma. Come sempre, da sempre.

1944. L’Europa è in piena guerra mondiale. Le forze dell’Asse, dopo i rapidi successi iniziali, hanno cominciato a perdere costantemente terreno e uomini su tutti i fronti. Dall’Europa Meridionale gli alleati risalgono lo stivale; l’est Europa, il più crudo dei fronti, vede le forze sovietiche ricacciare indietro i tedeschi, i quali si erano fermati a Stalingrado, luogo emblematico e – per alcuni storici – momento decisivo per le sorti della Seconda Guerra Mondiale. A giugno di quell’anno, esattamente il 6 giugno all’alba, gli alleati apriranno un altro campo di battaglia: con lo sbarco a Omaha e Utah Beach, i soldati alleati metteranno piede in Francia. E Roma? La situazione è complicata.
Dopo l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio italiano, il paese – quello “libero” dalla presenza alleata – è sotto il controllo spietato dei tedeschi, i quali hanno rapidamente coperto il vuoto lasciato dalle istituzioni politiche italiane – Mussolini, prima di Salò, è in carcere, Badoglio e il Re fuggono nella zona liberata del paese – con una veloce e brutale conquista del centro-nord, a eccezione, appunto, della Repubblica di Salò, lo stato finale del periodo mussoliniano. La città eterna, dunque, è nelle mani dei tedeschi, fatto che contribuisce ad accendere la miccia della resistenza partigiana, particolarmente attiva sul suolo della capitale e protagonista di alcuni attacchi feroci alle truppe naziste che passeggiano per Roma, come nel caso dell’attentato di Via Rasella del 23 marzo 1944.
Quel giorno, alle 15:45, nella stretta via romana, 33 soldati tedeschi muoiono a causa di un attentato dei partigiani. Immediatamente informato della notizia, il Fuhrer chiese che fossero giustiziati 50 italiani per ogni soldato tedesco morto nell’attacco partigiano, cifra che dopo una serie di discussioni scenderà a 10 italiani per ogni soldato tedesco. 330 italiani - 335 per un errore commesso nella caotica impresa di stilare la lista di persone da giustiziare - da giustiziare il prima possibile. Il giorno dopo, il 24 marzo 1944, alle Fosse Ardeatine, la rappresaglia si compirà. Una strage che ancora viene ricordate come una delle più brutali commesse dai tedeschi durante gli anni del conflitto.
A guidare i soldati delle SS che quel giorno si macchiarono di un crimine di guerra difficile da cancellare dalla memoria, c’era il colonnello Herbert Klapper, responsabile dell’Aussenkommand Rom. Klapper verrà condannato all’ergastolo nel 1948, colpevole di essere il principale responsabile dell’eccidio. Ma insieme a Klapper quel pomeriggio c’erano anche altri personaggi di spicco delle SS, come ad esempio Erich Priebke, capitano delle SS fuggito in Sud America e rintracciato solo mezzo secolo dopo la guerra. Oltre a Priebke, si notano due nomi importanti che però ai più potrebbero non dire granché: sono il maggiore Borante Domizlaff, impiegato nell’Ufficio III dell’Aussenkommando, dal quale si occupava di valutare la situazione politica ed economica della città; e il maggiore Karl Hass, comandante dell’Ufficio VI che organizzava reti di spionaggio in vista dell’arrivo – oramai imminente – degli alleati. Questi due maggiori, Domizlaff e Hass, erano i più alti di grado proprio dopo il colonnello Klapper. Entrambi si macchiarono del crimine – anche attivamente, sparando ai martiri – eppure entrambi, anche se per strade diverse, riuscirono a non essere incriminati per quanto avevano fatto quel giorno. Solo negli anni '90 Karl Hass verrà scoperto e condannato per quanto fatto quel 24 marzo 1944.
Una volta finita la guerra, Domizlaff e Hass condivideranno da uomini “liberi” anche un’altra esperienza: il cinema. Aggirandosi per Cinecittà impuniti, i due riuscirono ad avere delle parti – ovviamente interpretavano personaggi nazisti, e chi meglio di loro? – in diversi film italiani. Hass e Domizlaff non furono gli unici a intraprendere la strada del cinema. Come fu possibile tutto ciò? Chi li aiutò? 

Da queste domande parte l’inchiesta di Mario Tedeschini Lalli, che nel suo libro fresco di stampa, “Nazisti a Cinecittà”, si mette all’inseguimento dei due maggiori-attori, per finire con lo scoprire una rete di collegamento d'ampia portata che coinvolge i nuovi gruppi fascisti e di estrema destra del dopoguerra, i servizi segreti e il Vaticano,.

Di seguito una lista con alcuni dei film che hanno come interpreti i due maggiori. 

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