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L'Arte di Isao Takahata: tradizione e realismo simbolico nella poetica d'autore
di Genga009 ultimo aggiornamento
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L'Arte di Isao Takahata: tradizione e realismo simbolico nella poetica d'autore

Terza playlist sui giganti del cinema d'animazione e, ancora una volta, il soggetto rappresenta uno dei registi più importanti del Paese delSol Levante. Si parla di Isao Takahata, istituzione del neo-realismo animato giapponese.

Tante volte mi sono dovuto arrabbiare per via (indiretta ovviamente) di Miyazaki poiché il fandom di media qualità, quello kawaii ^_^ per capirci, non vuole, non sa, non ce la fa a non attribuire lo Studio Ghibli unicamente a lui. Soltanto a lui ed a nessun altro.

Takahata rappresenta uno dei maggiori autori della storia del cinema animato e, in termini assoluti, deve essere riconosciuto per la sua poetica complessa e per la strabiliante sensibilità - nonché tecnica - con cui tutti i suoi lungometraggi sono realizzati. Ha sempre venduto meno del collega ma non per questo vale meno di lui, e questo spero che col tempo possa entrare in testa a tutti.

Dunque, fatta un po' di scena, presento la mia personalissima classifica delle opere di Isao Takahata, o almeno, quelle presenti nel sito.

 

Buona lettura.

Playlist film

La grande avventura del piccolo principe Valiant

  • Animazione
  • Giappone
  • durata 82'

Titolo originale Taiyô no ôji Horusu no daibôken

Regia di Isao Takahata

La grande avventura del piccolo principe Valiant

Il primo film realizzato dalla coppia Takahata-Miyazaki, il primo come regista, rappresenta generalmente ogni singolo punto della filosofia dei due autori, dai rapporti umani a quelli tra uomo e natura. Il segreto della spada del sole è un punto di svolta nelle carriere dei due maestri. Storia semplice ma avvincente, personaggi complessi per un film d'animazione dell'epoca (da qui in poi i personaggi del magico duo faranno scuola), regia e animazioni di buon livello, quest'ultime riprese da La regina delle nevi di Atamanov, lungometraggio che fu d'ispirazione a Miyazaki per superare un suo forte momento di crisi lavorariva, altrimenti avrebbe temporaneamente lasciato. Grazie cinema sovietico!

 

Voto : ***

Rilevanza: 5. Per te? No

Panda! Go, panda!

  • Animazione
  • Giappone

Titolo originale Panda kopanda

Regia di Isao Takahata

Panda! Go, panda!

Frutto delle menti di Takahata e Miyazaki, questi due mediometraggi uniti appartengono ad una delle tantissime serie che, da inizio anni Settanta, hanno visto il duo prendere le redini dell'animazione giapponese e mondiale: Heidi (che non ho voluto inserire, ne scriverò una prossima volta), Anna dai capelli rossi e Marco, dagli appennini alle ande sono quelle più famose dirette da Takahata.

Panda! Go, Panda! è il rimpiazzo di una serie mai venuta alla luce, ovvero un anime su Pippi Calzelunghe, e, cosa più importante, si può dire che rappresenti la nascita del simbolo dello Studio Ghibli, infatti Totoro altro non è che una rappresentazione 2.0 del padre panda e, tra le due opere a target infantile, vi sono diverse similitudini anche a livello di sceneggiatura.

 

Voto : **

Rilevanza: 5. Per te? No

Goshu il violoncellista

  • Animazione
  • Giappone
  • durata 62'

Titolo originale Sero hiki no Gôshu

Regia di Isao Takahata

Goshu il violoncellista

Opera destinata a diventare forse la meno famosa e rinomata del regista, Goshu Il Violoncellista rappresenta un passo importante per la carriera e la maturazione artistica di Isao Takahata. Il film è breve, eppure nella sua durata esprime in maniera esauriente almeno tre principi cardine della poetica del maestro: il sacrificio come unica risorsa per migliorare, l'importanza del rispetto per diventare una persona a propria volta rispettabile, l'armonia dei sentimenti e dell'empatia come mezzo indispensabile per poter donare un'emozione all'altro e, in questo modo, far sperimentare il sublime attraverso l'arte. Takahata si rivela per quello che già era, ovvero il regista più Romantico dell'intero panorama dell'animazione orientale. Con Goshu Il Violoncellista, tuttavia, tale Romanticismo - di netta radice francese e inglese - avvolge il film in ogna suo lato: la narrazione, sostenuta dalla Pastorale e le Sinfonie di Ludwig Van Beethoven, scorre andante grazie ai ritmi imposti dalle musiche; la colonna sonora è enfatizzata e resa fulcro, asse portante dell'intero lungometraggio ed è, a livello di minutaggio, maggiormente presente rispetto ai dialoghi tra i personaggi; il protagonista - specchio del regista - , che abita in un ambiente rurale, placido e sereno, sembra vivere esclusivamente per impegnarsi nel suo lavoro di musicista orchestrale, dormendo di mattina, suonando di giorno con l'orchestra e da solo a casa tutte le notti. Vi è un costante ritorno alla natura, sia in senso terreno (la campagna, dipinta nell'opera e ripresa con contemplazione, respira grazie alle musiche di Beethoven) sia in senso letterario, in quanto Goshu è l'artista, colui che può sperimentare e perciò far sperimentare l'attimo dove l'estro esplode in brevi istanti di divina ispirazione.

 

Voto : ****

Rilevanza: 4. Per te? No

La tomba delle lucciole

  • Animazione
  • Giappone
  • durata 93'

Titolo originale Hotaru no haka

Regia di Isao Takahata

La tomba delle lucciole

Struggente, agghiacciante e prezioso.

Sono pochi i film di guerra così meravigliosi nella loro crudele ma fedele rappresentazione dei fatti, che in ogni inquadratura fanno trasparire i sentimenti stessi dei personaggi; che ad ogni affanno dei piccoli protagonisti smuovono l'animo dello spettatore. La Tomba delle Lucciole è un lungometraggio perfetto sia nella narrazione degli eventi sia nella tecnica e, come ulteriore pregio, si chiude con uno dei finali concettualmente più riusciti della storia del cinema. Da inserire per forza in qualunque classifica di opere drammatiche sulla guerra.

 

Voto : *****

Rilevanza: 6. Per te? No

Pioggia di ricordi

  • Animazione
  • Giappone
  • durata 118'

Titolo originale Omohide poro poro

Regia di Isao Takahata

Pioggia di ricordi
altre VISIONI

In streaming su iTunes

Un viaggio per ricercare il proprio centro di gravità, il proprio posto nel mondo. Ricordando i momenti più importanti dell'infanzia, ci si perde in un limbo a metà tra passato e presente, si riflette su quali siano state le influenze che ci hanno formato il carattere e quali, invece, subiamo adesso nel mondo dei grandi. 

Takahata mostra al massimo la sua autorialità, ripresa dal cinema francese e avente, ancora una volta, forti caratteri romantici. La storia si svolge su due piani temporali, uno volto a descrivere la società medio-borghese giapponese degli anni Sessanta, fortemente radicata in rigidi principi morali sia all'interno che all'esterno della vita famgliare, l'altro finalizzato a percorrere una vicenda analoga alla scoperta di se stessi da bambini, con la protagonista sopra i vent'anni che, da una fuga in campagna per non subire più lo stress metropolitano, si ricrede poi sul proprio futuro, prima accecato dai legami con il passato. Un film meraviglioso che guarda ad un pubblico maturo.

 

Voto : ****

 

Rilevanza: 6. Per te? No

Pom Poko

  • Animazione
  • Giappone
  • durata 119'

Titolo originale Heisei tanuki gassen pompoko

Regia di Isao Takahata

Pom Poko
altre VISIONI

In streaming su Netflix

Pom Poko è una pesante critica verso la "cementificazione" del territorio, il disboscamento e l'urbanizzazione sfrenata che colpì tutto il Kanto tra gli anni Ottanta e i Novanta. Viene a galla un'altra volta uno dei temi principali dello Studio Ghibli: l'ambientalismo. Il film affronta tale argomento in un modo assai differente dalla poetica di Miyazaki: sabotaggio e scontro sia attivo sia ideale con l'uomo plasmano le atmosfere di guerriglia che percorrono il lungometraggio per tutta la sua durata. I tanuki, i procioni protagonisti, fanno uso di arti magiche per contrastare i lavori in corso che distruggono casa loro. Quella di questi intelligentissimi animali è una battaglia per la riconquista del territorio, perciò i personaggi ricorrono a qualunque mezzo affinché la terra ritorni quella di un tempo.

Sono da lodare tecnicamente le ottime sequenze della sfilata degli spettri e i tre saggi leggendari, personaggi che per carisma e goffaggine risultano i migliori del lungometraggio. La nave dell'abbandono, simbolo cardine di un finale concettualmente fortissimo, in cui Takahata rende perfettamente la sua visione sulla questione che analizza, rappresentandola senza filtri e senza sentimentalismi da happy ending all'americana, riprende perfettamente la leggenda di Kaguya (la scena, per altro, è analoga a quella del capolavoro assoluto del 2013). Pom Poko, proprio perché contro l'artificiale, "l'umanizzato", assieme a La Storia della Principessa Splendente, definisce in maniera indelebile un'altra faccia della complessa poetica di Isao Takahata: la salvaguardia del patrimonio culturale e del folclore giapponese. Se non si conoscono le radici ed il suolo su cui si cammina, allora è inutile costruirci sopra.

 

Voto : ****

Rilevanza: 7. Per te? No

I miei vicini Yamada

  • Animazione
  • Giappone
  • durata 104'

Titolo originale Hôhokekyo tonari no Yamada-kun

Regia di Isao Takahata

I miei vicini Yamada
altre VISIONI

In streaming su Netflix

Dopo Pom PokoTakahata decide di utilizzare lo stile che caratterizzerà i suoi due film successivi, ovvero quello dell'animazione semplificata. A differenza de La Storia della Principessa Splendente, in questo lungomentraggio la tecnica utilizzata è molto meno definita e, in generale, più frenetica nelle sequenze. La storia è spezzata in diversi cortometraggi che, uniti come diverse puntate di una piccola serie tv, formano un'intreccio volto a descrivere i luoghi comuni della tipica famiglia giapponese degli anni Novanta. Il risultato è una buona commedia, molto semplice quanto intelligente, dove non mancano le situazioni comiche. 

Sforati di un sacco i tempi di produzione, per colpa stessa del regista, il film non ha avuto il riscontro sperato in termini economici e, se due anni dopo non fosse uscita La Città Incantata, lo Studio Ghibli avrebbe avuto a che fare con un serio periodo di crisi nei primi anni Duemila.

 

Voto : ***

Rilevanza: 4. Per te? No

La storia della principessa splendente

  • Animazione
  • Giappone
  • durata 137'

Titolo originale Kaguyahime no monogatari

Regia di Isao Takahata

La storia della principessa splendente
altre VISIONI

In streaming su Netflix

Tre lustri di lavorazione per raggiungere la quasi totale perfezione. Tante volte Takahata mi piace prenderlo in giro data la sua indole pigra e piuttosto lunatica, eppure quando mi si presenta un film del genere, anche se anni in ritardo sui tempi di produzione, la mia reazione non può che essere di stupore. 

La storia riprende uno dei racconti più antichi della mitologia giapponese, quello appunto della principessa Kaguya, riportata in molte opere nipponiche tra cui le cronache de La Fenice di Osamu Tezuka, tanto per citare altri mostri sacri. Le due caratteristiche più strabilianti di questo lungometraggio sono la protagonista, dopo Nausicaa probabilmente il miglior personaggio femminile della storia del cinema d'animazione, e la tecnica, sia in fatto di regia che di animazione. Kaguya è una personalità che crea sia apprensione sia tenerezza; la si vede nascere, crescere, maturare, disperarsi, ridere, rassegnarsi, adirarsi, esitare. Tutti i personaggi ruotano attorno o alle sue richieste o a ciò che sembra debba essere il suo futuro. Poche sono le persone che le pongono domande riguardo la sua vita, riguardo il suo punto di vista verso la sua esistenza terrena. Poche volte viene messa in dubbio la sua grazia, la sua purezza. La sua bellezza mai. 

Takahata torna indietro nel tempo, ai maestri della scuola Yamamoto, al tratto di Ofuji e, andando ancora più indietro, alle tavole di Hokusai e di Utamaro. L'animazione è scomposta ai minimi termini, il bianco prevale sulle scenografie, paradossalmente dettagliate in ogni sequenza in maniera maniacalmente composta. La regia è pressoché perfetta in ogni ripresa dello storyboard, in ogni taglio d'inquadratura. E' stilicamente l'apice del maestro regista, in special modo la messinscena della fuga della principessa dal palazzo durante i festeggiamenti. A rendere le atmosfere ancora più sublimi ci pensa Hisaishi, con una colonna sonora, di notevole delicatezza, che accompagna la lunga visione per tutta la sua durata senza mai risultare fuori posto o invadente.

 

Voto : *****

 

- - - - -

 

Film mancanti su filmtv: Jarinko chie, Winter Days, Yanagawa horiwari monogatari.

 

Si conclude la filmografia di Isao Takahata

Grazie per l'attenzione.

 

_____________________________________________

 

Monografie/Filmografie precedenti:

 

Hayao Miyazaki

Satoshi Kon

Rilevanza: 7. Per te? No
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