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Terra lontana

Regia di Anthony Mann vedi scheda film

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La recensione su Terra lontana

di scapigliato
8 stelle

Per molti è il più grande western americano. Forse lo sarebbe se non esisterebbe il primo tempo. Tutta la parte che precede lo sconfinamento in Alaska ha addirittura toni da commedia. Segnale questo della complessità dell'intenzione cineatografica di Anthony Mann, ma che non giustifica per forza l'intrusione di tale registro in un western che più avanti, dopo lo sconfinamento, assume bellissimi toni e ritmi epici e violenti. E'ìl penultimo western, e film in generale, dell'affiatata coppia Stewart-Mann, e riprende abbastanza i nodi centrali dei precedenti western. C'è il conflitto con la comunità, l'antieroismo del protagonista, la grandezza del paesaggio e così via. Sicuramente la presenza di James Stewart, che nel dualismo John Wayne/James Stewart ha la mia preferenza, è incisiva per la riuscita del film, perchè l'attore sa dare un volto alle dinamiche inquiete del regista. Questi le traduce nella regia del paesaggio e dell'azione violenta, l'attore ci pensa a farlo attraverso la recitazione, lo sguardo, le pose. Il film, così, possiede una ricchezza nello sguardo che giustamente lo fanno ambire al titolo di più grande western americano. Non c'è appello infatti per il ritmo secco e per la violenza improvvisa e senza retorica che rendono il film davvero grande. L'estetica è quella degli anni '50, è vero, ma è funzionale all'epicità di una storia che epica, sulla carta, non è. In più la pellicola vanta la presenza di caratteristi eccezionali come Walter Brennan e il grandissimo Jack Elam. Ma della partita è anche un'immenso John McIntire che nei panni del sadico giudice Gannon, personaggio erede del giudice Roy Bean, porta una dimensione claustrofobicamente demoniaca, complice il look, che risalta lo scontro non tanto tra il Bene e il Male, ovvero Stewart e McIntire, quanto invece lo scontro tra Antieroismo e Male Puro. L'antieroismo di James Stewart porta con sè tutti i caratteri del caso: la riottosità, l'istinto solitario, un'etica primitiva inconprensibile agli uomini corrotti della società civile, un gusto speciale per l'amicizia virile, e l'assoluta voglia e tensione di "andare" alla Kerouac. "Andare" implica "non restare", quindi, non mettere radici, non fare famiglia, non contribuire alla formazione di una comunità timorata da Dio e fedele alla legge del Paese. Per un americano, non adempiere a tutto questo può valere un biglietto per l'Inferno. E lassù, tra Skagway e Dawson l'inferno è vivo e palpabile.

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