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Distretto 13: le brigate della morte

Regia di John Carpenter vedi scheda film

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La recensione su Distretto 13: le brigate della morte

di supadany
8 stelle

VOTO : 7+.
“Distretto 13” è un film di genere che scorre fluido ed inesorabile, un po’ intaccato dai tempi che cambiano, ma rimane ancora oggi un godibilissimo prodotto che si dipana in novanta minuti scarsi senza sprecarne uno a caso.

Certo oggi si osserva con occhi diversi, e bisogna pure immedesimarsi nella situazione (basta pensare che oggi solo con la presenza del cellulare un isolamento del genere è impensabile), ma se si accetta il gioco allora il divertimento è ampiamente assicurato.

Ethan Bishop è stato appena nominato tenente ed il suo primo incarico è quello di sorvegliare il Distretto 13 per l’ultima notte degli smantellamenti in vista dello spostamento in un’area più baricentrica del quartiere più malfamato di Los Angeles.

Ma la notte non inizia nel migliore dei modi, un uomo in fuga da una gang (che le ha ucciso la figlioletta) arriva al distretto, così come un furgone della polizia che sta trasportando dei criminali in una prigione.

In più il peggio deve ancora arrivare, il distretto è infatti completamente isolato e decine di teppisti cingono d’assedio lo stabile con l’intento di eliminare tutti coloro che vi si trovano all’interno.

John Carpenter realizza un meccanismo agile e scattante che procede senza intoppi particolari, creando un buon grado di tensione per giunta in costante crescendo fino alla fragorosa risoluzione finale.

La storia ha qualche imperfezione di contorno (difficile credere a certe tattiche dei teppisti), e alcune scelte potevano essere diverse (ad esempio avrei visto bene qualche uomo in più all’interno del distretto), ma complessivamente funziona bene e l’idea di mescolare le carte, con dei “cattivi” (i detenuti) che passano, per forza di cose, dalla parte dei “buoni”, è anche decisamente in contrasto con le “regole del gioco” dei tempi.

In più vi sono alcune sequenze memorabili, su tutte quella del gelataio con la tensione che lo attanaglia mentre “aspetta” di essere aggredito, che manifestano un senso scenico di grande impatto artistico. 

Infine, come sempre nei film del regista in questione, è assai suggestiva, quanto inquietante, la colonna sonora (nella quale lui stesso ci mette lo zampino).

Dunque questo “Distretto 13” ha fatto storia, non è probabilmente invecchiato benissimo (anche perché ricalcato o preso da spunto tante volte, quindi ai nostri occhi ha perso parte della sua carica eversiva), ma mantiene sempre un certo innegabile fascino e va giudicato anche per l’influenza che ha tutt’ora su tanto cinema di genere.

Insomma un classico.

Su John Carpenter

VOTO : 7+.
Regia avanti negli anni rispetto a quando è avvenuta.
Realizza alcune scene da antologia e crea dei paletti per un genere.
Innovativo.

Su Austin Stoker

VOTO : 6,5.
Il ruolo, di fondo, non sarebbe un granchè, ma poi la storia lo aiuta e lui si fa trovare pronto alla chiamata.

Su Darwin Joston

VOTO : 6/7.
Un bel cattivo che diventa buono per esigenze.
Bella parte, prova di tutto rispetto.

Su Laurie Zimmer

VOTO : 6,5.
Decisa e determinata, un donna con le palle (una delle prime ...).

Su Martin West

VOTO : 6.
Inizio bruciante, poi il suo personaggio viene accantonato.

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