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Necropolis - La città dei morti

Regia di John Erick Dowdle vedi scheda film

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La recensione su Necropolis - La città dei morti

di giurista81
4 stelle

Potremmo definire questo film il Blair Witch Project dell'alchimia. John Erick Dowdle, apprezzato regista del thriller soprannaturale Devil, scrive, dirige e produce questo low budget (5 milioni di dollari) tutto giocato sui movimenti di macchina e sulle affascinanti catacombe che si snodano nei sotterranei di Parigi e dove il film è stato effettivamente girato. L'idea viene dal modesto Catacombs su cui Dowdle prova a costruire un intreccio legato all'alchimista Flamel e agli indovinelli alchemici lasciati impressi su tavole, pareti e pavimentazioni. Sotto quest'ultimo versante la pellicola è indisponente e molto banale (utilizzo e spiegazione della pietra filosofale da ergastolo). La trama propone un'improbabile insegnante della Univeristy College, che sembra piuttosto una campeggiatrice in gita turistica per pub e locali da bevitori di birre, intenta a risolvere indovinelli centenari con la rapidità di un decriptatore dei messaggi contenuti nei baci perugina. A un certo punto si arriva persino a uno stretto varco, tra le rocce, sovrastato dalla scritta "lasciate ogni speranza o voi che entrate". La professoressa universitaria, ovviamente, si lancia subito nel pertugio (così come si immerge in condotti inondati dall'acqua senza sapere dove questi conducano, a rischio di annegare) e, rivolgendosi ai compagni di avventura, collega il messaggio a una "leggenda" circa la porta dell'inferno senza accennare a Dante. Il substrato esoterico viene pertanto banalizzato, distorto e messo a servizio di un film per teenager, che gioca col finto documentario e vorrebbe spacciarsi per colto (quando invece è gretto). Per intenderci, abbiamo un gruppo di soggetti che si muovono in budelli sotterranei seguiti costantemente da un operatore che registra tutte le fasi, compresi i momenti più pericolosi senza che vi sia un punto di vista terzo rispetto ai personaggi. Il montaggio che ne deriva non può che essere fatto con l'accetta,dovendo fingere di rappresentare gli stacchi tra un piano sequenza e un altro. Le inquadrature sono, gioco forza, nervose, con soggettive da effetto mal di mare nei momenti di maggiore tensione. Non mancano degli interessanti effetti speciali (tipo rilievi che si animano o teste sporgenti che improvvisamente si trasformano nella parte pronta a emergere di demoni vampiri imprigionati nelle mura) che vivacizzano la parte finale, dove c'è anche un pizzico di gore. Molto affascinanti le scenografie, buona la fotografia, mentre sono passabili le interpretazioni. Alla fine si tratta di una riproposizione di un modello cinematografico portato al successo da Blair Witch Project, sostituendo la strega con monaci templari e esseri sopravvanaturali, realizzato con un budget superiore e il ricorso a qualche effetto speciale (bella la scena dell'auto in fiamme) e un buon sonoro. Può piacere, pur essendo modesto in scrittura.

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