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Le belve

Regia di Oliver Stone vedi scheda film

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Enrique

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La recensione su Le belve

di Enrique
5 stelle

https://www.youtube.com/watch?v=Bd2cRgpjf9g&list=PLYDV5rasPw7YxOIvhUML0bqohBWWogxU4&index=1

 

Savages.

Di gran lunga più esplicativo il titolo originale (mentre quello italiano è parzialmente fuorviante).

Locandina originale

Le belve (2012): Locandina originale

 

Non vorrei parlare del solito film strabordante violenza cruda e nauseabonda.

O di quello predicante la scialla della tossicodipendenza accettabile anche quando non palliativa.

Né di un film sugli intrecci insospettabili fra buoni e cattivi (o meglio: solo cattivi a diversa gradazione; bradipoi68), che, nel gioco delle parti invertite (in tutti i sensi), riescono benino.

E nemmeno di un film con marchio di fabbrica Laguna Beach, California; canicola perenne, surf sulle onde, bellezze locali, brezza sul viso, colori glamour, smile e sentore di libertà.

Ma così non resta proprio alcunchè da dire del film.

O poco altro; quel profumo di libertà che pervade i pensieri della voce narrante e penetra le intenzioni dei protagonisti e si trasforma in un orizzonte ottativo più forte di ogni cosa, destinato a realizzarsi, in un modo o nell’altro. Appena un sentore, ribadisco, sovrastato dall’olezzo di tutto il resto.

Taylor Kitsch, Blake Lively, Aaron Johnson

Le belve (2012): Taylor Kitsch, Blake Lively, Aaron Johnson

 

Devo dire che questo non è lo stile di Stone che più apprezzo. Riconoscibili echi mischiati di molti altri film si fondono in un cocktail con note più acide che dolci; un cocktail letale, che non prende per il contenuto in sé, per le falle del racconto, né tanto meno per originalità, l’estetica (kitsch) o per aspetti più tecnici.

La regia controllata, applicata ad una scrittura di maniera, crea un film di modesto cabotaggio che si lascia appena vedere, mentre le uniche cose che rimangono sono alcune scene particolarmente truculente, anche se il cinema di genere ci ha abituati alla spettacolarizzazione delle atrocità, per cui neanche su tale fronte il film rimarrà indelebile.

E per fortuna, viene da dire.

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