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Arance e martello

Regia di Diego Bianchi vedi scheda film

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La recensione su Arance e martello

di mck
8 stelle

…Mao Tse-tung, Ho Chi Minh, “Che” Guevara, Fidel Castro… …Malcolm X, Kwame Nkrumah, Gandhi, Mandela… …Gramsci, Togliatti, Berlinguer… …Lama, Pajetta, Napolitano, Natta… …Occhetto, Veltroni-D’Alema, D’Alema-Veltroni… …Franceschini, Bersani, Totti…

 

 

L’esordio nel lungometraggio cinematografico di Diego Bianchi inarteZoro è (innanzitutto prodotto da ‘a Lazio: qualcuno doveva pur dirglielo) “un film in costume [da bagno] nell’Italia del 2011”

-[perché è stato scritto, girato e montato nel 2014, datosi che politicamente e socialmente sono accadute più cose dal 2011 al 2014 (con la tendenza protratta sino a tutto il 2020) rispetto al decennio 2001-2010: e a tal proposito basti considerare il quinquennio della prima metà degli anni zero del primo secolo del terzo millennio, in pratica una stasi (cultural-politic’ancor più ch’economica), cinque anni di nulla buttati nel cesso, e il successivo lustro diviso fra il Prodi-bis e l’eterno ritorno del priapico nanetto tritacco; e comunque, per inciso, se qualcuno dovesse perdersi la didascalia contestualizzante iniziale, queste due linee di dialogo dovrebbero togliere ogni dubbio:
- «Mo’ però… Dice che il sindaco…»
- «‘A mmerda…!»
Insomma, prim’ancora ch’entr’in scena Giorgio Tirabassi, si capisce che vi sono alte probabilità che qui si stia parlando di Alemanno]-

…che inizia come fosse il finale di un film di Jonathan Demme e che, a parte un’abbondanza (benefica) di magnifici culi (ma vorrei pure vedere, ci sono 46 C°, mi pare logico ricorrere agli shortini e alle “mutanne a mazzafionna”) - almeno tre degni di nota, commossa lacrima e monumento - e ad un paio di momenti ego-riferiti [ma non mi riferisco, in questo caso, alla scena spikeleeana del “Fai la Cosa Giusta…

“Volevo fare il documentario sul mercato, poi il documentario sulla discussione nel partito, poi il documentario sull’occupazione e ora posso fare tutto: film, dvd, libro. Attore, regista, sceneggiatore, musicista. Posso fare tutto io e non so fare niente io. Sono fico perché non so fare niente. Io lo so, loro non lo sanno. Sono fico perché sono di sinistra, e nostalgico. Sono la pancia del militante pure se non milito più da vent’anni. Sono radical chic, snob, sinistra da salotto. Sono amico di tutti quelli che mi stavano sul cazzo. Sono uguale a tutti quelli che mi stavano sul cazzo. Faccio ridere e pensare. Faccio ridere, pensare e piangere. Te faccio piagne.”

…durante la 25sima Ora del Paese”, quanto piuttosto a qualche accenno sparso al modus operandi documentario in prima persona (→personaggio) à la “Gazebo/Propaganda”], è di una bellezza disarmante: presto, che qualcuno dica “Italiani, pòppolo di attori! Da noi pure i pescivendoli e i fruttaroli sanno recitare!”: eh beh, no, ché qui ad interpretare i pescivendoli sono attori (spesso e volentieri di teeeaaatrooo, così come di tivvù) e, dal primo all’ultimo (almeno una quarantina sono i ruoli “principali”, non posso elencarli tutti), non uno stonato:
- Francesco Acquaroli e Antonella Attili (il PD tra la gggente)
- Luciano Miele, Emanuel Bevilacqua, Lorenzo Gioielli e Nicola Pistoia (il Mercato)
- Francesca Antonelli e Margherita Vicario (il Mercato 2.0, ma pure 3, 4, 5, 10 e Lode! ♥)
- Stefano Altieri (il Pd, e il Carcano “Parabello” smurato)
- Ludovico Tersigni, Giulia Mancini (le Zecche)
- Daniel Zerbini (i fasci)
- Giulia Valentini, Giulia Aloè (i fasci? Boh, mejo li cani, o venne li tanga)
- Adamo Dionisi (i fascio-DJ, e pure laziali)
- Lorena Cesarini (Zecca? Fascia? “Dipende”? Di certo avrà il mio voto, sempre! ♥)
- Barbara Valmorin (il Baretto)
- Cristina Pellegrino (ACAB; e i "brutti versi" di PPP)
- Ilaria Spada (il PD, in versione Greta Thunberg + Matteo Renzi; ma cmq., col voto disgiunto, una preferenza pure a lei è assicurata, eh! ♥)
- Massimo De Santis (l’assessore Quattordicine) e Giorgio Tirabassi (Ammmerd… Pardon, Alemanno)
Fra i “non”-attori: Ahmad Ejaz (mediatore culturale) e Mahbub Hasan. E dalla fauna locale che gravita(va) attorno al microcosmo/quartierino bianchista, la comparsata di Mirko Matteucci (“Lei è del Gruppo Misto?”) in “arte” Missouri 4.

 

 

Fotografia satura-pastello (à la - e viceversa - Gian Filippo Corticelli di "Fortunata", suo coscritto) di Roberto Forza (collaboratore per eccellenza di Marco Tullio Giordana). Montaggio di Alessandro Pantano e, ovviamente, Diego Bianchi. Colonna sonora non originale quantitativamente infinita, più che in un film di Martin Scorsese: da ricordare almeno “la Marmellata” di Bobo Rondelli sui titoli di coda vignettati da Makkox. Aiuto regìa P.F.Citriniti from Molise e produttore delegato Andrea Salerno (anche in un breve ruolo indimenticabile in quota Renzi/Rutelli: “Cosa c’è di più moderato, cattolico e riformista di un bel parcheggio sotterraneo?”). Producono la Fandango di Domenico Procacci e Rai Cinema.
L’unica scena veramente poco cinematograficamente riuscita è quella della “Caricaaa!!”, cui nemmeno le ripetizioni montate ad “arte” riescono a togliere quell’aria di raffazzonato.

 

 

Assieme a "To Rome with Love" è il vero film utile (se vivi su Marte) per capire l'Italia di "allora" (e di oggi).

* * * (½) ¾

…Mao Tse-tung, Ho Chi Minh, “Che” Guevara, Fidel Castro… …Malcolm X, Kwame Nkrumah, Gandhi, Mandela… …Gramsci, Togliatti, Berlinguer… …Lama, Pajetta, Napolitano, Natta… …Occhetto, Veltroni-D’Alema, D’Alema-Veltroni… …Franceschini, Bersani, Totti…

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